Essere morti non è certo divertente, ma magari essere un fantasma può avere i suoi vantaggi, a meno che non siate costretti a lavorare pure in questo stato, e con un titolare un po' aguzzino. E voi che forse pensavate pure di riposarvi.

Siamo appena morti, e anziché andare dal Creatore (come si suol dire) andiamo a finire in una specie di ufficio di collocamento. Il nostro superiore ci dice che il nostro primo (?) incarico consiste nello scoprire a cosa sono dovuti alcuni strani avvenimenti accaduti in una fabbrica chiamata "Settore Omega". Pare che le anime dei defunti non arrivino più alla loro destinazione e che si fermino in questo luogo angusto: alla situazione spiacevole dovrete riparare proprio voi. Un lavoro che di certo non vi aspettavate di intraprendere dopo il trapasso...

Arrivate quindi in questa fabbrica e tutto ciò che vedete è desolazione e abbandono. Non capite inizialmente nulla sulla situazione creatasi, ed ecco che vi toccherà esplorare per bene ogni sezione della fabbrica, per ottenere più informazioni.

La storia parte semplice, con una trama altrettanto semplice, ma man mano diventa un po' confusionaria e non tutte le domande alla fine avranno una risposta! Ghost In The Sheet è un'avventura grafica classica in prima persona. L'avanzamento è a schermate fisse, nelle quali è facile a volte ingarbugliarsi e perdere l'orientamento.

Come molte avventure del genere, ci saranno un'enorme quantità di documenti e diari da trovare e leggere, e che ci forniranno molti dati sulla trama del gioco. Tuttavia questi documenti sono chiaramente sparpagliati in giro e dovranno essere cercati. Sarà peraltro fondamentale trovarli, visto che molti di loro contengono la soluzione di parecchi degli enigmi del gioco, senza contare che vi diranno pure cosa è accaduto alla gente che lavorava nella fabbrica...

Purtroppo, uno dei difetti del gioco sta nella scarsa atmosfera di mistero che invece dovrebbe presentare. Andare in una fabbrica a scoprire misteri dovrebbe incutere un po' di timore nel giocatore, non dico di paura, ma quantomeno di ansia. Chi ha giocato a Scratches o a Dark Fall, capirà al volo.

Invece non è questo il caso, visto che andrete a zonzo per la fabbrica senza il minimo cenno di terrore. Insomma, il mistero alla fine vi interessa, ma nemmeno così tanto. Oltretutto ci sono anche dei piccoli buchi nella trama che alla fine non vengono spiegati, come quello principale e cioè: perché siamo diventati un fantasma e siamo stati mandati nel settore Omega? E che fine farete dopo?

Nel corso del gioco avrete modo di parlare pure con altri personaggi, ma i dialoghi non mostreranno mai nulla di molto interessante e si manterranno su cliches già visti in passato. I dialoghi sono di stampo semiserio, così come il resto del gioco, che in definitiva, forse, non vuole prendersi troppo sul serio, risultando però...né carne, né pesce!

L'interfaccia di gioco è molto semplice: si avanza per schermate, grazie al puntatore che muoveremo col nostro mouse. Questi cambierà aspetto nei punti utili per uscire dalla videata in corso: come detto poc'anzi, certe volte si rimane un po' impantanati e si finisce con il ruotare su stessi, una cosa poco simpatica! State pure attenti, perché parecchie volte, se non esplorate per bene l'ambiente, potete perdervi delle vie d'uscita che sembrano inizialmente non esserci.

Ovviamente il puntatore cambierà forma anche in presenza di oggetti da raccogliere o personaggi con cui chiacchierare...insomma, tutto nella norma, tutto già visto! Non dimentichiamoci però che siamo un fantasma. E un fantasma non è che possa fare tutte le cose che invece può fare un uomo. Ecco perché, essendo limitato in alcune funzioni, potrete acquistare alcune abilità durante il gioco che vi permetteranno altre nuove e importanti azioni. Parlo ad esempio della telecinesi, che vi servirà per poter spostare gli oggetti (i fantasmi non hanno mani..) e diverse altre!

Quando avrete acquistato una nuova abilità, questa apparirà assieme alle altre già presenti e potrete selezionarla facilmente, ogni volta che vorrete. Prendeteci la mano, fate apprendistato, perché dovrete usare questi "bonus" parecchie volte: in fondo sono anche divertenti da provare!!

