Mattia Traverso e la sua "One and One Story"

Premessa/AM: Pochi giorni fa, in maniera del tutto casuale sono venuto a conoscenza di "One and One Story" , un gioco molto semplice che mi ha fatto subito simpatia per la cura dei dettagli e l'atmosfera un pò malinconica. Appreso che l'autore fosse un giovane italiano, ho voluto indagare un pò più a fondo, e devo dire che ne è valsa la pena poichè ne è scaturita un'intervista molto divertente. Buona lettura! 

AM: Parlami un po' di te: dove vivi, studi fatti, passioni, esperienze professionali e non in questo settore, cosa stai cercando e qual è la tua attuale professione.

MT: Domanda complessa! (Anche perché non c'è molto da dire attualmente!) Mi chiamo Mattia, ho diciotto anni e vivo a Roma. Per quanto riguarda gli studi, direi che il liceo con il game dev c'entra poco (anche se, a mio modo di vedere, dà modo di formare una cultura generale utilissima ad un Game Designer), dunque posso parlarti di ciò che ho letto in maniera autonoma.

Posseggo una decina di libri sul Game Design (In particolare consiglio lo Schell e "A theory of Fun" a chi eventualmente fosse interessato) e devo dire di averne letti ben tre. Il segreto di un bravo designer è infatti una libreria completa e la faccia tosta per fingere di aver letto tutto. Scherzi a parte, per ora lo studio teorico nel campo è veramente occasionale, la principale fonte di esperienza è stata la pratica diretta. Per quanto riguarda le esperienze personali, ti rimando al mio sito in cui trovate la mia ultima fatica, tale One and One Story e qualche prototipo random. Indie as hell!

AM: Quando hai deciso che avresti voluto fare il programmatore di videogiochi?

MT: Beh... mai! La programmazione per quanto mi riguarda è qualcosa di estremamente noioso! Per me è solo un mezzo per esprimere la creatività. Quello in cui sto tentando di specializzarmi è il cosiddetto "Game Design", l'arte di ideare, progettare e dirigere un gioco ed il suo sviluppo. Pare divertente già dalla definizione, non credi?

AM: Che difficoltà hai incontrato in questo percorso, e a che punto ritieni di essere adesso?screenshot One ad One Story

MT: La maggior difficoltà è sempre la mancanza di tempo. Purtroppo non basta mai! Sono stato costretto a sacrificare parte della mia vita personale e dei miei studi durante la creazione di One and One, dedicando ad esso anima e corpo, "lavorando" (tra virgolette perché è un piacere, non un lavoro) anche cinque o sei ore al giorno, dovendo anche studiare e cercare di mantenere una parvenza di vita sociale. Riguardandolo adesso noto che è tecnicamente così semplice che potrebbe essere realizzato in un tempo dieci volte inferiore di quanto impiegai. Questo perché la parte più lunga e tediosa è stata quella di "polishing" del prodotto finale; d'altronde è ben noto che se il 90 % del gioco viene facilmente creato in un tempo T, per finire quel 10 % rimanente ci vorranno almeno 4T!

Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, ora non sono da nessuna parte. E' questo il bello di lavorare da indipendenti, sei sempre DOVE TI PARE.

AM: C'è stato un gioco in particolare che ha svegliato in te la voglia di realizzarne uno tutto tuo?

MT: I due titoli che più mi hanno segnato sono stati Half-Life 2 della Valve e Braid di John Blown. Se grazie al primo ho finalmente capito che il videogioco è un mezzo espressivo incredibile e una nuova forma d'arte, Braid è forse ciò che mi ha veramente spinto (a provare) ad entrare in questo mondo! Ogni volta che ci gioco, quasi piango. Sul serio! E' davvero troppo bello per non commuoversi. 

AM: Come vivi la vita del programmatore di videogame in Italia? Vuoi che diventi il tuo mestiere?

MT: I problemi dell'Italia sono principalmente il mancato interesse verso progetti di un certo livello e dunque la mancanza di finanziamenti. Le realtà affermate che lavorano ai titoli AAA si contano sulle dita di una mano! 

Per quanto mi riguarda, il problema mi tocca poco o niente perché lavorando a piccoli giochi flash, non ho bisogno di effettuare grandi spese. Certo, le tasse non fanno comodo!

Ho comunque deciso di spostarmi all'estero, ma più per esperienza personale che per un qualche fattore limitante.

Post Scriptum: Come già detto, non sono un programmatore!

(nda: eh lo so mpare, ma le domande le ho scritte tutte insieme..)

AM: Parlami un po' di One and One Story

MT: One and One Story è un classico platform puzzle le cui meccaniche variano ogni tot livelli. La differenza è che le meccaniche del gioco sono legate a doppio filo con la narrazione stessa, nello specifico una relazione tra un ragazzo ed una ragazza. Se volete provarlo, ho già spammato il link nella risposta numero uno!

