Strandend è un'avventura testuale a bivi (CYOA), nata sull'onda lunga del successo di Lifeline, del quale ricalca fedelmente struttura e gameplay.
È stata scritta da uno dei nomi emergenti dell'interactive fiction, quel prolifico Chandler Groover che negli ultimi due anni ci ha regalato titoli dall'indiscutibile fascino come: Toby's Nose, Midnight. Swordfight., Taghairm e Three-Card Trick e che sta partecipando all'IF Comp di quest'anno con due titoli: Mirror and Queen e The Queen's Menagerie, entrambi molto promettenti. Il publisher è TrueStory, una nuova software house che speriamo possa regalarci presto altri titoli testuali di questa qualità.

In Stranded il giocatore deve aiutare il protagonista a fuggire dalla polizia, guidando lui e la sua borsa piena di soldi attraverso il deserto, verso il confine e verso la salvezza. La storia ci viene narrata in tempo reale dalle parole del protagonista, come se ci stesse messaggiando, con tanto di pause reali fra un messaggio e l'altro (più o meno lunghe in base a ciò che il protagonista sta facendo). Il gioco è quindi una lunga conversazione fra noi e il protagonista, che ci racconta passo passo ciò che gli accade e che (quasi) sempre si dimostra pronto a seguire i nostri consigli.
L'avventura si dipana su tre giorni e mette in scena praticamente tutti i clichè dei film d'azione ambientati nel deserto che riuscirete a immaginare (e anche quelli che non riuscite a immaginare...): dal poliziotto in moto fino alla tempesta di sabbia, passando per l'incontro con un animale selvaggio e per l'esplorazione di una grotta. Col passare del tempio il giocatore scoprirà i retroscena della vicenda, imparando a conoscere il protagonista e le sue reali motivazioni. Tutto però è solo accennato e strettamente funzionale a quella che è -in buona sostanza- una storia di pura azione.



Parliamo quindi delle scelte, che sono il vero nucleo dell'esperienza di gioco.
Un po' come in Lifeline (vedi discussione sul forum), anche Stranded ci costringe a prendere molte scelte alla cieca. Capita spesso di non avere validi motivi per scegliere una delle due opzioni alternative a disposizione, e so già che questo (legittimamente) non piacerà a tutti! Tuttavia questo aspetto sembra ormai un elemento connaturato a questo tipo di giochi e se non altro in Stranded le conseguenze delle nostre azioni sono sempre chiare e legate da un rigido rapporto di causa-effetto alla scelta fatta. E, per fortuna, non ci sono mai conseguenza imprevedibili (come avviene invece talvolta in Lifeline).
Anche l'abbondante uso di clichè da film d'azione diviene un utile strumento di gameplay, perché ci offre una cornice nota e confortevole entro cui compiere le nostre scelte. In altre parole, il grado di successo che dobbiamo aspettarci dalle nostre azioni è esattamente quello che tanti film americani riservono ai propri eroi in fuga nel deserto, e questo consente al gioco di stabilire con il lettore un patto narrativo chiaro, che il gioco rispetta e che dona una certa prevedibilità alle nostre azioni.

In generale ogni giornata di gioco è caratterizzata da un bivio principale neutro (es. Scendo o non scendo nella gola?), che conduce a due percorsi completamente diversi, entro cui si presenteranno altre scelte minori (es. dopo essere sceso nella gola, bevo o non bevo dalla pozza d'acqua che vi ho trovato?),. Entrambi i percorsi confluiscono poi nuovamente su un binario unico che rappresenta l'inizio del capitolo successivo.
Finito il gioco una prima volta, sarà possibile (proprio come in Lifeline) riavvolgere la storia in un qualunque punto e attivare la "modalità veloce", che elimina i tempi di attesa fra le comunicazioni con il protagonista.
Stranded prevede anche un piacevole sistema di trofei, che è un incentivo in più a rigiocare la storia e scoprire le conseguenze di ogni bivio.

Stranded non ha più l'effetto novità che fu di Lifeline, ma rispetto a questo gode della scrittura sapiente e misurata di Chandler Groover, che ancora una volta non si dimostra solo prolifico, ma anche estremamente versatile.
La storia in sé non è niente di sconvolgente, però riesce catturare l'attenzione del lettore e ha un buon ritmo con anche alcuni picchi ben costruiti. Le situazioni proposte non saranno troppo originali, ma sono coinvolgenti quanto basta.
Peccato che per ora sia solo per iOS e solo in inglese. Tuttavia, al costo di circa 1 Euro, è un titolo da non lasciarsi scappare.

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