Dreamfall Chapters: Book II - Rebels

Torna sui nostri schermi il buon Tørnquist, con il suo Dreamfall Chapters. Il Book I - Reborn, ci aveva mostrato il risveglio di Zoe e la sua nuova vita a Europolis, tra intrighi politici, compiti a casa sull'inquinamento e storie d'amore andate a male. Purtroppo, era affetto da un grave caso di “sindrome della staffetta” che, assieme al virus “Aenigmus Absurdus”, rendevano l'esperienza di gioco alquanto noiosa.
Vediamo se in occasione del Book II, la Red Thread Games ha migliorato la situazione o se è il caso di dichiarare emergenza medica.

Se nel Book I abbiamo avuto modo di seguire Zoe per la maggior parte del tempo, con solo una puntatina fugace su Arcadia, il Book II – Rebels si concentra in gran parte su Kian.
Il che è già una scelta poco felice, perché Kian è un personaggio piatto e dallo sviluppo psicologico poco credibile. Già in Dreamfall (SPOILER ALERT) i suoi dubbi sulla sua fede e sulle azioni della sua gente sembravano sbucati dal nulla (FINE SPOILER); in questo Book II lo vediamo compiere delle scelte francamente incomprensibili e dettate solo dalla necessità di avanzare la trama. E, sì, teoricamente sono scelte su cui voi potrete dire la vostra, ma in pratica verrete costretti a fare quello che vuole il gioco – su questo problema torniamo più sotto.
Il lato positivo della scelta di seguire Kian è che gli eventi a cui lui prende parte sono direttamente connessi con il finale di Dreamfall. Nel Book I, gran parte di quel che accadeva sembrava solo relativamente connesso alla storia di cui ci interessa conoscere il finale. In questo Book II, invece, vediamo svolgersi i conflitti che già avevamo visto crearsi in Dreamfall, e che quindi ci interessano molto di più. Anche quando torneremo a Zoe, per la parte finale del “libro”, non dovremo occuparci di stupidi fiumi inquinati o di fare da babysitter a robottini più o meno sboccati, ma vedremo finalmente l'effetto degli eventi passati sul presente di Zoe.

Il problema è, di nuovo, come tutto questo è veicolato al giocatore, sia a livello di gameplay, sia, in parte, a livello narrativo – e il peggio è quando questi due livelli fanno a cazzotti fra loro, uscendone entrambi pesti e malconci.
Inizialmente, sembra che la “sindrome della staffetta” sia stata curata: dopo un inizio molto lineare, a Kian verranno affidate tre missioni che lui dovrà compiere nell'ordine che preferisce. Abbiamo anche pochi indizi su come procedere, cosa che suggerisce che ci tocca esplorare la città, raccogliere eventuali indizi e poi agire.

Ebbene, no.
Oh, *dobbiamo* percorrere la città in lungo e in largo qualcosa come quindici volte, non temete! Ma c'è poco da “esplorare”, visto che è al 90% scenario dipinto, e di investigare non se ne parla per niente.
La maggior parte delle volte la soluzione ad un enigma o a un problema ci viene gentilmente concessa dal gioco sotto forma di “Botta di Culo”.
Dobbiamo cercare il capo mafioso della zona? Toh, guarda, c'è casualmente uno e un solo NPC appostato davanti a una porta a quattro passi da noi che dice a ripetizione: “Il Capo Mafioso è qui”.
Non è un esempio inventato, è così che va nel gioco.
Dobbiamo cercare la parola d'ordine del gruppo Tal dei Tali? Per incredibile coincidenza, una donna sarà così gentile da strappare davanti a noi il foglietto con su scritta la suddetta parola d'ordine, e poi lo lancerà ai nostri piedi, così potremo comodamente raccoglierlo.
Questi non sono neanche eventi che scattano se non si è stati capaci di completare la missione da soli. Sono eventi di default che scattano sempre e comunque, a prescindere dalla nostra bravura (che non avremo ancora potuto testare, visto che abbiamo solo camminato qua e là).
Espedienti del genere non solo tolgono al giocatore la soddisfazione di giocare, ma narrativamente sono dei Deus Ex Machina, anche abbastanza rozzi.

