Nicolas Eymerich Inquisitore: "La Peste" - Capitolo 1: "Inquisitore"

Dopo più di 3 anni di gestazione ecco finalmente arrivare sui nostri pc il primo capitolo che racconta le avventure di Nicolas Eymerich, inquisitore di origine spagnola, tanto famoso quanto spietato. Sarete sufficientemente degni di giocarlo? Andiamo a vedere...

"Nessuno si aspetta l'Inquisizione spagnola!"

Nicolas Eymerich è un personaggio realmente esistito nel secolo XIV ai tempi d’oro della malfamatissima Inquisizione spagnola. Fu Inquisitore Generale della Corona d’Aragona, uomo di grande cultura, noto per aver scritto il Directorium Inquisitorum, ma al tempo stesso spietato persecutore di eretici e blasfemi. Le pene che infliggeva a chi si macchiava di qualche peccato di eresia sono passate alla storia tra le più violente ed efferate.
La software house bolognese TiconBlu (ex Koala Games) ha tratto ispirazione da una serie di 11 libri dello scrittore Valerio Evangelisti, ed ha dato a sua volta vita a una prima serie di avventure grafiche, che conterà 4 capitoli, dedicate a questo personaggio dalla storia oscura.
Ma veniamo brevemente alla trama di questo primo capitolo, Eymerich, Inquisitore: La Peste.

1364 – Eymerich non è più un inquisitore, tuttavia viene convocato presso l’abbazia di Carcassonne, nel sud della Francia, al cospetto dell’abate Vinet, il quale gli affida il compito di andare nel vicino villaggio di Calcares per indagare sulla scomparsa del padre Jacinto Corona, andato lì un mese prima. La missione sembra inizialmente banale, forse troppo, ed un personaggio del calibro e della fama di Eymerich non può fare a meno di chiedersi come mai sia stato affidato proprio a lui tale compito; di conseguenza, prima di partire per Calcares, decide di avviare una piccola indagine personale all’interno dell’abbazia. L’ambiente monastico è tutt’altro che sereno o accogliente, l’ambiguo abate Vinet sembra nascondere molto più di quello che dice e così anche gli altri frati non paiono essere disposti ad aiutare di buon grado Eymerich.

D’altra parte come biasimarli? Nicolas Eymerich non è certo una persona che riesce a mettere a proprio agio gli interlocutori, la sua fama di brutale inquisitore lo precede e terrorizza chiunque abbia la sfortuna di finire nelle sue mire. La cosa comunque non turberà il nostro protagonista che grazie alla sue “buone maniere” riuscirà lo stesso a svelare gli intenti nascosti dell’abate e a capire che il vicino villaggio di Calcares non è semplicemente sede di qualche eretico cataro, bensì il fulcro di…..non ve lo dico! Mi devo fermare dalla tentazione di raccontarvi tutto perché non voglio rovinarvi il gusto di scoprire da soli la trama.

"Non sono il cuoco o lo sguattero...e non sono qui per cucinare!"

La storia di Eymerich rapisce fin dai primi istanti di gioco: le ambientazioni storico-soprannaturali non sono certo una novità nelle AG, ma qui siamo di fronte a qualcosa di diverso rispetto a ciò che abbiamo visto finora. Quello che mi ha più positivamente colpita è la cura che è stata data ai dialoghi e alle digressioni storiche, onestamente non so quanto accurate perché comunque i libri di Evagelisti sono più di stampo fantasy e quindi non attinenti alla realtà nei minimi particolari, però sono sempre convincenti e credo riescano a soddisfare le curiosità anche dei palati più esigenti.

Il merito che va agli autori è quello di non limitare il giocatore ad essere un semplice spettatore, ma di dargli modo di approfondire tutti gli aspetti che incontra e farlo immergere veramente nella vicenda. La scelta del protagonista è anche questa in qualche modo una novità, non tanto il fatto che si impersoni un cattivo (cosa che abbiamo visto nel recente Lucius, per fare un esempio), ma piuttosto che siamo nei panni di un cattivo realmente esistito, per di più attore di alcune delle pagine più malfamate della storia dell’umanità.

