Phoenix Wright: Ace Attorney

Uno dei sogni comuni di quando si è bambini è di diventare avvocati; o almeno questo è il sogno presunto di phoenix wright che, con questo suo episodio fa il suo approdo al mondo del nintendo ds, dopo aver riscosso un meritato successo sul gba advance nella terra natia del Giappone.
In una delle prime avventure grafiche (o presunte tali) della piattaforma Nintendo ci troveremo quindi ad impersonare il paladino dei deboli, il difensore degli indifesi, cercando di ottenere il fatidico "non colpevole"; ma innanzitutto bisogna iniziare con un bella...

Dichiarazione d'apertura
La serie di Phoenix Wright nasce in giappone nel "lontano" 2001 con il nome di Gyakuten Saiban; nonostante il discreto successo ottenuto in madre patria però le avventure dell'avvocato difensore più famoso della storia dei videogiochi non sono mai state portate in occidente a causa di problemi legati ai costi e alla localizzazione; con l'avvento del DS e l'enorme bacino di utenza a disposizione della Capcom (casa produttrice del gioco) qualcosa si è mosso ,e con Ace Attorney, ci troviamo al primo episodio distribuito anche nella lingua di Dante.
Nel momento in cui vi scrivo la serie è arrivata in Giappone già al quarto capitolo (che nella prima settimana ha contato oltre 250.000 pezzi venduti), il primo prodotto pensando specificatamente al nintendo Ds, mentre per ora in Italia c'è stata la distribuzione solamente dei primi due episodi (Ace Attorney e Justice for All), riadattamento dei precedenti episodi per Game Boy Advance.


Il testimone depone
Arriviamo quindi a parlare più nello specifico di quello che è l'oggetto della recensione: Ace Attorney; il gioco consta in cinque casi di difficoltà crescente, i primi quattro presi di peso da quella che era la versione originale e un quinto aggiunto specificatamente per il ds e che sfrutta al meglio le caratteristiche peculiari del pennino.
Il primo caso può essere visto come una sorta di tutorial e presenta, in maniera chiara e molto intuitiva quella che è la struttura del processo, dove possiamo andare a parare mentre contro interroghiamo i teste dell'accusa e quello che è l'unico vero game over del gioco: i punti esclamativi; è possibile vedere questi come una sorta di barra della vita che cala ogni qualvolta facciamo un'obiezione sconclusionata riguarda a qualche dichiarazione: terminati i punti esclamativi il nostro assistito verrà giudicato colpevole e il gioco terminerà chiudendo il sipario sulla nostra avventura.
Va detto che questo limite viene agevolmente superato in virtù della doppia considerazione che da un lato è possibile salvate il gioco in qualsiasi momento, dall'altro la decisa linearità (di cui parleremo dopo) dei casi non ci metterà quasi mai all'angolo, ricordando molto situazioni dove dobbiamo trattenere il respiro per dieci minuti.

 

Ritornando alla struttura del gioco, gli altri quattro casi presentano un ulteriore livello di gameplay, dedicato alle vere e proprie indagini pre processo, utili per scoprire indizi, testimoni e prove che ci saranno utili nell'aula del tribunale; questa fase si divide fra dialoghi con i protagonisti della vicenda, analisi degli scenari e spostamento da un luogo ad un altro; anche in questo caso la struttura è tendenzialmente vincolata in quanto per proseguire e arrivare al termine delle indagini è sufficiente compiere una serie di azioni (sia nel raccogliere indizi che interrogando i personaggi) strutturate in maniera pressoché lineare, cercando però di non perdere nessun particolare, implicito o esplicito, che ci possa venire in soccorso più avanti.

Nella fase processuale il compito principale sarà quello di scovare la più piccola contraddizione all'interno delle testimonianze dei testimoni (fine gioco di parole...), incalzandoli nei momenti di indecisione o mostrando loro delle prove che in qualche modo possono metterli alle corde e costringerli a dichiarare come effettivamente si sono svolti i fatti; in questa fase di utilità fondamentale risulterà il registro processuale, una sorta di inventario dove sono contenuti tutti le prove del processo e dove spesso sono nascoste le chiavi per un successo in aula.

Nel complesso le due fasi si equilibrano in termini di tempo, anche se la fase in aula risulta personalmente molto più avvincente e in grado contemporaneamente di emozionare e regalare soddisfazioni quando vediamo le testimonianza vacillare o i procuratori cadere nel panico; tutto questo è aiutato sicuramente dalla.. 

