Mae è appena tornata a casa dopo aver mollato il college. Non vuole parlare di cosa è successo e del perché ha abbandonato, ma spera di ritrovare la sua città, con i suoi amici ad aspettarla. Com'è ovvio, però, tutto è simile a come l'ha lasciato e nello stesso tempo molto diverso. La stessa cittadina, Possum Springs, è più piccola e più spoglia di come Mae la ricorda. Ci sarà ancora un posto per lei, lì?

Questa settimana, INDIEtro Tutta e la rubrica sulle Visual Novel lavorano insieme per portarvi la recensione di Night in the Woods, della Infinite Falls. Si tratta, appunto, di una visual novel con elementi platform e numerosi mini-games, in cui noi interpretiamo Mae.

La storia è l'elemento fondamentale di questo gioco. Comincia lentamente, un po' troppo lentamente, con Mae che torna a Possum Springs e riallaccia i rapporti con amici e familiari, sforzandosi al contempo di aggirare la questione “abbandono del college”. È facile che questa parte introduttiva stanchi un po' e come me molti altri giocatori erano impazienti che “la storia iniziasse davvero”. Ma pian piano ci si accorge che è già iniziata e la si sta vivendo. Il gioco segue le giornate di Mae, che passeggia per Possum Springs, alla riscoperta di una città che un po' conosce e un po' non riconosce più; la segue negli incontri con i suoi amici e nelle serate a casa con i genitori, mentre i suoi problemi, quelli dei suoi amici e di tutta la cittadina, vengono lentamente al pettine.

Night in the Woods riesce ad affrontare bene, con eleganza e delicatezza, temi che un sacco di altre opere prendono malissimo – e che, se avessi saputo che erano al centro di questo gioco, me l'avrebbero fatto evitare come la peste. Parlo di cose come l'ansia generazionale, l'angoscia per un futuro che si percepisce come sempre più nero (a fronte peraltro di un presente già non proprio roseo) e del peso delle aspettative che gli altri ci lanciano addosso. Night in the Woods riesce a parlare di queste cose perché non lo fa mai direttamente (anche quando sembra farlo): sono temi che traspaiono, in modo chiarissimo, da ambientazione, personaggi, dialoghi, e persino musiche. Una gestione un po' meno abile di questi elementi avrebbe fatto cadere tutto il gioco nella cesta della Roba Pretestuosa Che Parla dei Gggiovani d'Oggi.

Quello che invece accade in Night in the Woods è di incontrare personaggi magnifici, credibili e sfaccettati, calati in un'ambientazione fin troppo familiare nelle sue caratteristiche. Possum Springs è una piccola cittadina, che negli anni che Mae ha passato al college si è abbruttita e impoverita ulteriormente e non offre più nulla ai suoi abitanti. Negozi chiusi, gente licenziata o costretta a vendere casa, ragazzi che passano da un lavoro di sfruttamento all'altro, senza molta speranza di trovare qualcosa di meglio.

Mae è un personaggio che a prima vista risulta simpatico, ma che pian piano si rivela in tutti i suoi difetti caratteriali. In più di una scena vorrete prenderla a schiaffi, ma non si tratta della solita Mary Sue presuntuosa. Il suo carattere è ben delineato e ha un suo perché, che scopriremo proseguendo nel gioco, ovviamente. Riusciremo a capire la motivazione che si cela dietro alle peggiori cazzate che compie; curioso l'effetto che si è creato ad un certo punto, con Mae che distruggeva i rapporti con i suoi amici, e sia io che lei volevamo insistere nel socializzare con loro per rimediare agli sbagli. Quando il risultato continuava a essere un disastro, era una sofferenza per entrambe.

Il gioco offre molte scelte di dialogo, ma la narrativa è bene o male lineare. Il finale cambia un po' a seconda di quale amico avete “preferito” durante la partita, ma è sostanzialmente sempre quello. In alcuni casi si poteva fare un po' di più per mantenere almeno un minimo di illusione di scelta (esempio, durante il party nel quale si è costretti a bere, pur sapendo di star facendo una cazzata). Ma lì dove è possibile compiere scelte, qualche effetto c'è sempre.

