Steins;Gate

Steins;Gate è la prima visual novel che abbia provato che può definirsi hard sci-fi, e che mostra quanto possa essere spassosa l'hard sci-fi. Nata da una collaborazione fra 5pb e Nitroplus, è la seconda visual novel nella serie di avventure fantascientifiche realizzate dai due sviluppatori (la prima è Chaos;Head e la terza, già pubblicata, è Robotics;Notes).

Okabe Rintarou è uno studente dell'Università di Tokyo e il fondatore del “Laboratorio dei Gadget Futuristici” (Future Gadget Laboratory) nel quale, con l'aiuto dell'amico Itaru “Daru” Hashida e il supporto morale dell'amica d'infanzia Shiina Mayuri, crea gadget di dubbia utilità. A loro presto si aggiungerà la studentessa Makise Kurisu, che a 18 anni già lavora in un importante laboratorio americano ed è a Tokyo per una conferenza sui viaggi nel tempo. L'ultima “invenzione” a cui il laboratorio di Okabe sta lavorando, un microonde attivato in remoto, risulta un fallimento: invece di cuocere il cibo, manda e-mail nel passato. Cominciano quindi gli esperimenti con queste D-mail (contrazione di “DeLorean Mail”), che porteranno a risultati inaspettati a causa dell'Effetto Farfalla. Godetevi pure la prima delle due bellissime opening prima di proseguire.


Trama e Personaggi
La trama di Steins;Gate parte abbastanza lentamente. I primi quattro capitoli vi introdurranno la storia e i personaggi, e il loro tono è abbastanza leggero, con una punta di umorismo. Una volta superato il capitolo 4, però, la visual novel decolla decisamente e il ritmo si fa sempre più incalzante. Si abbandona anche quel che poteva sembrare una commedia fantascientifica mista a slice of life per entrare nel vivo della storia, un'avventura hard sci-fi con viaggi nel tempo, organizzazioni segrete, spie futuristiche, e drammi personali – questi, in giappolandia, ci sono sempre. Il tutto condito con alcuni dei personaggi più divertenti che mi sia mai capitato di vedere.

E partiamo proprio da questi, anche se analizzarli tutti è impossibile. La loro particolarità è che quasi tutti partono da quello che potrebbe sembrare uno stereotipo, ma sono sviluppati in modo tale da risultare abbastanza originali e credibili, chi più, chi meno.
Okabe Rintarou, il personaggio attraverso i cui occhi è narrata tutta la storia (altresì detto “personaggio POV”), è un chuunibyou: dice di essere lo scienziato pazzo (pardon, il “Maddo Scientisto”) Hououin Kyouma, di voler portare il caos nel mondo distruggendone l'ordine costituito, di avere un'organizzazione segreta che lo tampina e cerca di ucciderlo; ride maniacalmente fra sé e parla da solo al cellulare con strane frase in codice. In due parole: si è creato un personaggio con un passato oscuro e un'oscura missione, e si presenta così a tutti quelli che lo circondano, finché qualcuno non lo riporta sulla Terra almeno per cinque minuti. E questo è decisamente il personaggio più riuscito della visual novel. Sempre a metà fra demenzialità e serietà, fra Okabe e Kyouma, questo personaggio da solo riesce a dare alla narrazione un'atmosfera fra il surreale e il facepalm costante. I suoi pensieri e dialoghi sono molto verosimili e la sua “duplice” personalità è gestita molto bene, senza scivoloni, specialmente quando le cose cominciano a farsi serie e Okabe capisce che il gioco non è poi così un gioco.

Il secondo posto in quanto a buona caratterizzazione spetta sicuramente a Makise Kurisu. Una nota sui personaggi femminili di Steins;Gate: ognuno di loro riprende le caratteristiche di una delle “tipologie” femminili giapponesi, ma viene poi sviluppato più approfonditamente. Makise Kurisu, per esempio, è in parte la classica tsundere, aggressiva a prima vista e dolce ragazza inside, ma la sua caratterizzazione non si esaurisce qui. E' una scienziata bravissima e molto seria, in parte divisa fra la curiosità della sperimentazione e la paura di causare danni manipolando il tempo. La sua personalità estremamente pragmatica e il suo sangue freddo contrastano ovviamente l'entusiasmo e la “pazzia” dilagante di Kyouma, e quindi i due finiscono spesso per scontrarsi. Nel complesso, non è un personaggio eccentrico come Okabe, ma non è neanche un cliché ambulante.
Anche gli altri personaggi, benché all'inizio possano apparire piatti o scontati (Mayurii sembra sicuramente la classica ragazzina svampita da anime, per esempio), andando avanti svelano una cura più profonda nella loro caratterizzazione e non verranno dimenticati facilmente una volta finita la visual novel.

