La piccola Didi spende gran parte delle sue giornate da sola: con un padre che passa da un disastro finanziario all'altro e una madre che si deve fare in quattro per mantenerla, non può che essere altrimenti.
Per fortuna, però, Didi ha dalla sua parte Dawn, un'amica immaginaria dalle grandi doti acrobatiche e con la capacità di diventare un'ombra a piacimento. Insieme, Didi e Dawn cercheranno di tenere unita la famiglia della bambina, ma non sarà facile.

Contrast è un puzzle-platformer sviluppato dalla Compulsion Games e pubblicato dalla Focus Home Interactive. E' un platformer misto 3D/2D, e questa è la sua particolarità: nei panni di Dawn, potremo infatti passare da sequenze in 3D nel “mondo di carne e ossa” a sequenze 2D nel mondo delle ombre, con un semplice click.

Questa meccanica sulla carta è interessante e anche figa: diversi puzzle richiedono, per esempio, di modificare la posizione degli oggetti nel mondo “reale” per poter creare le giuste ombre nell'altro mondo. Non si tratta mai di puzzle difficilissimi, ma la cosa interessante è che viene introdotta una meccanica ed è lasciato al giocatore il compito di sperimentare con essa, senza che ci sia sempre l'impressione che la soluzione sia una e una sola (anche quando in effetti è così). I due mondi hanno le loro leggi e queste ci vengono mostrate subito in azione, il che aumenta la credibilità dell'ambientazione e la nostra immedesimazione in essa.

Quello che azzoppa questa meccanica, però, sono i controlli, spesso imprecisi, e questo è un problema grave per un platform. Specifico che all'inizio pensavo di essere io, perché non sono la persona più svelta del mondo in questo genere di giochi, ma ho letto diverse recensioni che riportano la stessa cosa. Il problema appare non tanto nei salti “normali” (in 2D o in 3D, indifferentemente), quanto nel passaggio fra i due mondi. Capita di dover fare una sequenza di salti mista, passando velocemente da “mondo reale” a mondo delle ombre, e in quel caso anche un millisecondo di ritardo nella risposta al comando dato può costringere a rifare tutta la sequenza.

Non aiuta il sistema di salvataggio, che prevede checkpoint fissi, e qui scusatemi se apro una piccola parentesi. Siamo nel 2017, il gioco è del 2013, ma porca la miseria maledetta, ma quanto ci vuole a permettere di salvare *sempre e dovunque*??? Qual è il dettaglio tecnico che lo impedisce? Cosa ci guadagna l'esperienza di gioco, ad avere solo i checkpoint fissi? Tomb Raider permetteva i save liberi negli anni '90! Eddai!

Stendiamo un velo e passiamo alla storia. Il concept del gioco, questa divisione fra “mondo reale” e mondo delle ombre, “gioca” (scusate...) anche con la nostra percezione della storia. Didi è l'unico personaggio, a parte Dawn, a essere visto in carne ed ossa. Gli altri personaggi sono solo ombre, anche quando sono nella stessa stanza con Didi e quando interagiscono con lei. Quindi, per gran parte del gioco, resta il dubbio: quanto è reale e quanto è l'immaginazione della piccola? Forse Dawn non esiste proprio, è solo “l'amica immaginaria” di Didi.

Proprio alla fine, tutto viene spiegato. E' un bene che venga spiegato, perché questa ambiguità di fondo era abbastanza “cheap” (è facile tirare in ballo qualcosa di apparentemente fantastico e non spiegare mai, ossia non *decidere*, se le cose stanno in un modo piuttosto che in un altro. Così tutti sono bravi a creare i misteri), anche perché non sempre è ben supportata dalla storia. Quel che intendo dire è che questa dicotomia fra mondo reale e mondo delle ombre poteva anche (sottolineo “anche”) diventare espressione allegorica della storia in sé, ma raramente è così.

La storia in sé riesce a conquistare sopratutto grazie a Didi e al suo rapporto con i genitori. Tutti e tre i personaggi sono abbastanza ben sfaccettati, anche se mai veramente originali, e gli sforzi di Didi di proteggere la sua famiglia suscitano subito tenerezza e simpatia senza cadere nello sdolcinato. Dawn, invece, è un personaggio muto e le sue motivazioni non si comprendono fino al finale vero e proprio.

Il finale è quello che un po' delude, perché sembra affrettato e un po' buttato via, anche se chiarisce tutto quel che c'era da chiarire (circa; come dicevo, resta qualche dubbio qua e là).

Il gioco è pieno di collezionabili, alcuni dei quali servono per completare enigmi, altri che lasciano indizi su questo o quell'aspetto della storia. In generale, tranne che nel finale, questi collectible non sono essenziali per comprendere quel che succede, ma offrono scorci nella vita di Didi in modo poco invasivo. Da questi collectibles noi saremo in grado di intuire cose che Didi e la sua famiglia non sanno o di cui non comprendono le implicazioni, dandoci così una visione migliore dell'insieme.

Contrast ha un'ambientazione un po' noir, un po' art deco, sottolineata dalla bellissima OST in stile jazz e supportata da un buon doppiaggio. Le aree sono spesso molto belle, un po' oniriche (come dicevo, non si capisce subito se è la realtà, l'immaginazione di Didi, o un mix), anche se molto molto vuote. Non voglio far pesare troppo questo fattore, perché se da un lato è chiaro che le aree sono vuote per tagliare i costi, dall'altro lato questo aumenta il senso surreale dell'ambientazione, quindi pro e contro sono bilanciati (anche se, immaginate la figaggine di avere - e poter quindi utilizzare per i salti - le ombre di una folla davanti al parco giochi, per esempio!).

Anche se Contrast è un gioco pieno di... contrasti, appunto, di nette divisioni fra luci e ombre, il tono della storia è più dolce e spensierato dei classici noir. Non è un'edulcorazione alla Disney: succedono un sacco di brutte cose nel gioco; ma non c'è quell'atmosfera di rassegnazione che si trova in molti titoli dall'ambientazione simile.

Bonus point per alcune animazioni, specialmente quelle di Dawn. Dawn è, in generale, un piacere da muovere, è leggerissima e dà bene l'idea di essere un'acrobata. Le sue animazioni non sono moltissime, ma sono azzeccate.
Il gioco è breve, dura un 4-5 orette; l'inglese che presenta è abbastanza semplice, fatta eccezione per un paio di collezionabili qui e lì.

Contrast è un simpatico platformer, dall'ambientazione e dai personaggi curiosi e ben realizzati. Non raggiunge la promozione piena per via dei problemi con i controlli, che in un gioco simile creano non poca frustrazione, per alcune imprecisioni nella storia, che sul finale sembra tagliata via, e per una certa ripetitività di alcune meccaniche, ma se riuscite a sopportare questo fastidio e siete attirati dal genere o dal tipo di storia, vi piacerà.