Alice vive nello Shadeling Village, il villaggio delle ombre situato nella Land of Time, dove tutto resta immutato giorno dopo giorno, finché un disturbo dell'ordine concepito da Dio non causa la scomparsa delle lancette del grande orologio del villaggio. Le ombre che popolano lo Shadeling Village sono finalmente libere di avventurarsi nella Land of Life (Terra della Vita, il mondo “normale”), dove invece il tempo ha smesso di scorrere per proteggere gli abitanti dalle Time Scars (Cicatrici del Tempo) che continuano a crearsi. Dal momento che Tiska, l'unico altro essere umano oltre ad Alice a vivere nello Shadeling Village, è occupato a riparare il grande orologio, è ad Alice che toccherà andare nella Land of Life per cercare le quattro parti in cui sono state spezzate le lancette e per riportarle indietro. E magari riuscirà anche a capire come mai le lancette sono finite proprio in posti che sembrano collegati al suo passato, passato che ha dovuto abbandonare quando è entrata nella Land of Time...

INDIEtro Tutta ci presenta Standstill Girl, un rpg in stile giapponese creato da Sky Scraper Project e tradotto in inglese da vgperson, già traduttore di AliceMare, altro titolo comparso nella nostra rubrica. A differenza di AliceMare, Stanstill Girl ha una trama molto più comprensibile e un gameplay molto più corposo.
La storia di Alice – triste e basata su temi che potrebbero risultare disturbanti per qualcuno - verrà svelata lentamente, sia tramite brevi flashback, sia tramite piccoli dettagli sparsi ovunque nel gioco. I nomi dei nemici, per esempio, e delle abilità che Alice può imparare, sono indizi tanto quanto le locations che ci troveremo a visitare. Alla fine del gioco, tutto risulterà chiaro, anche se inizialmente le storie dei tre personaggi principali (Alice, Tiska e un altro personaggio) potrebbero sembrare un filo intricate. Standstill Girl ha, in verità, due finali: entrambi concludono la storia senza lasciare nulla in sospeso, ma uno dei due – il true ending – è più lungo e sviluppa tutti i temi iniziali della storia fino alla fine.
L'unico neo che ho rilevato è il personaggio di Alice. Tiska e l'altro personaggio (di cui non vi dirò nulla) risultano abbastanza vivi e realistici dopo qualche battuta; Alice, invece, è muta e impassibile davanti a tutto ciò che accade. Questa è una caratteristica di molte eroine di giochi simili – anche l'Alice di AliceMare, per esempio, non parla mai ed è totalmente passivo rispetto alla trama. E la cosa va anche bene fino a un certo punto, ma quando in uno dei finali Alice prende improvvisamente l'iniziativa, la cosa può far storcere il naso, perché fino a quel momento era un “contenitore” vuoto, riempito dalla nostra volontà. Non è un enorme problema, ma un minimo di preparazione per questo cambiamento della protagonista sarebbe stato meglio.

Il gameplay di StandStill Girl, in apparenza, è diverso dal solito. Alice deve visitare vari luoghi della Land of Life per cercare le lancette; durante il viaggio incontrerà decine (e centinaia) di Time Scars, dei mostri che vengono generati dal disturbo dell'ordine divino. Moltissimi di questi incontri sono casuali, come da regola per un jprg: camminando, semplicemente, si attiverà l'incontro. Ma alcuni dovremo andare a cercarli, perché alice deve trovare e distruggere cinque ingranaggini rossi, ognuno dei quali è difeso da un mostro specifico.
Per combattere, Alice ha a disposizione due risorse: gli Emotional Crystals (EC, Cristalli Emotivi) e gli LP (la stamina). Gli LP sono anche i punti vita della ragazza, però, quindi bisogna fare attenzione a non suicidarsi mentre si attacca il nemico. I combattimenti sono a turni e, a parte i primissimi, richiedono che si pensi un po' a una strategia di battaglia. Le abilità più potenti costano tanti EC, ma di EC ne avrete solo uno per turno; quindi per accumularne 3 o 4 dovrete usare abilità di difesa, come Guard, o abilità che consumano LP – i vostri preziosi punti vita. In più, Alice troverà un sacco di oggetti che potranno alterare tantissimo le strategie di battaglia – uno di questi, per esempio, regala 1 EC bonus ad ogni turno). A seconda di quale equipaggerete, dovrete equipaggiare anche abilità diverse.
Non ci sono livelli in StandStill Girl: a fine battaglia guadagnerete dei Force Points (Punti Forza) che potrete spendere per aumentare una delle vostre tre caratteristiche di base (Agilità, la velocità con cui attaccate, PSY, la potenza dell'attacco e LP, i punti Vita) oppure per comprare oggetti monouso, come le pozioni, al negozio dello Shadeling Village.

Sotto tutta questa bella costruzione, c'è il mostro del grind selvaggio. Per essere veramente potenti, dovrete grindare e grindare, passando attraverso millemila incontri casuali. La ricompensa sono abilità veramente toste e caratteristiche altissime... ma non è realmente necessario: anche senza grindare si può arrivare allo scontro finale  e vincerlo. Io ho dovuto fermarmi a fare esperienza solo una volta in tutto il gioco. Quello che il gioco non perdona, è l'assenza di qualsiasi ragionamento. Non potete prendere le prime cinque abilità che vi capitano sottomano e andare avanti con quelle; dovete creare un set di abilità/oggetti che abbia un senso e vi aiuti in battaglia.

Oltre al combattimento nudo e crudo, necessario per far avanzare la storia, potrete combattere alcune ombre particolarmente toste. Chiariamoci, nel caso vi fosse venuto il dubbio: le ombre sono vostre amiche. Alcune di esse, semplicemente, amano allenarsi e vi sfideranno a un amichevole incontro. Se riuscirete a batterle non vincerete alcun Force Point, ma avrete in regalo oggetti molto utili.
Infine, nello Shadeling Village è presente una costruzione particolare, segreta, che svela un piccolo mistero se sarete capaci di accedervi.

Devo ammettere che ho cominciato Stanstill Girl con aspettative piuttosto basse, sopratutto per via della mezza delusione che si è rivelato AliceMare. Invece, ho trovato un giochino molto curato sotto quasi tutti gli aspetti. Ogni particolare del gioco è stato pensato per rifletterne i temi centrali, la storia è carina, il gioco in sé è divertente e offre anche sfide “segrete” e difficili (provate a trovare l'ultima ombra, per esempio...). Non il nuovo rpg del secolo, ma sicuramente qualcosa che può farvi passare qualche giornata di divertimento.