Melos è una visual novel realizzata da Skarn per la Yuri Jam 2015. Lo Yuri è un genere simile allo Yaoi, solo che si occupa di storie d'amore tra fanciulle invece che tra fanciulli. Anche Melos, quindi, racconta una storia d'amore, quella fra la nostra protagonista Ambrosia e l'irraggiungibile Antiope; come avrete capito dai nomi e dalle immagini, è ambientata nell'antica Grecia.
E no, non ci sono scene di sesso lesbo, mi dispiace per voi.

Ambrosia è una cantante itinerante e ormai da tempo è innamorata di Antiope, la sua atletica amica e guardia del corpo. Il problema è che non gliel'ha mai detto, perché Antiope non è una personcina molto avvicinabile e in più ha il cazzotto facile. Le due viaggiano insieme da anni, ma Ambrosia sente che Antiope non si fida ancora di lei. Il nostro compito è cercare di far dichiarare Ambrosia senza che perda i denti nel processo.

Io la sto buttando un po' sul ridere, ma Melos è una storia seria, anche un po' troppo. È molto corta (un playthrough vi prenderà una decina di minuti, venti se leggete lentamente o avete problemi a tradurre dall'inglese, peraltro non semplicissimo), ma ha ben 6 finali, il migliore dei quali è molto difficile da beccare. Io ci sono riuscita solo a tentativi.

L'enfasi è posta più sul rapporto in generale fra le due ragazze che sulla storia d'amore, e la volontà di Ambrosia di dichiararsi è usata più come “scusa” per far avvicinare (o allontanare a pugni, a seconda) le due, piuttosto che come fine vero e proprio della storia. Antiope, infatti, ha una mentalità paranoica che è il principale ostacolo da superare, e questa mentalità le deriva dalla sua Krudele Infanzya Spartana che le ha regalato una specie di PTS perenne. L'idea non è molto originale ma l'attenzione che è dedicata alla cosa – gli accorgimenti che Ambrosia deve usare per far ragionare l'amica e le reazioni di Antiope – compensa un po' il cliché.

Lo stile, però, è troppo pesante. Capisco che Ambrosia sia poetessa, ma parla, anzi, pensa, come nessun essere umano penserebbe in certe circostanze. Troppe metafore, troppi giri di parole, troppi inutili papelli sui tormenti interiori... Le scene che funzionano meglio sono quelle semplici e dirette, ma sono poche rispetto a quelle che andrebbero tagliate o quantomeno sfrondate.

Non sono abbastanza esperta da giudicare l'ambientazione. Il feeling mi è sembrato quello giusto e mi sono piaciuti un sacco gli sfondi utilizzati. Un po' meno gli sprite dei personaggi: secondo me si potevano usare dipinti o ritagli di fotografie, che meglio si sarebbero adattati agli sfondi. Le musiche lasciano il tempo che trovano.

Dicevo che sono arrivata al finale migliore solo a tentativi: il ragionamento che porta alla giusta sequenza di azioni è logico solo in retrospettiva, almeno, così è capitato a me. Non è un difetto così grave in una VN breve, a maggior ragione se consideriamo che ogni route ci fa esplorare aspetti delle protagoniste (beh, di Antiope) che prima non conoscevamo, però non è neanche l'ideale.

Tutto sommato, una VN che non consiglierei perché molto noiosa da leggere. L'idea è carina, niente di eclatante, ma avrebbe necessitato di uno stile un po' più conciso.