E' difficile dire qualcosa in più sulla trama senza svelare troppo. Uno dei problemi che spesso s'incontra nelle storie di viaggi nel tempo è che, alla fine, o qualcosa risulta confuso, oppure non tutto torna. In Steins;Gate c'è un punto che mi ha lasciato dubbiosa, in effetti, proprio verso la fine; ma più che di un buco logico parlerei di un evento non proprio chiarissimo. Ogni tanto si nota che la visual novel fa un po' troppo sforzo per far coincidere tutto, e troppe sono le coincidenze. Ok, c'è una spiegazione, lo stesso sembra tutto un po' artefatto. Ultimo difetto: alcuni "colpi di scena" probabilmente li vedrete arrivare da parecchio prima.
Il "pro" di tutto ciò è che, una volta che ha preso pista, la visual novel diventa un crescendo di tensione, nonostante i numerosi momenti in cui Okabe si ferma a prendere fiato, e che ogni capitolo vi riserva qualche nuova scoperta. Personaggi e mondo di gioco sono molto coerenti con la loro caratterizzazione e, sopratutto, si comportano con intelligenza, nei limiti delle loro capacità.


Scrittura
Qui è doverosa una parentesi. Io ho giocato Steins;Gate grazie alla traduzione amatoriale inglese (purtroppo non riesco a trovare il nome del gruppo che l'ha curata). Ma proprio in questi giorni è stata ufficialmente tradotta in inglese ed è acquistabile anche in Europa a prezzi non folli. Quindi è molto probabile che ci saranno delle differenze anche sostanziali fra la traduzione che ho letto io e quella che leggerà chiunque compri adesso la visual novel. Mi sembra pertanto inutile fare un'analisi più o meno approfondita del testo in sé, sappiate solo che lo stile non è atroce ma neanche eccelso. Alcuni punti, però, si possono discutere.

Steins;Gate è stata creata seguendo la filosofia del “99% scienza, 1% fantasia”, e la cosa si nota. Nonostante la spiegazione sul viaggio nel tempo sia fantastica, essa è poggiata quanto più possibile su vere teorie scientifiche e costruita in modo da avere un senso. I protagonisti, specialmente Okabe e Kurisu, discutono molto spesso queste teorie mentre cercano di capire come faccia il loro microonde a contattare il passato, in lunghi paragrafi che potrebbero stancare un lettore poco attento o interessato. Qualche volta, in effetti, si scivola nell'infodump (il vomitare informazioni inutili sul povero lettore), ma il più delle volte ci si è sforzati di fornire il background scientifico in modo simpatico e indolore. Molto spesso, ad esempio, viene utilizzata Mayuri, l'amica d'infanzia di Okabe; Mayuri è una cosplayer un po' rimbambita che non sa nulla di fisica e non ha l'attitudine per capirla. Per spiegare a lei concetti complessi come le varie teorie sullo spazio-tempo, Okabe e Kurisu utilizzano delle similitudini o delle metafore, rendendo così queste teorie più comprensibili anche per i lettori. Insomma, preparatevi a vari minuti di discorsi scientifici, ma non a tristi copia-incolla dei libri di fisica come si vede in certi pesanti libracci.

Dove finisce la scienza, cominciano gli otaku. Steins;Gate è ambientata ad Akihabara, il quartiere di Tokyo dedicato all'elettronica e al mondo otaku, appunto: anime, manga, 2channel. I personaggi sono tutti, chi più chi meno, immersi in questa cultura, quindi i discorsi da otaku, sul 3DPig, sul moe, sul cosplay, si sprecano. Chi è completamente a digiuno di tutto ciò, non si spaventi: nel gioco è compreso un comodo glossario in cui trovate tutte le definizioni dei vari termini “strani”. Una cosa un po' seccante, è che ogni tanto questo aspetto allunga inutilmente il brodo. Per esempio, Okabe riceverà delle mail con in allegato *interi capitoli* di fanfiction da leggere. Totalmente inutili ai fini della trama e del gameplay, sono momenti che fanno solo perdere “tensione” nella storia. Ma questa è l'eccezione, non la regola. Di regola, la parte “otakuzzante” è mischiata al resto in maniera molto più elegante, con i personaggi che fanno riferimenti alla loro cultura, parlando, così come noi potremmo fare un riferimento a Superman o a Sgarbi (… che paragone elettrizzante).



Gameplay
Steins;Gate presenta un gameplay particolare rispetto a molte altre visual novels: invece delle solite scelte di dialogo, qui dovremo interagire con il nostro cellulare. Durante il corso del gioco sentiremo il nostro cellulare squillare e basterà spostare il mouse a destra sullo schermo per farlo apparire e vedere chi ci sta chiamando, o se c'è un messaggio in arrivo. A questo punto potremo decidere se rispondere oppure no, se leggere il messaggio oppure no. Se si tratta di un messaggio, avremo la possibilità di selezionare alcune parole, in blu nel messaggio stesso, per scegliere l'argomento della nostra risposta.
E' un sistema molto carino e verosimile, e in alcune occasioni in particolare è gestito molto bene. Verso il capitolo 6-7, per esempio, capiterà di ricevere una telefonata mentre saremo nascosti. Rispondere o non rispondere potrebbe cambiare gli eventi, farci scoprire oppure darci un vantaggio su chi ci sta inseguendo.
Il problema, però, è che all'inizio è un sistema molto confuso, perché non si capisce bene cosa cambia a seconda di quel che rispondiamo a questi messaggi. Quel che è peggio, non tutti i messaggi sono importanti, ad alcuni possiamo rispondere come vogliamo perché in ogni caso non cambierà nulla nel gioco. Ma non sapremo *quali* sono i messaggi importanti fino al capitolo 5: dal capitolo 5, quando un messaggio o una telefonata sono importanti, apparirà un segnale sullo schermo e avremo diverse opportunità per decidere se rispondere oppure no. Ma nei primi 4 capitoli... si deve andare a naso, e dal momento che non si sa neanche quante routes ci sono e quanti personaggi ci sono, non è facile regolarsi. In realtà, il gioco è molto più lineare di quanto non sembri, ma dal momento che chi comincia a giocare non sa ancora nulla del gioco stesso, il risultato è confusione e frustrazione.