E' il mio primo gioco "serio" (e non venitemi a dire che tutti i giochi in flash non sono seri! Ci sono certe perle incredibili, date un'occhiata a Time Fcuk, I wish i were the moon, Coma...) e la mia prima prova sul campo.
Devo dire di essere parecchio soddisfatto, le view totali ammontano a tre milioni e se n'è parlato parecchio anche tra la stampa specializzata. Una menzione d'onore merita l'articolo di "Die Spiegel", noto magazine tedesco che probabilmente molti di voi conoscete. Come diciamo a Roma, Fomento! 

screenshot 4 One & One Story

AM: Avverto in One and One Story una vena malinconica, ci sono delle belle frasi ricercate che accompagnano il percorso dei nostri due amanti, ed il finale ha un bel messaggio d'amore. Ti sei ispirato a vicende personali? Sempre che tu voglia parlarne..

MT: Credo che tutti abbiamo avuto almeno un'esperienza amorosa nella vita, positiva o negativa che sia. Dunque il gioco non è la storia delle due silhouette ma di tutti noi! 

Già, ho risposto tutto e niente. Pazienza!

.


AM: Sbaglio o ci vedo qualcosa di Limbo?

MT: Sai che me lo dicono tutti? Mai giocato Limbo!

Molto probabilmente è quel gioco ad aver copiato me (X) (Ma le emoticon si possono mettere in un'intervista? Facciamo gli alternativi.) (nda: NO! l'intervista è mia e le emoticons non le voglio!)

E' nella mia immensa libreria steam (tremendamente immensa: mi giustifico facendo notare che un Game Designer deve avere una vasta cultura ludica) da tempo immemore. Prima o poi ci giocherò!

AM: Ho letto che la grafica è realizzata da Gabriele Bonis (gabrielebonis.com); tu hai disegnato qualcosa o non ti occupi proprio di grafica e perché!?!

MT: Come hai ben detto, la parte visiva è stata interamente realizzata da Gabriele Bonis, talentuoso giovine amante di Monkey Island che mi sento di raccomandare caldamente. Attenzione però, alla sua passione verso i polli con una carrucola in mezzo. 

Per quanto mi riguarda, il massimo che posso disegnare è un singolo pixel in pixel art. Uno solo. Ne basta uno in più per uscire fuori dalle mie competenze. Per sollazzare le vostre menti, vi mostro com'era la >>grafica prima e dopo<< l'arrivo di Gabriele. 

AM: Invece mi dici qualcosa sulla musica?

MT: La musica è stata prodotta interamente da David Carney. Se lo cercate su google, troverete un giocatore di Rugby e, ecco non è lui... Quindi eccovi il link al suo sito.

Inizialmente il gioco aveva un brano dal film "The Road" come colonna sonora  (Magnifico!) , ovviamente impossibile da tenere a causa dei diritti d'autore.

Devo dire che David ha svolto un magnifico lavoro su quest'aspetto, componendo qualcosa di veramente eccezionale. Vi consiglio di ascoltare altri suoi lavori, personalmente io adoro Kathryn

AM: Progetti futuri?

MT: No idea. Sono pieno di idee ma non so veramente da cosa iniziare! Inoltre come al solito mi manca il tempo.

In progetto c'è la versione Ios di One and One Story, altre due idee per un platform puzzle e un piccolo rpg con componente puzzle! (Quest'ultimo mi intriga assai... credo che comincerò da questo)

AM: Vuoi fare qualche ringraziamento o saluto in particolare?

MT: Mai visto il programma di Sonia su Super Tre? Che programma epico! Questa domanda veniva posta ad ogni bambino che, terrorizzato, finiva col ripetere la solita sequenza "mamma, papà, nonni e... tutti quelli che mi vogliono bene".

Il ringraziamento principale questa volta spetta a te per l'intervista, è la mia prima. (nda: questa te la passo..)

AM: si faccia una domanda e si dia una risposta (...)

MT: Ma l'uomo discende dalla scimmia, per risalire dove? [cit. Crozza]

Scherzi a parte, vorrei davvero chiedermi quando la smetterò di comprare tutti quei giochi su steam....
A quanto pare non ho risposto.

AM: Un argomento a piacere.

MT: Sono stato mezz'ora a fissare questa domanda in cerca di un'idea.

Nel frattempo mi è venuto in mente che devo ancora comprare i biglietti per il nuovo spettacolo di Lillo & Greg. Vale come argomento a piacere?

AM: Ringrazio Mattia per la simpatia e l'umiltà dimostrate in quest'amichevole intervista, e lo invito a tenerci informati su eventuali progetti futuri. A presto!

 

 

Anonimo scrive:05/05/2012 - 17:58

ciao mattia,
il tuo gioco è stupendo ma poi sinceramente è anche molto divertente.(in alcuni livelli mi sono fermata un attimo a pensare)
veramente belle complimenti

Mattia Traverso scrive:20/04/2012 - 15:12

Ciao Alex!
Io utilizzo FlashDevelop per programmare in Actionscript 3, unito alla libreria "Flashpunk". Ci sono degli ottimi tutorial sul sito di quest'ultimo o su Flash Game Dojo.
Per la grafica abbiamo usato Photoshop, anche se la prima versione era fatta con il tenero Paint.

Spero di esserti stato d'aiuto, fammi sapere in caso :D

Alex scrive:04/04/2012 - 13:00

complimenti per la tua simpatia, passione e creatività, volevo approfittare per chiederti quali sono i software che preferisci utilizzare per realizzare i tuoi progetti;
ti faccio questa domanda perchè sono anch'io un'appassionata dell'argomento
grazie per un tuo gentile riscontro!

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