Yousei

Yousei è il terzo capitolo della saga di visual novel investigative della sakevisual. I primi due, Jisei e Kansei, sono già stati recensiti su OGI dalla sottoscritta e presentavano il nostro protagonista, Kangai, un ragazzo con la peculiare abilità di rivivere gli ultimi momenti delle persone uccise toccandone il cadavere.

In Kansei, Kangai ha incontrato altre tre ragazzi: Aki, Naoki e Mei Li e, assieme a loro e sotto il controllo più o meno attento del Detective Gurski, ha risolto l'omicidio di un magnate dell'industria e della ricerca, omicidio che sembrava in qualche modo collegato a Kangai stesso.
Proprio qui comincia Yousei. I quattro ragazzi decidono di indagare sulle ricerche portate avanti dall'ucciso, consultando il professore di una delle università del posto. Purtroppo, una volta arrivati, anche il professore viene ucciso. Diventa abbastanza chiaro che qualcuno vuole tenerli alla larga dalla pista che stanno seguendo, ma i ragazzi non sono tipi da mollare facilmente.
E qui entrate in scena voi, sempre nei panni di Kangai.

Il difetto principale dei capitoli precedenti era la superficialità con cui venivano gestiti storia e personaggi. Indagavamo su omicidi di cui, in realtà, a noi giocatori importava poco, ed eravamo circondati da personaggi, Kangai incluso, di cui non sapevamo granché. Non c'era un appiglio emotivo abbastanza forte e non ci venivano fatte rivelazioni di cui c'importasse realmente.

In Yousei, finalmente, la solfa è diversa. Fin dall'inizio, la visual novel ci mette davanti scene in cui si intravedono il carattere e le peculiarità dei personaggi che ci accompagnano. Le loro paure e le loro motivazioni divengono man a mano più chiare e possiamo arrivare a scoprire episodi del loro passato. Insomma, finalmente possiamo parlare di psicologia dei personaggi! E questo non vale solo per i personaggi principali, ma anche, in piccolo, per quelli secondari, che sono sviluppati abbastanza da sembrare delle persone e non dei manichini a cui è stato appioppato un ruolo (“colpevole”, “aiutante del colpevole”, “vittima” ecc).
Kangai è il personaggio che resta forse più misterioso, ma anche sul suo passato è gettata una certa luce, grazie a un paio di dialoghi con il detective Gurski e con un altro personaggio.

L'altro problema di Kansei era il fatto che la trama, benché graziosa, fosse parecchio prevedibile. Anche questo è stato risolto, in parte, in Yousei. Grazie al fatto che i personaggi non sono più delle macchiette, è più difficile individuare immediatamente il colpevole; inoltre, i dialoghi sono un po' meno piatti, più sfumati, contengono indizi anche quando non sembrerebbe ed è necessaria una certa attenzione per collegare bene tutto e arrivare al true ending. C'è più spasso a indagare, finalmente.

E siccome parliamo di finali: ci sono quattro finali, uno solo dei quali è veramente negativo. Ognuno svela nuovi dettagli su alcuni personaggi, quindi per avere una visione completa di tutto quel che Yousei ha da dire sul suo cast, è necessario trovare tutti e quattro gli endings. In Kansei avevo avuto problemi a capire quando e come le mie scelte mi indirizzavano ad un finale piuttosto che a un altro. In Yousei va meglio, le scelte sembrano meno arbitrarie e il finale raggiunto è palesemente basato sui rapporti costruiti con i personaggi. Per esempio, supportando sempre Mei Li e non Aki e Naoki, ci avvieremo verso un finale; fidandoci di quel personaggio invece che di quell'altro, ne avremo un altro e così via. Quindi, è più facile e più realistico orientarsi durante il gioco verso quella che ci sembra la strada giusta.

Il gameplay non è molto cambiato rispetto a Kansei. Potremo girare per tutto il campus universitario, parlare con la gente, chiedere aiuto ai nostri amici e così via. E' sparita la necessità di cliccare sugli oggetti delle varie aree per esaminarli: Kangai farà la cosa in automatico tranne in rari casi. Avremo invece un cellulare al posto del block notes, in cui tenere indizi e da usare per chiamare altri personaggi senza spostarci dall'area (non sempre però questo sarà possibile).

I dialoghi sono l'aspetto secondo me riuscito meglio. La barra della fiducia, a noi invisibile, introdotta in Kansei, è presente anche in Jousei: più alzeremo questa barra, dicendo la verità e aiutando un determinato personaggio, più questo personaggio sarà sincero con noi, a meno che non si tratta del colpevole, ovviamente. Bisogna dunque cercare di intuire quale personaggio è dalla nostra parte, quale sospetta di noi, quale è il colpevole, e (cercare di) manipolare tutti all'evenienza.

Sono presenti anche le classiche scelte da visual novel: a chi mostriamo il biglietto appena trovato? Ai gemelli, al detective, a nessuno? Non sempre il risultato delle nostre scelte è prevedibile, ma non risulta neanche così arbitrario come in Kansei, dove bisognava fallire e ricominciare per capire come superare un determinato punto.

Il comparto grafico, come vedete dalle foto, è migliorato parecchio. Tranne alcune locations, fatte con una grafica 3d veramente orribile, c'è un netto miglioramento rispetto a Kansei. I personaggi, specialmente, sono tutti bellissimi, e ognuno ha a disposizione varie espressioni. Menù e box di dialogo sono molto professionali e poco fastidiosi.

Pollice su anche per il comparto audio: le musiche, create apposta per il gioco, non resteranno impresse ma creano la giusta atmosfera; il doppiaggio, per un prodotto a così basso budget, è molto buono, nel caso di alcuni pg è veramente ottimo. Kangai è l'unico personaggio a non essere doppiato, in modo che il giocatore immagini la sua voce come meglio crede.
Anche gli effetti sonori sono buoni, pur non essendo moltissimi.

Va da sé che chi ha apprezzato Jisei e Kansei, apprezzerà, molto probabilmente, anche la decina di ore che vi durerà Yousei. Ma anche chi ha trovato i primi due titoli scipiti potrebbe trovare questo terzo capitolo interessante, grazie ai suoi pg più sviluppati e alla sua trama più intrigante e emotivamente molto più legata ai protagonisti.

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