E' estate, avete finito la scuola: dal prossimo anno andrete al college. Ma le vacanze le passerete da vostra zia, in una piccola isola sull'Atlantico. La spiaggia di notte è il luogo ideale per scattare foto alla luna. Ma, durante una delle vostre uscite, vedete da lontano una ragazza, pallida, in abito bianco, passeggiare sulla spiaggia.

Moonlight Walks, consigliatami dal buon Diavolo dei Crocicchi, è una visual novel, creata da PyTom, lead developer del software Ren'Py (il programma con cui sono state create la maggior parte delle visual novel che vi presentiamo su OGI). Fu creata, nel 2007, per mostrare le potenzialità dell'engine, e poi fu rilasciata, nel 2009, una versione “revamped”, con disegni più belli e qualche effetto in più. Faccio questa premessa perché essa spiega due delle caratteristiche di questa visual novel: è molto breve (una partita, dall'inizio a uno qualsiasi dei finali, dura sui 15 minuti) e la storia non è molto complessa.

In effetti, la storia segue un canovaccio molto classico, tanto che potrete subito capire dove andrà a parare fin dalle prime schermate. I personaggi, benché non risultino piatti come tavole, non sono neanche estremamente complessi e sfaccettati, e fanno quello che vi aspettereste che facciano.
E allora, vi chiederete, che gusto c'è a giocarla?

Il grosso del gusto è dato dall'atmosfera suggestiva che riesce a evocare. Non ci troviamo di fronte a un titolo per cui strapparsi i capelli – l'atmosfera di titoli come Sepulchre o Serena è fatta meglio, anche se parliamo di atmosfere di tipo diverso – però, con piccoli tocchi come effetti sonori azzeccati e dialoghi verosimili e non melodrammatici, Moonlight Walks riesce a immergere per quei 15 minuti che vi occorrono per finirla.
In particolare, ho apprezzato il fatto che, nonostante sia una visual novel a sfondo romantico, non ci fossero quelle battute sdolcinate e strappalacrime di moltissime visual novel dello stesso tipo. Il nostro protagonista e la ragazza misteriosa parlano come due persone normali, ed eventuali battute “strane” sono interamente dovute al loro background (che non vi svelo, nonostante sarebbero spoiler per modo di dire).
I quattro finali sono tutti coerenti con le premesse e facili da raggiungere. Due di loro vi svelano solo metà storia, per osì dire, mentre gli altri due possono essere considerati “true endings” (ending veri e propri).

Tecnicamente parlando, Moonlight Walks è una visual novel molto molto semplice. Il gameplay è classico: spesso la storia verrà interrotta e il gioco ci proporrà una scelta. A seconda di quella che faremo, la storia prenderà una piega diversa e ci instraderà verso questo o quel finale. Non è difficile raggiungere tutti e quattro i finali, e, se usiamo la funzione “avanti veloce” sul testo già letto, possiamo completarli tutti in circa mezz'ora.

Disegni e menù risultano un po' spogli. Premetto che ho giocato l'edizione revamped del 2009: quella del 2007 è anche peggio, ma non è quella che sto commentando.
Gli sfondi non abbondano di particolari, e se la luna nel cielo è ben fatta, l'isola potrebbe essere disegnata meglio. Stesso dicasi per i personaggi, anzi, per il personaggio: a schermo vedremo solo la ragazza misteriosa, mai il nostro protagonista. Non posso dire che sia disegnata male, ma non siamo ai livelli di un Long Live the Queen, per esempio. Non credo che questo detragga granché dall'atmosfera del titolo, però: è vero che si poteva fare di meglio, ma è anche vero che ogni immagine fa il suo mestiere, e che lo sprite della ragazza ha tante espressioni.
Diverso il discorso per l'interfaccia e il menù, che sembrano essere (e forse sono) quelli di default del programma, solo colorati diversamente. Questa scelta ha un senso, visto che lo scopo della visual novel era quella di mostrare il funzionamento e le potenzialità dell'engine, però il risultato sa un po' di “amatoriale”.

Le musiche sono pochissime. Per la maggior parte del tempo, sentiremo solo gli effetti sonori, di solito il suono delle onde sulla spiaggia. Questa non è proprio una mancanza: è stata una scelta precisa dell'autore, e ricrea abbastanza bene il silenzio della spiaggia su cui i due ragazzi passeggiano. L'unica traccia presente è molto suggestiva e nostalgica, perfetta per il momento a cui deve fare da sottofondo.

In conclusione, abbiamo una breve visual novel che potrà piacere a chi vuole passare una quindicina di minuti un po' dolci e un po' nostalgici, con una storia d'amore molto classica, ma che può strapparvi un sorriso – o una lacrima, a seconda.