E giacché siamo in tema: Steins;Gate ha un True Ending e altri cinque finali alternativi, ognuno legato a una delle ragazze della visual novel. I primi quattro capitoli sono generici, non è possibile instradarsi su nessun finale particolare, ma solo verso il True Ending. Superato il capitolo 4, scegliere un finale piuttosto che un altro è relativamente facile, perché il gioco ci porterà verso quattro dei cinque finali “alternativi” da solo, uno dopo l'altro. Come dicevo, è molto lineare, anche se non sembra.
Il problema sorge con il True Ending e con il quinto finale alternativo (quello più soddisfacente e approfondito dei cinque). Per “sbagliare” e non raggiungere questi due, basta sbagliare la risposta a *un* solo messaggio. Inutile dire che è abbastanza fastidioso, specialmente dopo aver giocato già un 10-15 ore, star lì a girare in tondo e non riuscire a sbloccare il vero finale. Per fortuna è presente il solito tasto di “avanti veloce” che aiuta a rifare le stesse scene in modo da cambiare solo le risposte date ai messaggi.



Aspetto tecnico
Steins;Gate è una visual novel professionale, e si nota immediatamente. La opening, che avete visto più sopra, vi darà il benvenuto appena avviato il gioco, e se possedete la versione pc ce ne sarà una seconda, altrettanto bella, più avanti nel gioco. Il menù iniziale è animato e, incredibile ma vero, è possibile giocare la visual novel in fullscreen a 16:9.
I disegni di sprite e sfondi, questi ultimi molto dettagliati, sono stati realizzati da huke, diventato famoso per il design di Black Rock Shooter e per i suoi lavori come illustratore per Metal Gear Solid. Potete vederne lo stile in giro per la recensione. Devo dire che all'inizio mi ha fatto uno strano effetto, specialmente per via degli occhi luminosi dei personaggi, ma dopo un po' mi sono abituata.
Ogni sprite ha svariate espressioni e pose a disposizione, e durante i dialoghi la bocca dei personaggi si muove; l'effetto non è fluido come potrebbe essere un anime, ma è molto più di quel che può offrire la visual novel “media”. Sono presenti effetti “speciali” come flash, dissolvenze e movimenti dei vari sprite per simulare quel che viene narrato, come due personaggi che si avvicinano, per esempio, e non ci si è risparmiati con le illustrazioni “bonus”, tutte visionabili, una volta sbloccate, nella sezione “extra”.
Tale sezione contiene anche il glossario di cui parlavo sopra, gli achievements e le musiche del gioco, che, devo dire, a parte un paio non fanno impazzire. Steins;Gate è completamente doppiata in giapponese, un doppiaggio ottimo, ma dal menù delle opzioni potrete decidere di “zittire” uno o più personaggi. Le uniche parti non doppiate sono, ovviamente, i pensieri di Okabe.

Adattamenti
Due paroline sugli adattamenti. Steins;Gate è stato adattato in centomila forme diverse. La più famosa è probabilmente l'anime di 24 episodi, che presenta gli stessi doppiatori e un character design simile a quelli della visual novel, e che segue il True Ending della visual novel. Ma è stato prodotto anche un manga, pubblicato prima dell'uscita della visual novel ma ad essa ispirato, un OAV, che segue gli avvenimenti della route principale, tre CD drama e un live drama che ancora deve vedere la luce (non so se dire “per fortuna” o “purtroppo”).
Infine, è stato tratto un board game dal gioco più volte citato nella visual novel, il RaiNet Access Battlers, rilasciato purtroppo solo in Giappone.

Conclusione
Dopo i primi lenti capitoli, che possono far sbuffare più di qualcuno, Steins;Gate è una storia pazzoide e coinvolgente, con alcuni personaggi indimenticabili e altri semplicemente simpatici. In un'oretta di lettura vi butterà addosso avventura, scienza, umorismo, mistero, fantasia, quesiti etici, commozione, passando dall'auno all'altro con maestria e in un battito di ciglia. Potrebbe essere scritta un po' meglio, potrebbe avere un gameplay meno confusionario nei primi capitoli, ma tutto il resto compensa abbondantemente.

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