Finanziato grazie a una campagna kickstarter svoltasi nel 2016, 911 Operator mette i giocatori nei panni di un operatore (ohibò!) di un centro operativo che risponde al numero più famoso d'America (il nove uno uno, per chi non fosse ancora riuscito a decifrare l'enigmatico titolo del gioco). La software house Jutsu Games mette a disposizione dei volenterosi centralinisti un piccolo esercito, organizzato in tre categorie: forze di polizia, vigli del fuoco e pronto intervento medico. All'inizio, i mezzi e l'equipaggiamento saranno limitati, ma ci sarà presto la possibilità di espandere parco macchine e pool di agenti e paramedici.

Una tipica partita si apre con la scelta delle squadre d'intervento, per poi spostarsi sulla mappa di gioco, che raffigura un centro urbano realmente esistente (le mappe sono generate automaticamente ed è possibile persino inserire la propria città per poter giocare in un ambiente "familiare"). Passa qualche secondo ed ecco comparire la prima richiesta d'intervento: un segnalino sulla mappa indica il luogo e il tipo di emergenza, per la quale sarà necessario inviare i mezzi adatti. Cliccando sull'icona che indica un pirata della strada, per esempio, si vedrà la volante dirigersi verso il luogo del misfatto. Più interessante, dato il tema portante del gioco, sono le emergenze che vengono introdotte da una chiamata al 911. La simulazione in questo caso è ben realizzata, con tutti i dialoghi doppiati e situazioni prese da eventi reali o almeno realistici. Il bello è che il giocatore dovrà scegliere come rispondere, seguendo il protocollo e cercando, se possibile, di capire se la richiesta riguarda una situazione di vita o di morte, oppure se il problema è risolvibile a distanza. Con i mezzi così limitati, non si può certo mandare l'unica autopompa a recuperare un gatto da un albero mentre mezza città è avvolta dalle fiamme!

Come nella vita reale, un'emergenza spesso ne nasconde altre e le situazioni possono degenerare senza preavviso, richiedendo l'invio di forze aggiuntive. Un semplice intervento per una macchina passata col rosso può trasformarsi in uno scontro a fuoco (magari erano rapinatori in fuga) e il ferito ci può sempre scappare. Urge dunque mandare una pattuglia a supporto e un'ambulanza. Un altro elemento di varietà è dato dai mezzi a disposizione, che vanno dalle motociclette per la polizia (tipo CHiPs), fino agli elicotteri-ambulanza in grado di sorvolare il traffico (in senso figurato, dato che tale elemento non è simulato) e raggiungere i feriti in tempo brevissimo. A ciò si aggiunge un sistema di punti esperienza che consente ad agenti, vigili e medici di migliorare le proprie abilità e rendere gli interventi più rapidi e precisi.

A differenza del recente (e molto simile) This is the Police, 911 Operator si concentra solo ed esclusivamente sulla simulazione di una giornata, senza perdersi in sovrastrutture come trame e archi narrativi. Si inizia il turno, si risponde a telefonate, si inviano i mezzi, si finisce il turno. Tutto qui.
L'immediatezza è sicuramente un fattore positivo, dato che il gioco propone quello che potrebbe definirsi un "gameplay puro", perfetto per una mezz'ora da passare senza pensieri. Tale semplicità, tuttavia, mostra il fianco all'inevitabile sensazione di ripetitività che pervade il giocatore dopo quei fatidici 30 minuti appena menzionati. Per forza di cose, le situazioni e le emergenze sono sempre le stesse e nessun elemento di novità interviene a rimescolare le carte e a fornire quella marcia in più che possa apportare elementi di divertimento aggiuntivo e duraturo.

La simulazione risulta spesso troppo semplicistica per coinvolgere davvero il giocatore e alcuni limiti dell'interfaccia rendono l'esperienza non pienamente soddisfacente. Buona l'idea delle telefonate "a bivi", ma presto si ripetono uguali o con poche varianti. Anche la possibilità di giocare nella propria città (con tanto di indirizzi corretti!) è una chicca divertente, ma il gameplay non cambia di una virgola che si giochi a New York o a Catania.

911 Operator è dunque uno scacciapensieri che consente di farsi un'idea di massima su come debba essere la giornata di un centralinista di un centro d'intervento. La mancanza di varietà e di profondità, tuttavia, lo rendono un gioco che sarà apprezzato soprattutto da chi cerca simulazioni insolite, di quelle che solo il gioco su PC sembra in grado di offrire. La speranza è che i programmatori lavorino su questa discreta base di partenza per rendere il titolo appetibile davvero a tutti.