Non è facile immedesimarsi in Eymerich, perché sembra così lontano dalla morale odierna ed al tempo stesso così facilmente detestabile: si possono ammirare la sua determinazione e la sua cultura, ma è evidente che ciò che spinge questo uomo è una fede acciecata dal fanatismo, tanto lucida quanto disumana. Devo dire che più volte i commenti in game di Eymerich mi hanno strappato qualche sorriso, perché è così gratuitamente spietato e disgustato da ogni essere che gli si pari davanti che non si può a volte fare a meno di trovarlo divertente.

E’ presuntuoso e spregevole, incarna le qualità più spaventose dell’essere umano, eppure…è in grado di conquistarti. Questa avventura non è per stomaci deboli, non perché faccia paura, anche se non manca qualche scena vagamente splatter, ma perché la leggerezza con cui Eymerich compie certe azioni nefande lascia spiazzati.

Altro punto a favore di questa avventura è la longevità. Essendo semplicemente il primo capitolo di una serie, avevo erroneamente pensato che non potesse durare più di 3-4 ore, come ultimamente siamo stati abituati per i giochi episodici, invece ho impiegato più di 6 ore per portarlo a termine, ma non escludo che ce ne possano volere di più per varie ragioni.

La prima, purtroppo, non è un fattore altamente positivo: molto spesso si incontra il famigerato pixel hunting che può tenere fermi anche per lungo tempo. A me ad esempio è capitato di rimanere bloccata su dei pezzetti di carta su un pavimento (non riuscivo a trovarne uno) oppure di non capire assolutamente cosa ci fosse da fare perché non vedevo un cassetto molto nascosto nella cucina. E questo è quello che ricordo di primo acchito, ma ci sono stati diversi altri momenti in cui cliccando un po’ a casaccio, anche in punti dove mi sembrava di non vedere nulla, ho trovato degli oggetti utili. Non è sempre così, altre volte si intuisce senza difficoltà con cosa si deve interagire, però a mio avviso il problema c’è e può fare innervosire.

"Non è roba per intelletti semplici"

La seconda ragione per cui il gioco può durare diverse ore è invece migliore: gli enigmi all’inizio dell’avventura sembrano abbastanza semplici e scorrevoli, si tratta infatti più che altro di indagare e interrogare gli abitanti dell’abbazia per capire come proseguire, ma ben presto si comincia ad imbattersi in enigmi dalla difficoltà crescente, non sempre facili da intuire e che danno modo di mettere in moto a dovere la materia grigia.

Non ho da segnalare particolari novità, si tratta infatti di rimettere a posto pezzi di lettera, sventare trappole, cliccare su dei tasselli nell’ordine giusto… e via dicendo; niente che non abbiamo già visto, tuttavia sono ben inseriti nel gioco e non frustranti, anche se un bel po’ di ragionamento lo dovrete usare. A questo proposito vi consiglio di ascoltare sempre i commenti di Eymerich quando si trova di fronte a qualche enigma, perché potrebbe mettervi sulla pista giusta, e di leggere ogni tanto anche i suoi appunti.

Al tempo stesso però, il pixel hunting potrebbe non farvi vedere qualcosa su cui invece dovete cliccare e crearvi quindi delle difficoltà maggiori di quanto dovrebbero essere, inoltre alcune opzioni si attivano solo dopo aver eseguito certe azioni in un certo ordine. Questo quindi porta a dover ripetere più volte le stesse azioni o a girovagare senza meta pensando di avere esaminato già tutto, quando invece da qualche parte si è attivato qualcosa di nuovo su cui cliccare. Aggiungete che il puntatore del mouse non è sempre precisissimo, quindi si può per sbaglio uscire da una location oppure non riuscire a cliccare precisamente sul punto che ci interessa, inoltre bisogna stare molto attenti a far camminare Eymerich verso ogni lato dello schermo perché certe aree in prima battuta restano nascoste e non vengono segnalate, con il rischio di restare nuovamente bloccati.

Questo problema c’è in particolare nel cortile dell’abbazia, l’edificio interno infatti è ben segnalato da una mappa che abbiamo in forma di icona in basso a destra, ma all’esterno ci sono dei punti che se proprio non ci arrivi vicinissimo restano non visibili. Se proprio non sapete più dove sbattere il cranio, si può premere il tasto SHIFT della tastiera (il cosiddetto “aiuto divino”) per vedere Eymerich compiere l’azione necessaria al momento, tuttavia questo vi porterà via dei punti dal vostro punteggio totale che serve per vedere la storia e gli extra nascosti del gioco.