A peggiorare la situazione, il mondo di gioco è pochissimo reattivo alle nostre azioni (o alle azioni scriptate) e a tratti risulta schizofrenico. Esempio: finiamo una delle tre missioni e Kian noterà che non c'è più nessuno nella piazza di Marcuria e che il silenzio è innaturale. Questo presagisce un (ovvio) attacco dei kattivi, finito il quale riprenderemo a camminare. Ebbene, la suddetta piazza si ripopolerà, a festa, per giunta, cinque minuti dopo, perché servono gli NPC per un'altra delle tre missioni, e nessuno ci attaccherà più.
Oppure, abbiamo fatto saltare in aria una zona della città? Non gliene frega niente a nessuno, tutto continuerà come se nulla fosse, ad esclusione di quel pezzetto di città toccato dalle fiamme.
Il risultato è un senso di spaesamento e scollegamento del giocatore con la storia. L'impressione con cui si viene lasciati è che katttivi e marcuriani fossero tutti lì col copione in mano ad attendere istruzioni dal regista. “Ok, ragazzi, attacchiamo Kian per dieci minuti, poi pausa caffè”.

Menzione particolare la meritano due casi di “Aenigmus Absurdus”, uno che richiede di scovare degli hotspot invisibili mentre ci si muove in modalità più o meno stealth (sì, è il tormento che state immaginando), e l'altro che ci costringe a girare per la trentamilionesima volta tutta la città alla ricerca di una sconosciuta che ci ha lasciato un indizio criptico su dove si trova.

Qui notiamo anche uno dei problemi principali degli “enigmi” in Chapters: raramente abbiamo idea di cosa fare. Ci viene spesso detto: “trova X”, ma non sappiamo dove, come, e cosa fare una volta trovato. Sempre con Kian, dovremo assistere a un raduno di gente per scovare un traditore. Andiamo al raduno, osserviamo tutti quanti e poi? Non sappiamo se dobbiamo stare lì fino alla fine del raduno (e nel caso, perché?), se dobbiamo prendere il traditore lì su due piedi (e come?), se c'è qualcosa che non stiamo notando... ci si sente spesso allo sbaraglio, mentre a tentoni si cerca di capire cosa il gioco si aspetti che facciamo.



La parte in cui controlleremo Zoe vede invece una ricaduta nella “sindrome della staffetta”. Anche Zoe avrà un paio di missioni da compiere, le più grosse delle quali richiederanno di camminare per tutta la città più e più volte, anche qui spesso senza un senso di dove andare esattamente, e anche in questo caso sarà un bel Deus Ex Machina a far progredire la storia.

Se l'impressione che avete avuto fino ad ora è un mix di noia e irritazione, è proprio così che mi sentivo “giocando” Dreamfall. Non è tutto da buttare, però: come nel caso del Book I, sono la storia, i personaggi e l'ambientazione a far andare avanti nel gioco.
In questo Book II, anche la storia perde colpi, tra continui Deus Ex Machina, soluzioni senza mezzi termini stupide, e pippozzi retorici da temino delle medie (questa volta sul razzismo, per gentile concessione del Capo Mafioso. Bambini, il razzismo è blutto e kattivo, porta infelicità nel mondo ed è una cosa che non si fa! Scrivete adesso 500 parole sugli orrori del razzismo, forza! Poi non si dica che i VG non fanno Qultura ed Eduqazione).

Ma, quando il gioco decide che non deve farvi la morale, se ne esce fuori con pezzi molto, molto belli e personaggi realistici e credibili. La storia fra Zoe e Reza, che va lentamente allo sbando nonostante i loro sforzi, è vera e ben resa. RPS lo fa notare prima di me: tocca le corde giuste sopratutto perché non ci viene sparata in faccia con colpi di scena o melodrammi di vario tipo. Succede e basta, e ha più potenza di tutti i pippozzi sugli orrori dell'umanità perché la percepiamo come vera e si svolge davanti ai nostri occhi. E' anche qualcosa che raramente si vede nei videogiochi, che di solito si concentrano più sull'innamoramento che sulle altre fasi di una relazione. Ho apprezzato quasi tutte le scene fra Zoe e Reza, compresa una che non mi aspettavo proprio di vedere, dopo aver visto la sequela di cliché e stupidate presenti nel pezzo di Kian.
Anche il rapporto fra Zoe e Baruti, il suo collega nel partito, mi ha sorpresa per la sua concretezza e verosimiglianza, e sono rimasta colpita, seppur in misura minore, anche da alcune scene fra Kian e un bambino “magico”.

Non sono solo pochi e sparsi momenti a colpire: ci sono interi pezzi narrativamente svolti molto bene e finalmente si ha la soddisfazione di vedere che la storia sta andando da qualche parte, solo che per arrivarci bisogna farsi strada in mezzo alla noia. E' come se gli sviluppatori abbiano prima pensato le parti “importanti” della storia, e poi abbiano aggiunto alla bell'e meglio gli altri pezzi, quelli in cui noi giocatori possiamo fare qualcosa, creando un minestrone poco riuscito.



