Gabriel Knight: Sins of the Fathers

Pro:
- Doppiaggio eccellente (versione CD)
- Trama intrigante
- Caratterizzazione personaggi curatissima
- Numerose location
- È Gabriel Knight!

Contro:
- Possibilità di morire e bloccarsi irrimediabilmente
- Risoluzione dei fondali e personaggi troppo bassa (solo 640x480)

Gabriel Knight: Sins of the Fathers nasce dalla penna della programmatrice e scrittrice di romanzi gialli Jane Jensen che, dopo aver collaborato con Roberta Williams alla realizzazione del terzo capitolo di Police Quest e al sesto di King's Quest, decide di esordire a capo di un proprio progetto in un periodo in cui la Sierra sembrava dedicarsi principalmente a giochi con tematiche serie e realistiche.

Gabriel Knight è un romanziere di serie B che abita a New Orleans, nella sua stessa libreria, la St. George Book; per la gestione della libreria viene aiutato da una giovane studentessa asiatica, Grace Nakimura, fedele aiutante di Gabriel e bersaglio preferito delle frecciatine dall'umorismo alquanto ambiguo che Knight non esita a lanciare ogni volta che ne ha l'occasione.

Gabriel sta scrivendo un suo nuovo romanzo ispirato a una serie di strani omicidi, commessi secondo rituali Voodoo, che stanno affliggendo New Orleans...così si rivolge al suo amico d'infanzia, il detective Mosely, che al momento indaga proprio su questi efferati delitti. Alla ricerca di informazioni più dettagliate, Gabriel, decide di aiutare il suo amico detective nelle indagini ma, in contemporanea con la tensione emozionale, il pericolo che lo circonda sale in maniera esponenziale e Knight in poco tempo si ritrova invischiato in una catena di terribili segreti che riguardano in particolar modo proprio il passato della sua famiglia.

I personaggi che s'incontrano in questo gioco sono veramente numerosi...ognuno con la propria personalità,con i propri punti deboli...di una peculiarità difficilmente riscontrabile in altri giochi d'avventura...anche nei capitoli successivi della saga stessa di Gabriel Knight.

Lo schema comportamentale di Gabriel, in questo episodio, è simile a una curva discendente sul piano dell'istinto, della boria e del sarcasmo in favore della ragione, dell'impegno e ... del timore che paradossalmente si trasforma in coraggio: da scettico "praticante", Gabriel, nell'istante che tocca con mano il paranormale e tutto ciò che un momento prima gli sembrava impossibile, riceve uno shock fortissimo facendo cadere le sue ideologie che lo rendevano il duro della situazione...in seguito però, specialmente per la forte implicazione sentimentale che lo riguarda da vicino, trasforma questo timore in coraggio per affrontare questa terribile situazione.

Un altro punto di crescita della personalità di Knight avviene nel picco emozionale più alto del gioco: la morte dello zio e la sua contemporanea (e automatica) nomina a unico Schattenjager vivente che lo porta ad assumersi la responsabilità,oltre a quelle che già non gli stavano rendendo di certo facile la vita, di portare avanti anche una dinastia centenaria. Nei successivi episodi di Gabriel Knight, la sua figura si dissolve sempre più come "fumo nella nebbia", infatti nel terzo episodio (Il mistero macchiato di sangue) ci sembra spaventosamente più simile a un George Stobbart che, senza nulla togliere alla saga di Broken Sword, non spicca certo per la sua personalità.

Anche Grace è soggetta a notevoli cambiamenti ... forse nel primo episodio di Gabriel Knight la sua parte è solo qualcosa in più di una comparsa, anche se la sua funzione di "ricercatrice" si rivelerà più volte indispensabile per proseguire nell'avventura...ma nei successivi due episodi diventerà più fredda, cinica e disinteressata nei confronti di Knight...evidentemente stufa di aspettare una maturazione da parte di Gabriel che non arriverà mai...il finale di Gabriel Knight 3 la dice lunga... Unico personaggio che sembra non subire il trascorrere degli anni, a parte per qualche chilo in più e qualche capello in meno, è il detective Mosely che, forse anche per la natura simpaticamente più semplice del suo personaggio, rimane immutato durante tutte le varie disavventure di Gabriel, diventando a volte un espediente per spezzare la tensione nelle fasi più concitate. ...è incredibile quanto spessore Jane Jensen sia riuscita a dare ad una manciata di pixel 2d!

