Elys si trova, senza memoria, all'interno di una villa misteriosa. Un gatto parlante le offre consiglio – ma potrà fidarsi di lui, o sarà uno dei tanti mostri che si nascondono nelle stanze?

INDIEtro Tutta vi presenta Elys, un'avventura horror sulla scia di Ib, Mad Father e compagnia bella, creata da Ryoku (Marco Onorato) che già abbiamo conosciuto con Deep Darkness, un altro gioco ambientato in una villa inquietante.

Elys ricorda Deep Darkness sotto molti aspetti, infatti, ma si vede subito che l'autore, nel frattempo, è migliorato. Gli ambienti sono più curati, gli sprite tutti particolari e in qualche modo significativi. Non so dire quanti siano fatti da zero e quanti fossero già esistenti, ma mi sono sembrati tutti perfetti per l'ambientazione e mai fuori posto. L'atmosfera è molto più angosciosa di quella di Deep Darkness, tant'è che ho dovuto forzatamente giocare Elys di giorno, perché altrimenti mi sarei spaventata troppo.

La storia non è molto originale: si tratta del solito incubo-metafora-delle-proprie-paure (e dei propri traumi) che la protagonista deve affrontare per riuscire a sopravvivere – e che noi dobbiamo giocare per capire cosa le sia successo. Nel caso di Elys, neanche alla fine viene spiegato del tutto l'accaduto, ci vengono solo forniti degli indizi più o meno rivelatori. Devo dire che preferivo il sistema di Deep Darkness, dove, alla fine, è tutto molto più chiaro: ho capito che si è voluta creare l'occasione per lasciare l'interpretazione degli indizi ai giocatori, ma si arriva al punto di non essere sicuri neanche dell'età di Elys (quantomeno, io non ne ero sicura).

A parte questa ambiguità di fondo, l'atmosfera è molto ben ricreata. Mi lamentavo, in DD, che molti degli elementi dell'avventura non corrispondessero in alcun modo a eventi legati al personaggio o al tema della storia; in Elys, invece, stanze, mostri e parte degli enigmi richiamano subito la storia della protagonista. Non mi hanno convinta al 100% i richiami ad Alice nel Paese delle Meraviglie, e sono anche un mezzo un po' abusato, ma si vede che l'autore del gioco si è sforzato di farceli stare (notare per esempio come il nome della protagonista, “Elys”, sia la pronuncia di “Alice”).

Unica nota stonata, una certa immagine che appare all'improvviso nel mezzo di una scena. L'autore (e penso chiunque giocherà il titolo) capirà subito a cosa mi riferisco. Ok, ho letto che rappresenterebbe un ricordo, ma 1) mi pare difficile che quello che Elys si ricorda sia proprio quella scena lì. Semmai si ricorda quello che stava guardando lei nella scena (che sarebbe stata anche un'immagine molto più brutta); 2) non si capisce e sembra fuori luogo. Nessuno dei diversi let's play che ho visto su youtube ha accolto l'immy con un “mmm, capisco...”, erano tutti sorpresi e perplessi.
Si tratta, comunque, di una scena in tutto il gioco.

Il gameplay è abbastanza vario. Si va da scenari più o meno classici, come gli inseguimenti, a puzzle da risolvere, oggetti da combinare, labirinti, e qualche situazione più particolare (come quella in cui dovete attirare dei topi in una direzione per riuscire a fuggire). Tra una cosa e l'altra, non mi sono mai annoiata. Alcuni ostacoli sono un po' stronzi, nel senso che non sono davvero difficili da risolvere, ma richiedono un po' di pazienza – penso ad esempio al labirinto invisibile. In altri casi, non si capisce subito cosa bisogna fare, specialmente nelle situazioni in cui Elys può usare il potere mentale. Non è un'avventura per chi va di fretta, insomma, anche perché una componente fondamentale è l'esplorazione.

Elys conta infatti 4 finali, e quale beccheremo dipenderà anche da alcuni oggetti che possiamo trovare sparsi nella villa. Parlo delle Chiavi dell'Oblio e dei Ricordi. Per beccarli tutti, dovremo davvero esplorare ogni anfratto, e alcuni Ricordi, in particolare, sono davvero ben nascosti in aree a cui potremo accedere solo una volta.

Passiamo al lato tecnico. In parte ho già parlato delle mappe, davvero davvero curate. Alcune location sono bellissime, o grazie alla disposizione e alla scelta degli oggetti di “scena”, oppure, grazie ad alcune illustrazioni di sfondo... che però non so quanto c'azzecchino col resto del gioco. Per esempio, non ho capito cosa c'entrassero le numerose immagini simil-sataniche con la storia, anche se fanno la loro porca figura a schermo.

Anche il sonoro è di prim'ordine, e ci sarebbe anche mancato: un titolo simile fa molta più leva sull'audio che sul video, per regalare la sua atmosfera inquietante. Fra urla, scricchiolii, sussurri e rumori vari, potete stare sicuri che esplorare la villa non sarà un'esperienza rilassante ^^!

Una menzione particolare la meritano le animazioni della morte di Elys. Ce ne sono diverse, tutte orrende, nel senso buono del termine. La mia preferita è stata quella con l'occhietto penzolante, molto ben fatta.

Mi sono divertita molto a giocare a Elys. Si vede il netto miglioramento dell'autore, rispetto al titolo precedente, nelle mappe, nell'ambientazione, negli enigmi. Sono sicura che la storia sarebbe stata all'altezza, ma è lasciata un po' troppo alla mia interpretazione. Chi è amante di questo genere, si divertirà con Elys.