Si dice comunemente che il genere delle avventure grafiche avrebbe bisogno di essere innovato e sono tanti i game designer che ci hanno provato in questi ultimi anni.
Poiché considero il genere come un mezzo per raccontare delle storie, sono fra quelli che vorrebbero che questa innovazione provenisse innanzitutto dall'aspetto narrativo delle avventure grafiche (sia dalla forma che dai contenuti).
In questo Edna & Harvey: "Harvey's New Eyes" centra in pieno l'obbiettivo: un gameplay forse un po' abusato, ma una storia che vale sicuramente la pena di essere ascoltata.

LA STORIA:
"Harvey's New Eyes" racconta la storia di Lilli, una giovanissima orfana che vive, insieme ad altri orfani, in un convento gestito da una suora che odia i bambini.
Quella che vivremo è l'orripilante, spaventosa, e oltremodo triste storia della pazzia di Lilli.
Incapace di esprimere sé stessa, la piccola Lilli asseconda i malsani voleri di chi la circonda: ubbidendo ciecamente agli ordini degli adulti, finisce per combinare conseguenze disastrose. Incapace di decidere autonomamente della propria vita, la piccola Lilli vive in un mondo fatto di ordini categorici e di divieti assoluti.

Non fate però caso al PEGI 12 ("Bad language") con cui è etichettato il gioco.
Come tutti i censori, anche quelli del PEGI conoscono e temono un'unica forma di violenza: quella esplicita (fatta di sparatorie e sangue). Un tipo di violenza che invece non trova posto nel colorato e fantasioso mondo di Lilli.
Infatti la nostra piccola orfana, ormai pazza, per non impazzire (!) ha dalla sua un esercito di gnomi-patata pronti a trasformare il sangue in una allegra vernice rosa, che spalmano allegramente sulle mura del convento. Se non si fosse capito, Edna & Harvey: "Harvey's New Eyes" è un gioco violento come pochi se ne sono visti. Di quella stessa violenza che ha segnato per sempre la vita di Lilli: la violenza sottile e invisibile, quotidiana e continua, che ognuno di noi subisce dalla società che ci circonda.

Questa ambivalenza fra ordini categorici e divieti assoluti è il pilastro di gran parte del gioco. E tutta la trama sarà un racconto di maturazione, in cui la piccola Lilli imparerà a scoprire la propria indipendenza, controllando le proprie paure. E forse, alla fine, riuscirà anche a parlare. Forse.
Si affronta un enigma eseguendo l'ordine di un adulto, ma poi le conseguenze sono inaspettate e ben poco gradevoli.
Un meccanismo funzionale a raccontare la storia, ma anche molto stimolante per il giocatore, che vorrà andare avanti per scoprire cos'altro combinerà Lilli: è un'avventura che, se iniziata, si fa giocare fino in fondo.
 

UN CONFRONTO COL PRIMO CAPITOLO.
Sul fronte del gameplay, lo scarto col primo capitolo della serie (Edna & Harvey: "The Breakout") è nettissimo, ben più di quanto appare a prima vista.
Si riduce notevolmente il numero di locazioni accessibili contemporaneamente, il numero degli hot spot, degli oggetti presenti contemporaneamente nell'inventario, dei personaggi. Tutto si fa più concentrato, meno "verboso", più funzionale alla storia.
Insomma, questo secondo capitolo è complessivamente un'avventura più... normale. E sicuramente molto più semplice e più breve.

È un bene? Chi scrive si è divertito a giocare al primo capitolo della serie, ma di sicuro quello non era un gioco per tutti. "Harvey's New Eyes" invece può piacere a tutti gli avventurieri. Tutto è più semplice e tutto è più funzionale a raccontare la storia che ci viene proposta, che stavolta è ancora più violenta, cinica e appassionante di quella del primo capitolo.
La saga ha fatto un passo in avanti, pur perdendo le sue peculiarità a livello di gameplay.