L'interfaccia di gioco è una delle classiche della Sierra: menu in alto con: icone delle azioni (spingere, raccogliere, aprire e azionare), icone di servizio (interrogare, chiacchierare, camminare e guardare), inventario (con possibilità di combinazione oggetti); registratore interrogatori (una novità molto utile per riascoltare - o rileggere nella versione floppy- gli interrogatori fatti ai vari personaggi...purtroppo lo ritroviamo solo nel secondo episodio); icona segnapunti (come tutte le ag. della Sierra, a ogni progresso accumuliamo un punto...utile per sapere a che punto dell'avventura ci troviamo); icona delle impostazioni (da segnalare, disponibile solo nella versione CD, la possibilità di ascoltare il commento dell'autrice alle azioni di Gabriel ... a volte davvero esilarante!); icona di aiuto pulsanti. Per scegliere l'azione da compiere possiamo cliccare con il tasto destro del mouse fino a quando il cursore assume la forma dell'azione desiderata...oppure possiamo sceglierla dal menu in alto cliccando semplicemente con il tasto sinistro del mouse.

In Gabriel Knight: Sins of the Fathers si muore e ci si blocca. ...ormai abituati ai checkpoint e ai vicoli ciechi risolvibili, queste affermazioni non fanno quasi più effetto...ma in G.K. 1 si muore e ci si blocca per davvero! Quando si muore il gioco ci propone direttamente la schermata per caricare...e lì il problema è aver salvato recentemente...mentre se ci si dimentica di raccogliere un oggetto, di compiere un azione o anche solo di fare una domanda...ci si blocca e non si può fare più niente...l'unica soluzione è ricaricare ed esaminare nuovamente ogni particolare (sempre a patto di aver salvato... e di non aver sovrascritto!).

Personalmente mi è capitato solo una volta perchè non avevo posizionato un oggetto per aiutare Mosely a raggiungermi ed aiutarmi e successivamente avevo salvato senza aver compiuto l'azione...il fatto più inquietante e che il gioco contemplava questa possibilità in quanto, al momento che doveva intervenire Mosely, Grace affermava: "...peccato...ora ci sarebbe servito un aiutante..." e dopo pochi secondi si moriva irrimediabilmente... Morale? Ho dovuto rigiocare gli ultimi tre giorni dell'avventura!

Quindi un consiglio: SALVATE SPESSO E NON SOVRASCRIVETE MAI! Dopo i primi giorni (virtuali) di gioco si nota un'altra questione alquanto "misteriosa": se la possibilità di bloccarsi può sembrare un bug indotto (e a quanto pare anche considerato) che ci accompagna fin dai primi istanti di gioco, quella di morire appare improvvisamente dopo i primi 3-4 giorni, quasi come se fosse stata aggiunta successivamente, ormai a metà gioco ultimato, per dare un pizzico action ad un gioco che avrebbe rischiato di risultare lievemente soporifero.

Gli enigmi sono di stampo classico: unione di oggetti, chiavi per porte, meccanismi d'apertura, interrogatori mirati...mai nulla è troppo complicato...ma ci sono un paio di enigmi in particolare che difficilmente dimenticherete una volta risolti:
-L'enigma dell'alfabeto Voodoo. Ci ritroveremo a dover imparare un alfabeto Voodoo ricavando le lettere da un messaggio lasciato su una cappella di un cimitero...la particolarità di questo enigma è che oltre a dover imparare un alfabeto, oltre a ipotizzare corrispondenze tra lettere e simboli mancanti...dovremo anche usarlo! ...ma non come accade nei giochi odierni dove il messaggio da scrivere ce lo abbiamo già e dobbiamo solo riscriverlo con i simboli corrispondenti...no: DOVREMO ESSERE NOI A CAPIRE QUALE MESSAGGIO MANDARE! Abbiamo la possibilità di scrivere quello che vogliamo ... ma solo il messaggio giusto funzionerà in modo corretto! E sono ammesse anche le ripetizioni di caratteri! ...che dire...diabolico! E non finsce qui!