La difesa contro-interroga il testimone
...grafica. Il comparto grafico è preso pari pari da quello del gameboy advance; abbiamo quindi fondali e personaggi in 2d, ma con una pulizia d'immagine notevole, in grado di rendere al massimo l'esperienza anche sul Ds; i personaggi presentano il classico stile giapponese, barcamenandosi tra la serietà richiesta dall'argomento trattato (in fin dei conti si parla sempre di omicidi, manco phoenix fosse la signora Fletcher :D..), e le espressioni tipiche dei manga con i personaggi che strabuzzano gli occhi, lanciano i parrucchini o rimangono basiti a seconda della situazione.
Il numero delle animazioni risulta ridotto, nonostante riesca comunque a rendere in maniera efficace quelle che sono le dinamiche della storia, particolareggiando in maniera gradevole gli strambi testimoni delle vicende; nella fase processuale abbiamo inoltre l'occasione di vedere fisicamente Phoenix, in quanto la fase di indagine si presenta con una visuale in prima persona con schermate statiche, stile myst per intenderci.

 

Il ds con le sue peculiarità, viene sfruttato in maniera marginale se non nell'ultimo caso; il pennino viene infatti rilegato a un semplice ruolo di esplorazione dei vari menù (risultando però sicuramente più user friendly della navigazione tramite tasti), mentre il microfono può essere utilizzato in aula per urlare "obiezione" nei frangenti dove è possibile farlo (indicati da un'icona a forma di microfono, per la gioia del mondo della fantasia). Nel quinto caso invece avremo la possibilità di sfruttare al meglio le possibilità offerte, usando il microfono per soffiare via la polvere per rilevare le impronte o usando il pennino per esplorare al meglio le prove che via via troveremo.

Dal punto di vista del gameplay vero e proprio, troviamo migliaia di righe di dialogo che portano la longevità complessiva a un buon 20 ore, penalizzate però da una rigiocabilità che si attesta su livelli molto bassi, a causa della linearità dell'intero gioco. Terminata la disamina generale del gioco, quello che manca è...

Il verdetto
Alla fin della fiera la domanda principe a cui dovrebbe rispondere ogni gioco è "diverte?", la risposta in questo caso è un sì con la s maiuscola alta almeno 16 metri; il Ds infatti ha permesso di ritornare ad un genere (le avventure grafiche) in una modalità e con una freschezza che raramente ho visto negli ultimi anni. Qui a farla da padrona è la storia e il modo con cui viene raccontata, i numerosi colpi di scena e l'immedesimazione che Ace Attorney comporta, non fanno altro che rendere questi gioco imperdibile per tutti i possessori del DS e far seriamente propendere all'acquisto della console portatile gli amanti delle avventure grafiche.

Chiaramente non è tutto oro quel che luccica: la storia infatti, seppur nella sua bellezza va via, come già ripetuto più volte, con estrema linearità e a volte, nonostante si abbia intuito da tempo dove le vicende andranno a parare, bisognerà aspettare il momento giusto (a volte devo ammettere, non così chiaro) per piazzare la zampata vincente; uno sfruttamento maggiore del pennino come nell'ultimo caso avrebbe poi dato la lode a tale titolo, ma trattandosi di una conversione dall'advance, quello che c'è è grasso che cola.

Se consideriamo Ace Attorney alla luce dell'impianto che propone è possibile pensare di vederlo come un'involuzione del genere, in quanto alla stregua delle avventure grafiche a schermate fisse stile Inca II o addirittura Myst, propone schermate fisse, un gameplay collaudato e una struttura che si ripete in maniera ciclica; alla luce di una prova su strada però è possibile individuare delle novità che non possono che portare beneficio al genere: la divisione in due sezioni diverse ma complementari porta infatti freschezza e originalità al gameplay, mentre l'utilizzo del pennino, con i vantaggi che ciò comporta, fanno fare un salto deciso in avanti all'immersione e al coinvolgimento nella trama.

Pensando poi alla diffusione del Ds come piattaforma, alla caratteristiche del gioco (incentrate maggiormente verso uno sfruttamento della storia, a discapito di un'attenzione maggiore alla grafica) e al particolare assetto che presenta, Ace Attorney per me risulterà giocabile anche per le generazioni future; riprova della cosa è il fatto che il gioco stesso è stato creato anni fa per un'altra piattaforma riscuotendo lo stesso successo.

 

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