Poiché la mia ricerca del codice originale di The Oregon Trail (così come era stato scritto per la prima volta al Carleton College) non ha dato i frutti sperati, mi sono messo a cercare la versione più antica possibile. Si è rivelata essere quella postata da un certo Deserthat sul suo blog. Questa versione era apparsa sul numero di Luglio-Agosto 1978 di Creative Computing.
Ma, prima di occuparmene, lasciate che vi parli almeno un po' dei sette anni trascorsi fra la creazione del gioco e la sua pubblicazione su Creative Computing.

Rawitsch, Heinemann e Dillenberger nel 1971 erano compagni di stanza, membri del programma di "student teaching" del Carleton College; Heinemann e Dillenberger insegnavano matematica, Rawitsch insegnava storia. Fu Rawitsch a pensare e progettare The Oregon Trail come gioco da tavola, e furono Heinemann e Dillenberger a suggerirgli di portarlo su computer, e furono sempre loro a programmarlo in Time-Shared BASIC.
I primi a giocarlo, al di fuori di questo trio, furono gli studenti di storia di Rawitsch, su una telescrivente che il 3 Dicembre 1971 Rawitsch portò in aula su di un carrello con le ruote. Secondo quanto riferisce Rawitsch, i suoi studenti "lo adorarono". Rawitsch, e molti altri docenti del distretto scolastico di Minneapolis, lo usarono frequentemente per tutto il resto del semestre. Tuttavia, quando Rawitsch lasciò il distretto scolastico nel 1972, cancellò The Oregon Trail dal sistema e se lo portò via con sé, sotto forma di un lungo rotolo di carta stampata, che finì per gettare da qualche parte in un cassetto per poi dimenticarsene.

In quei giorni il Minnesota era un vero centro di innovazione tecnologica. Nel 1973 l'amministrazione pubblica fondò un'organizzazione chiamata The Minnesota Educational Computing Consortium (MECC), col compito di sviluppare e implementare nuovi modi di utilizzare i computer nella didattica. Un mainframe UNIVAC 1100 fu installato nella sede del MECC a Minneapolis e vi furono connessi quasi 1.500 terminali dalle scuole di tutto lo stato. Nel 1974 il MECC assunse Rawitsch perché facesse da "intermediario fra il MECC e i college delle varie comunità".

Spinto a riflettere su nuove applicazioni per i computer all'interno del sistema educativo, Rawitsch si ricordò dello stampato ingiallito di The Oregon Trail. Con una telescrivente connessa all'UNIVAC del MECC lo inserì nel sistema, sotto forma di nastro perforato, in un "lungo fine settimana del Ringraziamento" del 1974. L'UNIVAC era un mainframe, e non un minicomputer come l'HP-2100: due macchine completamente diverse. Per fortuna anche sopra l'UNIVAC era disponibile un BASIC. [A dire il vero questa informazione si è rivelata inesatta. Infatti, dopo aver scritto questo post, ho appreso che Rawitsch inserì inizialmente il listato in un altro HP-2100; trovate ulteriori informazioni in merito nella quarta parte di questa serie di articoli.] Il codice fu adattato al BASIC dell'UNIVAC, presumibilmente da Rawitsch, o da qualcun altro del MECC. Sicuramente in quell'occasione The Oregon Trail fu anche migliorato dallo stesso Rawitsch, per renderlo più accurato storicamente, più coerente e più divertente. Negli anni seguenti quella versione fu giocata in tutto lo stato da migliaia di ragazzi in età scolare.

Nel 1977 il MECC rimpiazzò il suo obsolescente UNIVAC con un CDC Cyber-73 al top della gamma, e The Oregon Trail fu nuovamente modificato perché vi potesse girare. Fu questa la versione che fu pubblicata su Creative Computing nel 1978, nonché quella che ho installato sul mio HP Time-Shared BASIC, nel tentativo di sperimentare The Oregon Trail nella versione più prossima possibile a quella originale.

Ora, in merito a Creative Computing... beh, anche questa di per sé è una storia maledettamente interessante.

Fondata nel 1974 da David Ahl, Creative Computing è stata la prima rivista di ampia tiratura dedicata ai computer, antecedente di un anno perfino a Byte. Fedele al proprio nome, Creative Computing affrontava l'argomento non come materia di affari o di ingegneristica, ma come fenomeno artistico e culturale. Nelle sue pagine si trovano tanti consigli tecnici e tanti listati di programmi, ma anche tanta speculazione su ciò che l'imminente rivoluzione informatica avrebbe rappresentato. Questi articoli più leggeri non sono poi così sorprendenti, se consideriamo che molti dei lettori della rivista potevano solo sognare di aver accesso a un vero computer. In quelle pagine c'è molto entusiasmo, ma anche una certa trepidazione, che traspare dalle ripetute ed esplicite preoccupazioni sulle libertà civili all'interno del nuovo mondo che stava per arrivare. Questo idealismo e questa piega antiautoritarista sembrano affondare le proprie radici nella controcultura di fine anni '60, che però in quegli anni stava già lentamente svanendo. Quando leggo quelle pagine, mi immagino sempre l'atmosfera del "Community Memory Project" di Berkeley, così come ce la descrive Stephen Levy in Hackers.

Prima di fondare Creative Computing, Ahl ricopriva il ruolo di Education Marketing Manager per la DEC. Nel rispetto di questo suo background e dei suoi studi umanistici, Creative Computing è sempre stata particolarmente interessata all'uso dei computer nell'educazione, dedicando in ogni numero molte pagine all'argomento. Non deve quindi sorprenderci che The Oregon Trail sia finito nella rivista; sorprende che non ci sia finito prima.  

Quando ciò accadde, il MECC (confermandosi un'organizzazione assai lungimirante) era già all'opera con la nuova generazione di "microcomputer" (come venivano chiamati all'epoca). Quell'anno infatti iniziò a installare gli Apple II in molte aule del Minnesota. E sì, The Oregon Trail fu nuovamente oggetto di porting su queste macchine.

E così, chiuso anche questo pezzo di storia, finalmente la prossima volta potrò analizzare più da vicino il gioco vero e proprio, che del resto è proprio dove volevo arrivare quando mi sono avventurato in questa interminabile storia...

The Digital Antiquarian è un blog, scritto da Jimmy Maher, che si occupa di storia e di cultura del videogioco partendo generalmente dall'analisi di singoli videogiochi. OldGamesItalia è lieta di presentarvi la traduzione italiana, autorizzata dall'autore!
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Vi lasciamo quindi alla lettura del primo ciclo di cinque articoli, che pubblicheremo a scadenza settimanale, dedicato alla rivalutazione storica di The Oregon Trail.

Sulle tracce di The Oregon Trail:
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Parte 1
- Parte 2
- Parte 3
- Parte 4
- Parte 5

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