GLI ENIGMI:
La maggior parte degli enigmi sono di stampo classico, basati sulla ricerca e la combinazione di oggetti. Un punta e clicca 2D assolutamente standard. C'è perfino la possibilità di evidenziare automaticamente tutti gli hotspot di ogni location.
Nonostante l'atmosfera surreale di certi passaggi, gli enigmi mantengono una certa logica e non ricorrano troppo a ragionamenti di "pensiero laterale". Il che, per chi scrive, è un bene. Fanno eccezione un paio di enigmi sul finale, oltretutto basati su un gioco di parole inglese.
Deludano invece -e spezzano anche il ritmo della narrazione!- quei tre o quattro rompicapo che sono inseriti a casaccio per "allungare il brodo". Enigmi di logica stretta, perfino una specie di sudoku; potevano risparmiarseli, perché il resto del gioco poteva camminare da solo. E, per fortuna, ci permettano di risparmiarceli con l'apposito pulsante per saltarli.

Segnalo poi una trovata interessante che -ahimè!- poteva essere sfruttata molto di più, apportando un po' di varietà anche a livello di gameplay. Parlo del meccanismo dei divieti inculcati nella mente di Lilli. Superando determinate sezioni di gioco autonome (e ancora più surreali di tutto il resto, essendo ambientate nel subconscio della bambina), Lilli imparerà ad aggirare certi divieti, come quello di "giocare col fuoco" o quello di "usare oggetti acuminati". L'idea di fondo è che Lilli può superare solo un divieto alla volta e spetta al giocatore scegliere quale. Quindi, se volete bruciare qualcosa, non potrete farlo fintanto che non avrete sbloccato il divieto di "giocare col fuoco". Una bella idea, che poteva aggiungere originalità e varietà, ma che è stata usata troppo poco.

Come piccolo bonus, segnalo che il gioco supporta anche gli achievements di Steam.

LA GRAFICA:
Lo stile fumettoso e deformed adottato (mutuato dal primo capitolo, ma più evoluto e ricercato rispetto a quello) è particolarissimo. Assolutamente funzionale a descrivere il mondo dagli occhi di una bambina piccola.
I colori sgargianti vi attireranno e vi incuriosiranno, proprio come ne sarebbe incuriosita una bambina. Ma presto scoprirete quale orrido abisso vi si cela dietro.
Se la grafica statica è veramente interessante, l'animazione è penosa. Spia di un gioco realizzato con un budget modesto. La nostra Lilli ha forse perfino meno frame di animazione di Zak McKracken...
Un difetto ben visibile che però sinceramente non mi ha minimamente infastidito. Meglio una grafica mal animata ma dotata di una personalità, che il contrario.

CONCLUSIONI:
Come avventura grafica in senso stretto questo secondo capitolo della saga di Edna & Harvey è nella norma delle produzioni odierne: enigmi sufficienti, difficoltà bassa, umorismo e scorrevolezza per tutto il gioco. Un'avventura normale, se dovessimo guardare solo il gameplay. Adatta a tutti i palati, a differenza del primo capitolo; probabilmente migliore di questo da tutti i punti vista.
Tecnicamente parlando invece è un'avventura molto povera, seppur con un comparto grafico ispirato e dotato di tratti forti e ben riconoscibili.
Dal punto di vista della trama invece "Harvey's New Eyes" è un'avventura davvero molto interessante. Originale per i temi trattati. Originale nel suo approccio alla violenza. Non è adatta a tutti però: molte sensibilità ne risulterebbero offese.

Piacerà a chi cerca un'avventura grafica con contenuti originali. Una AG che parli veramente ad un pubblico adulto.
Piacerà a chi è in cerca di un gioco politicamente scorretto.

Non piacerà a chi di AG non vuole sentirne parlare.
Non piacerà a chi non parla veramente bene l'inglese.
Non piacerà a chi ha una sensibilità facilmente urtabile: è un gioco politicamente scorretto.