The Blind Griffin

Siamo una cinesina nell'America degli anni '20. I nostri genitori gestiscono una lavanderia a pagamento e stanno cercando in tutti i modi di accasarci e di passarci il “business”, ma una vita fra bambini e panni da lavare non è esattamente la nostra massima aspirazione.
Così, decidiamo di lasciare la casa paterna e cercare fortuna altrove. Ma è difficile trovare lavoro quando si è una ragazza cinese, sola, e per di più non si è capace di leggere e scrivere. Finché delle frecce volanti non ci conducono davanti a un bar clandestino... i cui proprietari stanno appunto cercando una barista!

Quello che mi ha spinta a provare The Blind Griffin (che è il nome del bar clandestino nel quale lavoreremo come barista, per la cronaca) era la vaga somiglianza fra la nostra protagonista e Kurisu, di Steins;Gate. Pensavo quindi che anche la trama avrebbe avuto qualche somiglianza, ma non è così. TBG è un otome, molto corto ma ben realizzato, creato in occasione del NaNoRenO 2015.

La nostra protagonista scopre ben presto che il bar nasconde un altro segreto (oltre a quello di servire alcolici durante il Proibizionismo, intendo): è la base di un gruppo di maghi. E, se lei è stata capace di vedere le frecce volanti, significa che anche lei ha del potenziale magico. Dal momento che ha scoperto la base, adesso deve passare un “test” di magia oppure accettare di farsi rimuovere ogni ricordo del bar – e perdere anche il lavoro come barista che ha avuto la fortuna di trovare. La ragazza (che non ha un nome di default, ma che qui chiameremo “Ling” per semplicità) sceglie di tentare il test, e i maghi le mettono a disposizione un mese di tempo per prepararsi, sotto la guida di un insegnante di sua scelta.
Naturalmente, i tre insegnanti disponibili sono i tre possibili romance del gioco.

Anche se Ling passerà gran parte del suo tempo a studiare magia, TBG non è un date sim a statistiche. Non c'è nessun aspetto manageriale, in verità: il focus della visual novel è esclusivamente il rapporto fra Ling e il suo insegnante, del quale dovremo scoprire carattere e problemi in modo da dargli una mano e instaurarci una relazione.

I tre possibili insegnanti sono un miscuglio di personalità e nazionalità diverse: abbiamo Alexei, il gelido e business-like russo; Giovanni, dolce, protettivo e di origini italiane; ed Emilio, ragazzino tsundere per metà messicano. Seguono un po' gli stereotipi della loro “razza d'appartenenza”, ma gli autori hanno dato loro abbastanza particolarità da non farli sembrare cliché ambulanti e, anzi, risultano abbastanza interessanti. In particolare ho apprezzato come siano state evitate tutte quelle balorde situazioni cliché che di solito compongono il 90% di questo genere di visual novels, e si sia puntato su un più dignitoso e meno melodrammatico realismo (tranne che nei segreti degli insegnanti, che non sono proprio cose che si vedono ogni giorno). Non sono rimasta sorpresa, in verità, perché gli autori di TBG sono gli stessi di Ristorante Amore, e The Elevator, due visual novel che presentavano una buona caratterizzazione, quindi mi aspettavo dei personaggi dignitosi e uno sviluppo della relazione decente.

La scrittura è decente. Tutti i personaggi sono dotati di una voce riconoscibile, a cominciare dalla protagonista, che cambia addirittura registro in una delle routes, quando impara a leggere e a scrivere. Gli autori hanno anche cercato di ricreare la parlata degli anni '20 inserendo alcune espressioni idiomatiche specifiche di quell'epoca e un simpatico “dizionario” con spiegazioni più o meno assurde sull'origine di queste espressioni. Non so dire quanto la resa sia credibile, a me sembra che dia colore alla narrazione ma che sia anche un filo esagerata.
Sono presenti anche termini russi, messicani e italiani; sui primi due non posso esprimermi con sufficiente sicurezza (ma in rete ho trovato elogi per la route di Alexei, da utenti russi); le frasi italiane presentano qualche errore grammaticale.
Ho anche gradito assai la presenza di “scene bonus”, dal punto di vista dei ragazzi, sbloccabili una volta completata la loro route almeno una volta.
Menzione particolare per la protagonista, che si distacca dal solito guscio voto e piagnucoloso che sono le protagoniste degli otome. Ling ha una personalità, non piagnucola ed è in generale un personaggio simpatico da avere attorno, che cerca di fare del suo meglio anche in circostanze non proprio facili.

Se i personaggi sono fatti bene e restano più o meno impressi, la visual novel è troppo breve per mostrare la costruzione del rapporto in ogni dettaglio. Di fatto, durante la narrazione i nostri personaggi passano da “non ci conosciamo” a “siamo amici e ci piacciamo in maniera diversa”, e solo nell'epilogo (dopo uno stacco temporale) arriviamo a vederli innamorati. Non è una critica: l'alternativa, vista la brevità della VN, sarebbe stata quello di mostrare tutto il rapporto in maniera irrealistica e superficiale, e non sarebbe proprio valsa la pena giocarla.

La brevità è evidente anche nel gameplay: TBG è divisa in 3 “blocchi”, ognuno dei quali vi farà compiere una scelta che influenzerà il finale – ogni insegnante ha 3 finali (uno positivo, uno neutro e uno negativo), e in più ce n'è un altro, nel caso in cui falliate il test. Se è abbastanza ovvio capire cosa bisogna scegliere per arrivare ai finali “buoni” e a quelli “negativi”, non è chiaro perché certe scelte portino a fallire il test. In ogni caso, vista la durata della VN, fare qualche prova non è così stancante.

Stilisticamente ci troviamo di fronte a un bel titolo, curato in tutti i suoi aspetti, dal menu, all'interfaccia, fino ovviamente agli sprites dei personaggi. Ling ha addirittura tre “look” diversi, e tutti hanno un numero abbastanza alto di pose ed espressioni da non risultare ripetitivi e da aumentare il realismo delle scene. Le musiche sono in stile anni '20, graziose da ascoltare anche per vari minuti di seguito. Il menu regala diversi Extra, da illustrazioni “bonus”, alla raccolta delle musiche, alle schede dei pg, con delle note sulla loro creazione.

In conclusione, per chi ama gli otome The Blind Griffith è una visual novel graziosa, con personaggi con cui vale la pena di passare un paio di orette e con un'ambientazione inusuale per il genere.

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