Dal momento che questo è il Book II, possiamo finalmente vedere le conseguenze di alcune delle scelte che abbiamo compiuto nel Book I! E devo dire che sono rimasta abbastanza soddisfatta: le conseguenze ci sono e hanno un diverso grado di complessità. Ovviamente è presto per dire quanta influenza avranno sul finale, ma danno in generale l'impressione che quello che facciamo conta qualcosa.
Ho storto il naso solo davanti a due “scelte per finta”, mascherate peraltro malissimo. Una  è la prima scelta che può compiere Kian: nonostante ci venga messa di fronte, e ci sia pure il simbolino dell'Equilibrio a penzolare sulla nostra capoccia, segno che si tratta di un momento capace di spostare il destino dei due mondi, il gioco semplicemente ignorerà una delle due opzioni. Se la selezioneremo, saremo forzati a fare comunque come se avessimo scelto l'altra. Momento fastidiosissimo, inutile dirlo.
Il secondo tocca a Zoe. Alla fine del Book II partirà un ralenty, noi avremo il controllo di Zoe, e... e niente. Qualsiasi cosa faremo, il risultato sarà lo stesso, cosa che fa domandare a che pro lasciarmi il controllo e pure metterci un ralenty, segno, come il simbolino dell'Equilibrio, che quello che seguirà (e suppongo quindi le mie azioni) ha grande importanza.
Ma si tratta di due casi su tutti gli altri, che invece funzionano e sono abbastanza ben mostrati.

Graficamente, siamo allo stesso livello del Book I, che non è eccelso ma che non sfigura nemmeno, sopratutto se consideriamo il basso budget a disposizione della Red Thred Games. Ho di nuovo avuto l'impressione che Marcuria sia stata resa peggio di Europolis, ma i modelli dei personaggi principali sono tutti abbastanza curati (e non mi riferisco solo a Zoe e Kian, ma anche ai personaggi con cui loro interagiscono di più, come Reza, il bambino “magico”, Likho e così via).

Anche per quello che riguarda musica e doppiaggio siamo agli stessi ottimi livelli del Book I: le musiche sono evocative, riprendono molto bene il feeling di Dreamfall, e la maggior parte dei doppiatori sa il fatto suo (non ho molto apprezzato un paio di personaggi dal pesante accento, che mi è suonato un po' falso, ma probabilmente sono troppo severa).

Quindi, come abbiamo potuto vedere, anche questo Book II soffre degli stessi problemi del Book I, problemi che molto probabilmente si trascineranno per gli altri tre Books. Ha qualche lato negativo in più, tra Deus Ex Machina a go-go e situazioni poco credibili, ma dà un calcio alla storia nella giusta direzione. Ormai è facile capire se Dreamfall Chapters fa per voi: se avete amato TLJ e volete vedere come finisce la faccenda, ingoierete tutti i rospi del mondo e giocherete anche questo. Se di TLJ non ve ne frega niente, o se già avete lanciato improperi giocando a Dreamfall, state lontani da questo Book II.

Gwenelan scrive:05/08/2015 - 20:45

Dr Morgan, perdonami, non avevo visto questo tuo splendido commento!
Che dire? Hai perfettamente ragione, purtroppo: in questo Chapters bisogna farsi strada fra pipponi moralistici e noia abissale per trovare gli scampoli della storia per cui giochiamo il titolo - perché per adesso di scampoli si tratta :/. Non ho idea del perché sia stato tutto realizzato a pezzi: forse perché Tornquist ha voluto dividere tematicamente le parti? Non penso che sia una ragione sensata, specialmente perché questi primi due capitoli sono molto "introduttivi" e quindi pallosi (ho già giocato il terzo, vedrai a breve la recensione :); spero in un tuo commento). Non so ancora dire con sicurezza assoluta, come sarebbe stato meglio dividere la storia (SE era il caso di dividerla), ma sicuramente togliendo i pipponi e gli enigmi scemi un sacco di tempo sarebbe stato risparmiato.
Mi ricordi anche quell'orribile e triste battuta sull'acciaio duro °-°! Quando giocai quel pezzo rimasi "wtf... cosa, prego? Ho capito bene °-°?". Il problema qui non è tanto il cercare di ricamare sull'atto sessuale, è che una battuta del genere fa solo venire le risa e in quel momento, da quel personaggio, non era una battuta che avesse molto senso.
Per la scelta/non scelta: no, quella a cui ti riferisci tu non l'ho controllata, ossia, non so cosa succede se scegli SPOILER!!!! di accusare la ragazza. Io ho deciso di non accusarla. Io mi riferivo alla scelta di unirti ai ribelli: se anche tu dici di no, alla fine cmq ti unisci a loro. Allora l'Equilibrio si sposta de che??
FINE SPOILER!!