Per ciò che riguarda gli enigmi di GITS, intanto voglio fare una premessa: è facile perdersi qualche oggetto per strada. Infatti gli hotspot non sono il massimo della visibilità (almeno alcuni) e questo vi porterà a dover sviscerare maniacalmente tutte le locazioni del gioco. Detto questo, le problematiche del gioco sono le solite del genere: pochi oggetti da raccogliere, uso degli stessi, dei documenti, uso di ciò che si è appreso su questi ultimi per sbloccare pannelli o interruttori e quant'altro il gioco ci metterà di fronte.

Gli enigmi veri e propri non sono tantissimi, e di certo non sono di difficoltà elevata. In alcuni casi si può anche morire, ma niente paura: ripartirete sempre dall'inizio dell'enigma!

Parliamo adesso un po' del comparto grafico. Dicevamo che il gioco è in prima persona, quindi come di consueto ci troveremo ad esplorare ambienti, interni ed esterni, di diverse tipologie. Poiché la storia si svolge in una fabbrica in malora, tutte le apparecchiature che vedremo saranno coperte di ruggine e polvere.

La cura per ogni locazione è innegabile, è tutto pulito e al punto giusto, anche se non ci sono i presupposti per gridare al miracolo. In una ipotetica scala da 1 a 10, darei un 6 pieno alla grafica, cioè una perfetta sufficienza, perche' non s'è fatto nessuno sforzo particolare per creare qualcosa di meglio.

Con questo non voglio dire che GITS sia brutto graficamente, ma solo che è simile a talmente tanti altri titoli, da passare inosservato nella massa. Oltretutto anche a livello di animazioni non è che sia stato fatto chissà che, e le cutscenes, realizzate con tecnica fumettistica statica e in bianco e nero, non aumentano certo l'appeal estetico del titolo (e non si possono nemmeno saltare - peccato: vista la loro lunghezza! - ).

Quantomeno però gli sviluppatori hanno introdotto alcune piccole animazioni in giro per gli ambienti, come vapori dei prodotti chimici, insettini svolazzanti, fumi che fuoriescono da tubazioni, che contribuiscono tutte a rendere un po' più vivo quest'ambiente altrimenti troppo smorto.

I personaggi non sono, volutamente, il massimo del realismo. Ci può stare. Alcuni sono più o meno esseri umani, altri sono pure loro fantasmi....non hanno una gran caratterizzazione ma svolgono la loro parte senza infamia e senza lode...

Dal punto di vista sonoro, GITS presenta un doppiaggio totalmente in inglese, con sottotitoli in italiano. Le voci dei personaggi sono ovviamente macchiettate (se non l'avete ancora capito, il gioco è di stampo “similsemipocoserio”) ma comunque non stonano.

La colonna sonora non è certo un punto di forza del gioco, anzi forse è un punto debole. La maggior parte dei brani è collegata a particolari locazioni che visiteremo e non rimarrà di certo impressa nella mente del giocatore. Tuttavia i suoni ambientali sono abbastanza efficaci, con molti rumori sinistri, come quelli di catene, di gemiti, urla e altre particolarità. Il comparto audio quindi va' a fasi un po' alterne, un po' bene, un po' male...insomma: sufficienza pure in questo caso!

In conclusione, Ghost in the Sheet è un'avventura grafica discreta. E' il primo gioco di un giovane team di sviluppatori, i Cardboard Box Entertainment, che probabilmente col tempo...si faranno! Alcune idee sono interessanti, ma in linea di massima la realizzazione è ampiamente migliorabile.

L'aspetto grafico e sonoro sopratutto sono troppo nella media, non vanno oltre la sufficienza. La storia, che dovrebbe farla da padrone, alla fine si rivela molto debole e non fuga nemmeno tutti i dubbi che si sono insinuati nella testa del giocatore. E in giochi come questi, se la storia è debole, pure il gioco risulta debole.

L'introduzione di nuove abilità è comunque un'idea carina, e se gli sviluppatori nel loro prossimo gioco ne sapranno scovare di nuove e affineranno i difetti su citati, allora potranno davvero farci divertire. Data la facilità del gioco inoltre, consiglio il titolo ai neofiti del genere, che potranno cominciare a farsi le ossa con questa avventura...

(Recensione a cura di: Bandy)

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