[rec] Hollywood Hijinx

V.I.P.
Scorrendo con attenzione la Walk of Fame potreste scorgere, fra la stella di Humphrey Bogart e quella di George Cukor, l’astro splendente di Buddy Burbank.
Buddy Burbank? Chi era costui? Sostantivi e aggettivi si sprecano nel tentativo di delineare l’esuberante personalità di questa monumentale figura della Hollywood degli anni d’oro: imprenditore di successo, marito fedele, ospite eccezionale, genio straordinario, Buddy Burbank era l’indiscusso “gran Mogul” dei B-movie. Soprattutto, Buddy Burbank era tuo zio… Uno zio particolarmente ricco!

Il Caro Estinto
Hollywood Hijinx è la ventitreesima avventura testuale della Infocom.
Il testo si apre, dopo l’overture tracciata dai feelies, con la “coda” del funerale dell’adorata zia Hildegarde. Con la dipartita della consorte di Buddy, si chiude un’epoca a Hollywood; fortunatamente le lunghe estati trascorse in piacevole compagnia degli zii hanno portato il loro frutto: in quanto “nipote preferito” il giocatore è stato prescelto come erede universale della villa e degli studio(s) dei compianti coniugi Burbank.
In tarda serata, la limousine dell’avvocato traghetta il protagonista sulla strada prospiciente la sfarzosa dimora, ma un’eccentrica clausola nel testamento vincola il legato. Per dimostrare capacità manageriale e acutezza d’ingegno, il giocatore dovrà ritrovare nell’arco temporale di dodici ore (720 mosse) i dieci oggetti di scena che meglio rappresentano i successi dello zio e che sono stati sapientemente nascosti nel “terreno” di gioco.
Questa gustosa e spassosa caccia al tesoro rende Hollywood Hijinx una sorta di Zork dell’era contemporanea, pur senza essere caratterizzata da una similare difficoltà e astrusità dei puzzle.

Il mondo patinato
Le premesse all’avventura vengono gettate con dei feelies particolarmente ricchi comprendenti una palma da cocktail fortunata, la foto dello zio con poema contenente l’indizio chiave per procedere nel gioco, una lettera con le ultime volontà e una copia spillata del “Tinsel World”, celebre rivista di gossip. Il numero speciale commemorativo è dedicato in larga misura all’“ingombrante” figura di Buddy, dagli inizi di carriera, all’incontro fortunato con Hildegarde Montague (compagna di una vita), fino ad un necessariamente breve compendio dei successi filmici firmati Burbank (parliamo di oltre 600 titoli!).
È forse inutile citare, dacché ben noti ad ogni cinefilo, i classici del genere. Si parte con il vasto repertorio post-apocalittico comprendente “Fusione su Elm Street” e “I chihuahua atomici dall’inferno”; passando per la gustosa divagazione horror con “Massacro alla danza scalza” e il mai rilasciato “Una fila di cadaveri”; terminando (si fa per dire) con il genere avventura, meglio rappresentato da “Consegna Speciale”, forse la più eccitante vicenda di Buck Palace: il portalettere combattente. Pietre miliari di una vasta filmografia impreziosita dall’inconfondibile marchio trash.
E fra gli articoli, trasudanti ricordi, vere e proprie chicche in grado di donare una patina di autenticità al Tinsel World: annunci promozionali di medium veggenti, reclame di chewinggum brucia grasso, soluzioni miracolose per i capelli e consigli di successo per conquistare fama, donne e denaro.

Montaggio provvisorio
Strutturata con perizia, Hollywood Hijinx inscena un contesto verosimile.
Con ogni ambiente tracciato sulla mappa di gioco, il giocatore entra in sala di montaggio. I tasselli, quando opportunamente disposti, inquadrano la planimetria di “Hildebud” - monumentale e sciccosa magione hollywoodiana ripartita su due piani - e dei vasti giardini circostanti, fiore all’occhiello della zia Hildegarde e invidia nera della colonia di Malibu.
Le descrizioni, sempre mirate, rendono immediatamente “visibili” gli ambienti visitati garantendo la massima immedesimazione. Aggirarsi per i terreni di Hildebud restituisce una sensazione vivida, mentre righe di testo random impreziosiscono il peregrinare aggiungendo dettagli pennellati come il fugace transito delle nuvole, ad oscurare la luna, o lo sgattaiolare di un micio furtivo. Alle descrizioni sono intercalati i ricordi d’infanzia del protagonista con particolare accento sul rapporto conflittuale con un odiato congiunto.
La rappresentazione di Hildebud risulta ulteriormente arricchita da quelle stramberie tipiche di una magione, sì lussuosa, ma anche chiassosa. Si possono qui citare il campanello dell’uscio principale, che suona le melodie celebri dei successi dello zio; il gargantuesco (e immancabile) labirinto di siepi e la location d’apertura dove si erge una statua a dimensioni reali di Buck Palace. Il portalettere combattente è qui immortalato a torso nudo e corredato con cinturoni di granate e munizioni, nonché recante in spalla il fido bazooka!

Ciak, Enigmi!
L’avventura è contrassegnata da un forte stampo ironico.
Il comparto ludico, che ruota intorno al già menzionato rinvenimento dei dieci oggetti di scena, è legato a situazioni buffe. Accenno solamente, in questa sede, al meraviglioso puzzle che ha per superba quinta un particolare modellino di una celebre città orientale. Non mancheranno, inoltre, celati passaggi segreti, inespugnabili casseforti vintage, arzigogolati meccanismi à la Rube Goldberg e il classico ed intricato dedalo.
La difficoltà di Hollywood Hijinx si può decisamente etichettare come moderata. È possibile, mettendosi d’impegno, risolvere l’avventura in una settimana / dieci giorni senza ricorrere a soluzioni di sorta il che porterà lustro, nonché grande soddisfazione.
Per molte situazioni un “sano” trial & error consentirà di venire a capo del busillis, mentre, in un paio di circostanze, sarà necessario ricorrere a quelle “felici intuizioni” che si richiedono affrontando il nostro genere preferito. Niente di illogico, beninteso, mentre si mantiene al minimo la necessità di ricorrere a conoscenze extra-avventura.
L’inventario, capiente, ma non illimitato, e il generoso margine di tempo consentono di prendersela con calma. Da segnalare anche la magnanima presenza di oggetti “di scorta” che permettono di aggirare clamorosi errori e disattenzioni del giocatore; situazioni che, in altre circostanze, avrebbero obbligato ad un restart dell’avventura.
In HH la morte del giocatore è sempre possibile, come da tradizione, ma solo in alcune condizioni limite facilmente intuibili. Occhio quindi a tentare il salto in prossimità di quel gap nelle scale apertamente dichiarato come insormontabile.

Lieto fine?
Una particolare menzione va al finale che, in pieno stile B-movie, regala un colpo di scena e una situazione di estremo periglio degna delle migliori pellicole di Bond.

And the winner is…
Goliardica, divertente, decisamente evocativa, Hollywood Hijinx è avventura testuale meritevole dell’ambita statuetta dorata.
Il parser amico, la difficoltà contenuta e una scrittura di alto livello consegnano al giocatore un’esperienza degna di essere vissuta, giocata e districata; il tutto impugnando la fida torcia elettrica, qui succedaneo della celeberrima lanterna d’ottone.