Grazie mille di questo commento :)! Spero di ritrovarti alla recensione del BOOK III!

Dr_Morgan scrive:07/08/2015 - 18:03

"Grazie mille di questo commento :)! Spero di ritrovarti alla recensione del BOOK III!"
Non mancherò! Ancora una volta dovrai parlarmi di Saga, il mio personaggio preferito (si coglie l'ironia?? XD) di Dreamfall Chapters, e io sarò sintonizzato. Sicuro! ;) :)

Gwenelan scrive:10/08/2015 - 00:56

Saga è anche il mio personaggio preferito, con lo stesso carico di sarcasmo ^^! Ci vediamo a Settembre allora ;)!

Dr_Morgan scrive:19/04/2015 - 11:25

!! *spoiler* !!
Terminato il Book II, una domanda sorge spontanea: dove sono quegli indispensabili elementi narrativi e di gameplay che hanno spinto Tørnquist a spezzettare questo Dreamfall: Chapters?
Il buon Ragnar si riferisce, forse, al pellegrinaggio che porta il giocatore a visitare tutte le torri di ventilazione di Europolis? Alla “bella” missione volta ad intercettare il messaggero che gagliardo percorre senza posa il “circuito” delle strade di Marcuria?
Sorvoliamo sulla trama che D:C ci sta raccontando che, a mio vedere, è assai “esile”. Dimentichiamo, se possibile, i dialoghi del capo malavitoso; il cui nascondiglio non è nascosto! XD E, per quanto ben fatta (come osservi), cercherò di dimenticare la parentesi con Reza (a proposito, ma quello *è* Reza? Alla fine di Dreamfall, veniva insinuato diversamente, se non ricordo male). Non gioco certo, a questo punto della storia, per indulgere in un rapporto in deterioramento fra adolescenti; per queste “piacevolezze” c’è già Life is Strange!
Faccio finta, anche, di non aver udito quella battuta sull’“acciaio duro”; ma quando uno scrittore scade in tali similitudini penso sempre: lascia stare che non sei il primo a cercare di “ricamare” sull’atto sessuale.
Quello che non posso perdonare al D:C è l’indulgere smaccatamente in quelle che sono (forse) le idee personali di Tørnquist; in questo continuo voler calcare sui messaggi che il gioco vuole e deve veicolare. Dico una cosa che hai già detto, ovviamente, ma quando Kian parla con Bip (bel nome, tra parentesi!) mi sono cascate le braccia. Qui, in particolare, e nella maggior parte di D:C non c’è una vera e propria voce dei personaggi; c’è la sola voce dell’autore che vuole fare la morale e, aggiungo, la fa molto male. Con superficialità; con banalità.
Ho finito? No, mi devo sfogare; perdonami! :D
A quanto pare Marcuria è stata soggiogata dalle forze Azadi; i magici confinati in un ghetto. Com’è possibile tutto ciò se, con una sola pozione!, Kian riesce, in una notte, a gettare scompiglio tra le fila nemiche?
Infine, Ragnar, non puoi liquidare i personaggi di Dreamfall (Olivia, Damien) in poche righe di dialogo dicendomi che sono semplicemente morti. Ma come speri di creare un legame con i character di questa serie se, strada facendo, sacrifichi tutte le tue “creature”? Questo non è the Walking Dead; o ho forse sbagliato serie? Voglio dire, e pensiamoci un attimo, “scarti” personaggi come April e Cortez e mi porti avanti Reza e Kian?!
Ormai ho un dubbio che è quasi una certezza: ancora un episodio e quel “Da evitare” diventerà finanche troppo generoso. :)
Ah, un’ultima cosa, credo di aver capito a quale scelta / non scelta tu ti riferisca e, per evitare spoiler eccessivi, cercherò di essere vago limitandomi a dire che riguarda una scelta di vita o di morte e una ragazza. Davvero pessimo!!

Gwenelan scrive:05/08/2015 - 20:53

Uh, scordavo, per Reza
SPOILER
Non si sa, se è davvero lui. Anche io sono scettica, visto quel che era accaduto in Dramfall.
SPOILER

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