Ballyhoo

Fatevi avanti pregiatissimi utenti di OGI! Non lasciatevi sfuggire quest’occasione, più unica che rara, di conoscere nei dettagli lo sgargiante Ballyhoo, misconosciuto titolo Infocom. In omaggio per voi una fiasca dell’elisir del Dr. Nostrum - questo preparato idrogenato genuino realizzato con distillati alle erbe naturalmente nitrati è garantito per lenire ogni malanno! E ricordate, più like mettete più righe di recensione si leggono.

Imagine
Immaginate un mondo senza pay TV satellitare, senza cellulari per messaggiare illimitatamente, senza processori quad core ad animare l’ultimo immortale capolavoro di Bethesda Softwork; immaginatelo, se ne siete capaci.
Come ingannare il tempo in una siffatta realtà alternativa? Come trascorrere le lunge, uggiose serate estive? Forse in famiglia, ascoltando alla radio della buona musica classica (magari un ottimo concerto di Vivadi); oppure rivivendo quell’emozione unica che si impadronisce dei nostri cuori quando riusciamo ad accendere ancora il fido Commodore 64 e a lanciare una storica avventura testuale.

La donna cannone
Diciannovesima avventura di Infocom, Ballyhoo (lo strombazzamento pubblicitario) è opera prima di Jeff O’Neill che trasporta il giocatore nel variopinto mondo del circo con i suoi carrozzoni itineranti e le eclettiche attrazioni.
Incontrate Tomas Munrab, un uomo con una visione. Laureato 110 e lode alla prestigiosa università di Harvard, nondimeno uno spirito libero, Tomas ha deciso di rifuggire il grigiore di un impiego amministrativo lanciandosi in un’impresa tra le più rischiose. Dimostrando ottime capacità manageriali e uno squisito discernimento per quanto riguarda gli artisti da affiliare alla propria scuderia, questo moderno P.T. Barnum è riuscito a creare e mantenere il Circo Viaggiante che il Tempo Ha Dimenticato e a portarlo con successo alle porte della nostra città.

Ridi, pagliaccio… ♫
Quando le luci sono spente e gli artisti si sono ritirati nei carrozzoni per pulire il trucco, quando la tribuna deserta è ricoperta unicamente da involucri di barrette ai cereali e stecche di legno, ricordo di bastoncini di zucchero filato; quando gli organetti hanno smesso di suonare, non resta che affrontare l’orrido mostro che risponde all’appellativo di “uscita” o, in alternativa, attardarsi nell’appezzamento del circo per consentire alla magia di aleggiare ancora.
Eppure il protagonista, di cui potremo determinare unicamente il sesso (tramite una procedura che rappresenta uno degli impedimenti legato ai feelies), è inappagato: il circo lo ha lasciato deluso nella terra dei lustrini. Le lunghe code ai chioschi delle attrazioni, il punto di vista decisamente troppo elevato e le performance non particolarmente brillanti, nonostante lo strombazzamento pubblicitario, si sono rivelate equiparabili alla morsicatura di un frutto candito, marcio all’interno. Oppure la sua è solo invidia, perché chi non vorrebbe indugiare sotto la luce dei riflettori e crogiolarsi nell’applauso del pubblico?
Ballyhoo consente dunque al giocatore di respirare l’atmosfera di lustrini e makeup di un circo “a luci spente”, di esplorarne i recessi, i segreti e le animosità professionali; di scrutare i pagliacci sotto il perenne buonumore dipinto.
La conta degli ambienti, decisamente sotto la media delle avventure Infocom finora testate, ha consentito una scrittura più dettagliata e di maggiore qualità a dipingere un’esperienza tematica, e parzialmente dinamica, che rende il taglio investigativo della storia fresco ed appagante.
Un crimine è stato perpetrato tra i chioschi, i vagoni e l’imponente cupola del tendone e l’investigatore privato assoldato da Munrab si è rivelato incompetente e con una spiccata tendenza ad alzare il gomito.
Toccherà quindi al giocatore calarsi nei panni del segugio fiutando le umide impronte impresse nella segatura smossa dai leoni, contemplare le vaste rotondità della donna cannone o abbandonarsi nella comodità del salotto del veggente, dove le sapienti mani di Rimshaw l’impareggiabile, un tempo consigliere privato dello Zar di Bulgaria, lo guideranno alla scoperta di ciò che è perduto.

Enigma
Ballyhoo, etichettato di difficoltà standard, presenta enigmi divertenti, non particolarmente impegnativi e ottimamente calati nel contesto. Ogni sfida è legata a doppio filo alla natura stessa, alle attrazioni e ai segreti del circo e, non ultimo, alla possibilità di domare le perigliose belve della giungla (preparatevi a frequenti restart).
In Ballyhoo non sono presenti spazi illogici, il che rende la mappa di facile tracciatura, e l’immancabile labirinto è decisamente elementare. Il dedalo è qui associato ad una sequenza particolarmente ispirata dalla risoluzione tanto semplice, quanto subdola.
La struttura degli ambienti del circo è ragionevolmente aperta all’esplorazione, il che permette di affrontare la maggior parte delle sfide nell’ordine preferito. Questa libertà costituisce anche la principale difficoltà del titolo Infocom: alcune azioni, difatti, non producono alcun risultato in situ, ma fanno avanzare la storia tramite lo spostamento delle quinte o la “materializzazione” di personaggi chiave in altri ambienti. Questo espediente obbliga, ad ogni aumento dello score (per un massimo di 200 punti ad avventura completata con successo), a vagolare per le locazioni in cerca di qualche “sfuggente” modifica.
Il parser, in grado di riconosce oltre 800 vocaboli, non ha problemi nell’interpretare i comandi impartiti dal giocatore agevolando di fatto la risoluzione dei puzzle.

I just wanna feel, real feelies... ♪
Ancora una volta si rivelano ottimi i feelies che accompagnano la confezione di Ballyhoo. Oltre ad un autentico palloncino gonfiabile, prezioso indizio recante il logo del Circo Viaggiante Che Il Tempo Ha Dimenticato, vi sono una scheda che enumera i portenti curativi dell’elisir del Dr. Nostrum (un preparato idrogenato genuino realizzato con distillati alle erbe naturalmente nitrati) e un opuscolo illustrante le principali attrazioni del circo, le cui personalità contribuiscono ad arricchire il mondo di gioco.
Tutto quello che potreste non sapere sul circo è altresì rinvenibile nei feelies che si fanno carico di erudire il giocatore in merito alla storia del circo, alle abitudini dei suoi frequentatori e al gergo parlato dagli artisti. Questa indispensabile conoscenza suggerisce alcune azioni possibili che altrimenti risulterebbero di difficilissima intuizione.

Egress (uscita)

Originale, ottimamente scritta e di difficoltà contenuta, Ballyhoo è avventura non derivativa in grado di accendere o rivitalizzare la passione per le avventure testuali e, in particolare, l’entusiasmo per il circo.
E ricordate: non c’è nulla di più inquietante di un pagliaccio che non ride.

Leggi anche la recensione di The Lost Treasures of Infocom, la raccolta di giochi Infocom in cui trovi anche Ballyhoo!

Consulta la mappa di Ballyhoo realizzata appositamente per IfItalia da Belboz!

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