Quando vi trovate nel menù principale e scegliete di cominciare un nuovo gioco potrete scegliere se giocare in modalità avventura, quindi affrontando gli enigmi e raccogliendo i punti, oppure in modalità interattiva e quindi dovendo solo muovere Eymerich, ma senza affrontare enigmi che verranno risolti automaticamente. In questa modalità però non si raccolgono i punti.

Un altro aspetto che caratterizza Eymerich è che abbonda di easter-eggs, nella migliore tradizione delle avvenute grafiche: sono veramente tante, seminate in quasi ogni ambientazione ed io non credo neanche di averle trovate tutte; l'idea è simpatica anche se devo dire che forse sono addirittura troppe e rischiano di stonare un po' con l'atmosfera del gioco.

"Latine loqui"

Un aspetto sicuramente a favore di Eymerich è l’attenzione che è stata data al sistema di doppiaggio e sottotitoli: si può infatti scegliere se giocare in italiano oppure, per ragioni di realismo storico, in perfetto latino! Il bello di questo sistema è che parlato e sottotitoli sono indipendenti, quindi si può ad esempio avere l’audio in latino e i sottotitoli in italiano o viceversa, oppure se siete dei latinisti selezionare tutto in latino. Insomma, la scelta sta a voi ed è davvero un bel lavoro quello dei TiconBlu, sicuramente degno di nota.

I doppiatori fanno tutto sommato un lavoro ottimo, l’unico neo che posso avergli trovato, ma qui rientriamo forse nella sfera dei miei gusti personali, è che a volte le loro voci mi sono sembrate troppo cariche di pathos, tanto da risultare un po’ eccessive e forzate. Comunque non voglio chiamarlo difetto questo, perché il buon lavoro dietro c’è, e si sente, semplicemente avrei preferito un po’ più di naturalezza. Le musiche sono di ottima fattura, in particolare è degno di nota il pezzo rock che si sente nel menù principale e poi anche in un paio di momenti del gioco, ma anche le altre musiche sono più che dignitose. Gli effetti sonori non sono moltissimi e a volte risultano leggermente ripetitivi , però fanno il loro dovere.

Sulla grafica la mia impressione è che sia un po’ altalenante. E’ difficile non fare il confronto con i “mostri” di grafica che ci sono oggi e qui Eymerich ne resta un po’ sconfitto, anche se ci tengo a precisare che l’aspetto generale non è affatto brutto. Viene usato il 3D, anche se la visuale resta come nello stile bidimensionale, cioè a schermate fisse esplorabili dal personaggio ed in cui non si può cambiare la visuale.

Esteticamente devo dire che mi piace come scelta, perché gradisco sempre avere la sensazione di essere una specie di Deus ex machina che dall’alto osserva e guida, d’altro canto a posteriori mi verrebbe da dire che, sotto un aspetto puramente pratico, sarebbe stato meglio sfruttare la visuale a tutto tondo, questo perché, come vi dicevo più su, certe aree a volte non si notano a meno che il personaggio non ci vada proprio a camminare vicino.

Gli scenari e le ambientazioni sono ben disegnati e convincenti, con un sufficiente numero di oggetti da esaminare, solamente gli interni a volte risultano un po’ claustrofobici e farebbe piacere vedere la stanza in cui ci troviamo nella sua interezza e non tagliata a inquadrare solo lo spazio che serve per la prosecuzione del gioco.

I personaggi non sono male, forse risentono del fatto che si tratta di uno stile grafico che oggi ci risulta un po’ vecchiotto, hanno un’aria abbozzata, però hanno comunque una loro personalità e non risultano mai piatti o inespressivi.

In conclusione
Eymerich, Inquisitore: La Peste - Cap.1 Inquisitore è un buon inizio di saga per i TiconBlu e fa davvero piacere che un’avventura grafica valida sia un prodotto italiano. Non è esente da difetti e sicuramente sotto l’aspetto tecnico c’è da migliorare, vedi il pixel hunting, il puntatore non precisissimo e il rischio di non vedere certe zone, però nella cura della trama, del suo intreccio, dei dialoghi e del personaggio protagonista c’è anche tanto buon potenziale che viene finalmente messo in pratica e che quindi mi porta ad avere buone aspettative per il prossimo capitolo.

 

(Recensione a cura di: chiara)

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