Tyrna è una Figlia della Spada (Sword Daughter del titolo): cresciuta con suo padre, un guerriero, e addestratasi fin da piccola, è pronta adesso a partecipare ai Giochi del Guerriero (Warrior Games), che la dichiareranno finalmente una combattente vera e propria.
Purtroppo, a metà strada viene assalita da una banda di orchi, e suo padre finisce ammazzato. Tyrna, come c'era da aspettarsi, giura vendetta.

Sword Daughter è un librogame interattivo sviluppato dalla Hanako Games. Per chi si fosse perso le recensioni precedenti, la Hanako Games è la stessa che ci ha portato gli ottimi Black Closet e Long Live the Queen. In questo caso, si è deciso di trasporre in forma digitale un vero e proprio libro game, quello scritto da Rhondi Vilott. Non ho letto il cartaceo, quindi non so quanto la visual novel sia fedele all'originale, ma sono propensa a pensare che poco sia stato cambiato. Purtroppo.

Ve lo dico subito, sono rimasta molto delusa da Sword Daughter. Due sono le cose che la Hanako Games non ha mai mancato di offrire con i suoi titoli (tutti quelli che ho giocato, perlomeno), ossia: 1) una bella storia, con una protagonista femminile ben caratterizzata e che può essere considerata “forte” senza che ricada nello stereotipo della tipa cazzuta che uccide tutti con i super-poteri; 2) un gameplay interessante, anche quando riprende meccaniche già conosciute.

Anche in titoli acerbi, come Magical Diary, che a prima vista non è l'apice dell'originalità, potevo vedere il “tocco della Hanako Games” in ogni personaggio, nell'ambientazione, in qualche piccola sorpresa “nascosta” in un gameplay già visto.

Qui, invece, non c'è niente di tutto ciò. La storia sembra para para quella di un romanzetto fantasy anni '80. Quindi, non è né particolarmente profonda, né originale. Tyrna si aggira in un generico mondo fantasy xyz, popolato dalle solite quattro razze ispirate a D&D, e troviamo tesori, il drago, l'elfo, gli orchi, il chierico maligno, il bonazzo concupiscente, ecc.
Sento già le orde di fan di D&D ruggirmi dietro: “nn kapisci!!!111111! È 1 klassikooooo!”.
No. Non è un classico, è roba trita e ritrita. E comunque, se proprio uno vuole andare sul “classico”, va pure bene, se ci mette un po' di anima da qualche parte (vedete l'esempio sopra di Magical Diary, che è praticamente Harry Potter, un altro “classico” ma ha abbastanza anima e profondità da essere tutt'altra cosa rispetto a Sword Daughter).

Il gameplay pare una fedelissima trasposizione del libro game, senza alcun enhancement, grafica a parte. Le scene non sempre sono collegate tra loro con scioltezza e capitano cambi di area improvvisi e insensati o peggio ancora cambi nel carattere del pg senza che ci sia stato alcuno sviluppo. Per fare un esempio pratico, capita di riuscire a superare indenni un pericolo mortale per vedere due pg, che si sono conosciuti due ore prima, giurarsi eterno amore dopo le peripezie (UNA) passate assieme. Questo perché, probabilmente, superare quella peripezia trasporta, nel libro, al finale 320, che è quello lì. Facendo altre scelte, potremmo forse vedere un po' di quello che porta questi due pg a innamorarsi.
In verità, io ho giocato la visual novel al 100% e nessuno dei percorsi che ho scoperto è granché approfondito.

Va da sé che i personaggi risultano degli stereotipi senza grande personalità. Molte recensioni che ho letto esprimono la delusione del giocatore nel trovarsi di fronte a una protagonista femminile non particolarmente forte e/o emancipata, com'è consuetudine della Hanako Games, ma secondo me questo è un problema secondario. Tyrna, e con lei gli altri pg, sono piatti e non presentano sviluppo psicologico, questo è il problema.

Insomma, a livello di contenuti, sono rimasta delusa su tutta la linea. Capisco che sia la trasposizione di un libro game degli anni '80, quindi non è che potessi realisticamente aspettarmi di più, ma questa visual novel è uscita poco prima di Black Closet e dopo Long Live the Queen, nel 2015. Cosa ha spinto a scegliere un simile insulso titolo? Non ne ho idea. E che appeal può avere su un giocatore o una giocatrice moderni, tolti i fan sfegatati dei romanzetti di cui sopra? Ben poco. Avrebbe avuto più senso, anche come “tributo” all'epoca, un'opera che riprendesse temi e stereotipi di quegli anni in chiave moderna, o con un twist interessante o ancora con un'inusuale attenzione alla profondità e/o alla caratterizzazione dei pg.

Il comparto tecnico, invece, ossia grafica e sonoro, sono di prim'ordine. I disegni sono stupendi, forse i più belli realizzati dalla Hanako Games, se escludiamo le CGI di Black Closet. Musiche ed effetti sonori, se non propriamente originali (anch'essi sono molto “classici”), sono perfetti per l'ambientazione e la storia raccontate. Menu e interfaccia sono molto professionali, fluidi nelle animazioni, perfettamente responsivi. 10 e lode da questo punto di vista.

Non posso raccomandare Sword Daughter, nonostante mi dispiaccia ammetterlo. Non propone una storia interessante, non presenta pg ben caratterizzati, non ha un gameplay interessante, non ha nulla di originale né di ben eseguito. Vi piacerà se siete nostalgici dei romanzi di D&D o se volete vedere mezz'ora di disegni fighi. Ma allora fate prima a comprare il prossimo romanzo di Salvatore e a scaricare gli screenshot del gioco.