In cima a una montagna c'è il luogo più bello del mondo. Chiunque lo raggiunga ne è sopraffatto, ma raggiungerlo richiede coraggio e grandi sacrifici.
Questa è la “trama” di A Place of Infinite Beauty (Un Luogo di Infinita Bellezza), opera in Twine di Porpentine, autrice che abbiamo già conosciuto con Howling Dogs.

A Place of Infinite Beauty è un'opera minore, se comparata a HD, ma non per questo meno d'impatto. E' l'esplorazione di un tema attraverso immagini simboliche molto vivide e molto particolari (ma non per questo prive di senso: la storia di A Place of Infinite Beauty ha un filo conduttore ben preciso, non diventa mai incomprensibile), come sempre quando si tratta di Porpentine. Il luogo di infinita bellezza esercita un'attrazione molto forte e una volta che si è cominciata la scalata, la sua influenza resterà con noi per tutta la vita. Ma quanto vale la pena di spingersi avanti? A Place of Infinte Beauty propone una sola scelta, sempre la stessa, ripetutamente, nel corso dei pochi minuti che servono a completarlo. Continuare a salire per arrivare al Luogo di Infinita Bellezza, nonostante i terribili sacrifici richiesti dalla scalata, oppure fermarsi, tornare indietro, e cercare di conservare quel che resta di se stessi?

Chi già aveva problemi a considerare Howling Dogs un gioco, non avrà dubbi su A Place of Infinite Beauty: non lo è. Non ha senso neanche parlare di mancanza di enigmi: in questo caso l'interazione è anche meno studiata che in HD e manca totalmente l'esplorazione. Il che non vuol dire che l'autrice abbia fatto le sue scelte a caso, anzi. Parte di me si domanda come sarebbe venuto questo titolo se avessimo potuto “viverlo” un po' meglio, muovendo proprio un avatar lungo la montagna, subendo in maniera ancora più marcata gli effetti della salita. Ma sono anche consapevole che una storia del genere non è adatta a una rappresentazione videoludica, perché la forza del videogioco sta nella libertà e nell'agency, due concetti che non trovano tanto spazio in A Place of Infinite Beauty.

Qui, tutto l'universo è racchiuso nella scalata, e nient'altro ha importanza. Quindi, tutto quello che possiamo decidere è inerente la scalata stessa e nient'altro: anche una volta deciso di abbandonare l'impresa, sarà questa rinuncia a definire la nostra esistenza.

Questa concentrazione su un solo tema, un solo obiettivo, benché possa sembrare un limite è in realtà la forza del titolo, perché amplifica parecchio l'impatto emotivo del testo. A Place of Infinite Beauty non disperde le sue forze, ma ci mostra direttamente l'esperienza che ci vuole mostrare, e un altro tipo di rappresentazione, più “aperta”, avrebbe distrutto questo effetto – oltre a privarci della prosa di Porpentine.

Chi ha apprezzato Howling Dogs, probabilmente apprezzerà anche A Place of Infinite Beauty, mentre chi già non aveva simpatia per lo stile dell'autrice o per il tipo di opera, non cambierà idea con questo titolo.
Come ultima nota, l'inglese di Porpentine è, al solito, tutto tranne che semplice. Ma anche questa volta potrete giocare l'avventura in italiano a questo link!

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