-L'enigma dei tamburi Rada. Questo enigma ci vedrà alle prese con i codici dei tamburi Rada ... che dovremo tradurre e utilizzare a nostro favore...ma la principale difficoltà è che i messaggi sono mescolati tra altri simili che non hanno alcun senso! Insomma ... anche se la difficoltà complessiva degli enigmi non è elevata...ci sono dei picchi abbastanza impegnativi.

La grafica è molto curata, così anche per le animazioni...purtroppo la bassa risoluzione dei fondali e dei personaggi è inevitabile, infatti anche se nella versione CD si seleziona tra le impostazioni la massima qualità grafica, si nota "tristemente" che la qualità aumenta per gli oggetti interattivi, per il menu, per l'inventario...insomma per tutto tranne che per i fondali e i personaggi. Attivare tale funzione, però, può aiutare ad individuare facilmente gli oggetti da raccogliere e le parti interattive dello scenario (che risulteranno molto più definite) scongiurando così, in parte, il rischio di dimenticarsi qualcosa e di bloccarsi.

Le location sono numerosissime,colorate e molto particolareggiate con effetti di luce molto interessanti. Non saranno tutte disponibili dall'inizio, esse si apriranno non appena si acquisisce un nuovo indirizzo o un'indicazione di luoghi. Infatti durante l'avventura si viaggierà molto: oltre ad aggirarci tra le strade di New Orleans, dovremo recarci anche in Africa e in Germania! I filmati sono un mix di sequenze semi-statiche a fumetto e brevi sequenze animate renderizzate in 3d...molto suggestivi e ben curati i filmati degli incubi di Gabriel, che si evolvono in contemporanea con la storia, mostrando ogni volta uno spezzone in più o un particolare diverso.

Le musiche sono probabilmente tra le più riuscite nella lunga storia delle ag. firmate Sierra e sono ad opera di Robert Holmes...marito di Jane Jensen! L'impressione che si ha, anche grazie all'ottimo sonoro degli effetti, è quella di un film dove con il salire della tensione aumenta anche l'intensità della musica...diciamo che è la risposta della Sierra al sistema i-Muse della LucasArts.

Altra nota positiva, che si può maggiormente apprezzare nella versione CD, è la perfetta sincronizzazione dei movimenti della bocca dei personaggi, quando sono in modalità interrogatorio, con l'audio del parlato dei doppiatori. Non è un elemento da meno proprio il doppiaggio, che mai fu più azzeccato...in effetti la voce di Tim Curry (IT, Rocky Horror Picture Show) dona il 90% del carattere di Gabriel che altrimenti sarebbe stato abbandonato alla sola resa grafica...non proprio ottimale!

Concludendo...
È un gioco che ha fatto storia... un vero è proprio "masterpiece": migliaia di giochi, e non è una cifra esagerata, si ispirano ancora ad esso. Certo, non è esente da difetti (morti improvvise e bloccaggi irreversibili in primis)...ma quale gioco non ne ha? Quasi sicuramente è il migliore della serie (almeno sul piano del coinvolgimento emotivo non ha rivali)...ma questo non vuol dire che gli altri due non meritino di essere giocati!

Fortunatamente ogni episodio è realizzato con una tecnica diversa: dagli sprite 2d fatti di pixel ( Gabriel Knight: Sins of the Fathers) si passa all'interpretazione di attori in carne e ossa (Gabriel Knight: The beast within) fino ad arrivare al 3d con telecamera libera (Gabriel Knight e il mistero macchiato di sangue). Jane Jensen con la realizzazione di Gabriel Knight: Sins of the Fathers, e della successiva saga, ha dato così un grande contributo alla Sierra aiutandola ad assumere un carattere proprio e dissuadendola dall'obbiettivo latente di imitare la LucasArts nelle avventure ironiche (non sempre riscuotendo lo stesso successo).

A riprova di ciò il fatto che l'ultimo capolavoro Sierra nel campo delle avventure grafiche, ed è anche l'ultima ag. da essa sviluppata, è firmata proprio Jane Jensen: "Gabriel Knight e il mistero macchiato di sangue", dove, se una caratterizzazione dei personaggi non molto riuscita poteva minare la fruibilità del gioco, una storia originale e accattivante (anticipando di svariati anni Dan Brown e Il Codice Da Vinci) capace di reggersi sulle proprie gambe, segnava ancora una volta un'epoca nella storia delle avventure grafiche difficile da dimenticare.

(Recensione a cura di: andrea)

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