Il finale del gioco, come l'inizio, non è il pezzo meglio riuscito. Per spiegare bene perché, dovrei fare spoiler. Quel che posso dire è che si introduce una sottotrama che bene o male si poteva evitare e che esplicita un po' troppo il tema centrale del gioco, che fino a quel momento era stato gestito così bene. In parte funziona, e Mae arriva a una “chiusura” della sua storia (non vi dico se positiva o negativa) che dal punto di vista dello sviluppo del personaggio ha senso; in parte stride, perché è troppo sopra le righe e introduce non dico dei buchi di trama ma dei punti interrogativi, lasciando un po' insoddisfatti. Stava andando tutto così bene, e sarebbe stato meglio non introdurre questa trama oppure trovarle una soluzione diversa, in scala un po' più piccola, senza coinvolgere tutta la cittadina (e chissà se solo quella...).
Chiariamo: c'è un elemento soprannaturale ma non è quello il problema. Il problema è come tutto un pezzo di trama è gestito.

I dialoghi sono eccellenti. Il gioco è un po' fuori di testa, con molte scene e molti personaggi a metà fra il reale, il surreale e l'umoristico; i dialoghi riflettono questo mix, sono ben scritti con pochissime cadute di stile. L'inglese utilizzato, unica lingua in cui è disponibile il gioco, non è troppo complicato ma non è neanche dei più semplici per via di un po' di slang o di alcune battute un po' particolari. Lo suggerisco a chi ha già una discreta padronanza dell'inglese scolastico (The pen is on the table) e non è spaventato all'idea di fare un po' di sforzo o dal dover prendere in mano un dizionario qua e là. I testi non vanno avanti senza il vostro input, comunque.

Passiamo al gameplay, che a parte le scelte di dialogo è abbastanza scarno. La parte del “leone” la fanno le sezioni platform. Si tratta di sezioni molto blande, nel senso che non sono mai troppo difficili, e servono essenzialmente a farvi esplorare la città e a dare sfogo al vostro estro, tipo passeggiando sui fili della luce. È uno spasso vedere Mae saltellare in giro, specialmente grazie alle animazioni, stupende! Esplorare in Night in the Woods da soddisfazione, perché ogni angolo della città è intriso di personalità e nasconde qualcosina che ha importanza, per Mae o per qualcuno che conosce. In più, alcune locations sono bene imboscate e richiedono di raggiungere i luoghi più improbabili per essere scoperte. Queste parti sono integrate nella narrativa, che come dicevo è un po' surreale di per sé: ecco che la madre di Mae le raccomanda di non saltare sui fili della luce, perché altri ragazzi sono morti a fare come fa lei!

I minigiochi vanno dal semplice puzzle stile settimana enigmistica a un rythm game (che ho odiato, ma 9 su 10 il problema ero io, non era il gioco). Niente di che strapparsi i capelli ma danno un po' di varietà. E' presente anche un gioco nel gioco, un hack 'n slash dall'atmosfera Diablesca che potrete giocare sul computer di Mae. Questo è il "minigioco" più complesso, comprende diversi livelli e vari boss.

Chiudo con le sezioni sui sogni di Mae, dall'atmosfera magnifica. In queste sequenze, la colonna sonora, che è sublime, dà il suo meglio con pezzi che “sbloccherete”, strumento dopo strumento, esplorando, fino a creare un concerto che, unito alle immagini a schermo, rende bene l'idea di come le vicende quotidiane cerchino un senso nella mente di Mae.

Night in the Woods non è un gioco perfetto. In particolare, l'inizio è lento, il finale impreciso e qua e là può essere tedioso girare la cittadina per parlare con i vari personaggi. Ma la fatica è ricompensata da personaggi fantastici e con cui è facile empatizzare, da un'ambientazione ricca di dettagli e personalità e da una storia nel complesso ben tratteggiata.

E per chi, dopo aver giocato a Night in the Woods, non ne avesse abbastanza, sono stati rilasciati gratuitamente altri due giochi ambientati nello stesso universo narrativo. Li trovate qui e qui.