Quel cazzone di Shamir
 
Dopo Radicofani prosegue l’opera di “restauro” delle proprie avventure di Roberto Marcarini, che questa volta rivisita La Maledizione di Shamir, un’avventura fantastica ma dal sapore attuale ed esotico che già partecipò al premio Avventura per l’anno nel 2003 e che oggi diventa Quel cazzone di Shamir.
 
Come è facile intuire dal nuovo titolo, è un’avventura in pieno stile Marcarini, ossia un’avventura dalle tinte fantastiche che, per quanto tetra, non si oppone a scivolare nel demenziale; l’antefatto non ne è che una riprova: siamo chiamati a vestire i panni di una spia che ha vissuto gli anni migliori durante la guerra fredda, quando il suo operato era in grado di regolare gli equilibri del mondo, e che adesso, invece, si ritrova ad indagare su un misero caso di rapimento: la figlia dell’ambasciatore americano è stata sequestrata in Egitto dal misterioso stregone Shamir, che oltretutto ha avuto l’ardire di morire durante la cattura, non prima di aver lanciato terribili anatemi e maledizioni. Della bimba si è però persa lo stesso ogni traccia…
E così eccoci su un aereo, naturalmente senza l’aplomb di un James Bond o almeno di Felix Leiter (la sua controparte americana) incavolatissimi per essere stati costretti ad accettare una missione ammantata di “stronzate del tipo ‘Mondo del Paranormale’ e simili…”. Del resto, che diamine, una spia è un tipo pratico, coi piedi per terra! Talmente per terra che anche l’aereo alla fine se ne ricorda e precipita, così, volenti o nolenti, siamo costretti ad indagare.
 
 
Qui comincia la parte giocabile vera e propria. L’avventura appare divisa nettamente in diverse sezioni che rispettano la narrazione, in una successione concatenata ed impossibile da percorrere a ritroso (il che significa che è bene raccogliere tutto ed esaminare attentissimamente ogni locazione per non scoprire di aver lasciato indietro oggetti a questo punto diventati irrecuperabili). Davanti agli occhi della spia si staglia una piramide che, dopo qualche indagine, si scopre essere il luogo in cui Shamir era solito rifugiarsi. Il primo ostacolo sarà dunque capire come entrare nella piramide.
Una volta compiute le azioni del caso saremo in una specie di “limbo”, in cui il sovrannaturale si sovrapporrà ancora più prepotentemente al reale; una strana figura ci permetterà di compiere l’ultima transizione per entrare, con una descrizione che ricorda molto da vicino una scena analoga del film Stargate, all’interno del nascondiglio, in cui dovremo fare appello a tutto il nostro acume per riuscire a sfuggire a serpenti insidiosi e mummie troppo… “affettuose” mentre cerchiamo la camera segreta in cui è tenuta imprigionata la bambina. Ma nessun problema se non si riesce a scamparla: perfino i messaggi di morte riusciranno a strappare un sorriso! Infatti agli elementi orrorifici e claustrofobici si accostano efficacemente alcune risposte piuttosto divertenti, nonché ricompense esaltanti, che alleggeriscono la tensione e che tengono il tono generale dell’avventura sufficientemente leggero.
 
L’avventura in sé non è lunga e ciascuna di queste tre sezioni non richiede la soluzione di un numero elevato di enigmi, l’unico punto critico è che alcune volte per poter procedere è necessario cercare indizi in maniera quasi maniacale, così come maniacale deve essere la curiosità che spinge a cercare in ogni dove per essere sicuri di non aver lasciato indietro nulla, pena il rimanere irrimediabilmente bloccati. Ma, in fondo, è questo che distingue i veri avventurieri (e i veri 007). Voglio rilevare anch’io, come era già stato fatto a suo tempo in un’altra recensione, l’originalità di uno degli ultimi enigmi, forse il più tosto, in cui si dà un senso al fatto che molte volte nel corso dell’avventura ci è stato detto che solo noi possiamo trovare il nascondiglio di Shamir poiché siamo l’eletto, una trovata che dà una certa concretezza ad un escamotage che, di questi tempi, appare fin troppo abusato nonostante la sua infondatezza.
 
Vista la tipologia di avventura è facile accostarla a Radicofani, per quanto più “frivola”, e un altro elemento che le accomuna (e non per niente caratteristico dell’autore) è una “prova a tempo” finale che rischia di far saltare all’aria tutti gli sforzi del giocatore se non si è sufficientemente rapidi nell’agire.
 
Buoni gli elementi fantastici, se però presi singolarmente: nell’insieme non sempre collimano in maniera efficace (l’autore stesso si è stupito della collina inserita in un paesaggio completamente desertico!), ma nel fantasy questo ed altro, tutto sommato, è concesso.
 
Sempre come per Radicofani, Shamir prevedeva già l’inclusione di diverse immagini, alcune delle quali interattive, ed anche alcune di queste sono state oggetto di rivisitazione ed altre ne sono state aggiunte.
 
Se ho voluto paragonare le due avventure, per quanto labilmente, non è solamente per invogliare chi ha giocato l’una a giocare anche l’altra (o per chi non ne ha giocata nessuno a giocale entrambe!), ma anche per motivare l’autore, che so che leggerà, a continuare l’ondata di rivisitazione fino a comprendere le altre e, perché no, magari a cimentarsi nella produzione di una nuova.
 
Per quanto riguarda invece chi vorrà giocarla, Quel cazzone di Shamir può essere un valido accompagnamento ad una buona tisana o al vin brulè bevuti la sera, ora che le serate cominciano già a farsi fredde, magari con sottofondo quella canzone delle Bangles: si rimarrà piacevolmente intrattenuti.
Si può scaricare il file eseguibile dell'avventura cliccando direttamente qui.
 
 
 
Stretta è la foglia, larga è la via
Voi dite la vostra ch’io ho detto la mia
 
*sorrido e scompaio*

 

Scarica Quel Cazzone di Shamir su IfItalia!

Flay scrive:01/01/2015 - 17:22

Ciao, finito giusto qualche giorno fa, e come Radicofani sono rimasto soddisfatto, anche se reputo Radicofani superiore, ma forse sono i miei gusti a fare la differenza. Complimenti a Rob per questo gioco egiziano... ed ora, qualcos'altro da restaurare? dai!

Rob scrive:03/01/2015 - 09:47

Hai perfettamente ragione... Amelia e' tutta un'altra storia ;) Questo vale in particolare per te che hai giocato la versione senza le nuove immagini...
ps: hai poi risolto i tuoi problemi di upload ?
Buon anno anche a te.

Flay scrive:01/01/2015 - 17:23

Dimenticavo... auguri di buon anno a tutti!

Rob scrive:30/12/2014 - 14:53

Alle volte è difficile esprimere il proprio pensiero senza rischiare di cadere nella retorica ... ok correro' il rischio: Se non ci fossi bisognerebbe inventarti."
Ps: I HAVE TO walk like an Egyptian

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