Nel mio precedente post spiegavo che la versione originale di The Oregon Trail era stata scritta su un minicomputer della serie HP-2100. Questo è di per sé un argomento degno di nota.

La prima linea di computer della HP (la serie 2100) poteva essere equipaggiata con molti sistemi operativi diversi. Uno dei più comuni, nonché quello con cui venne scritto The Oregon Trail, si chiamava HP Time-Shared BASIC. Questo sistema era assolutamente unico nel suo genere, al punto di essere considerato un precursore dei tempi. Invece di mettere l'utente nell'ambiente a riga di comando tipico di tutti gli altri SO del periodo, il Time-Shared BASIC (che non a caso era un sistema "a condivisione di tempo") dopo il login calava l'utente in un ambiente BASIC interattivo. Al suo interno non solo si poteva programmare in BASIC, ma anche tutte le altre interazioni con il sistema (caricare, salvare, ecc.) avvenivono tramite i normali comandi del BASIC.

Questa immpostazione fu ripresa da molti personal computer della generazione degli 8 bit, come ben sa chiunque abbia digitato “LOAD ‘*’,8,1” per lanciare un gioco su Commodore 64. Perfino i primi IBM PC, se all'accensione non trovavono un disco DOS con cui avviarsi, ponevono l'utente in un ambiente BASIC (a quei giorni poco usato e oggi quasi del tutto dimenticato). Per anni mi sono chiesto come si sia passati dagli ambienti a riga di comando, tipici della maggior parte dei computer istituzionali, ai BASIC interattivi di queste macchine; ora credo finalmente di averlo capito.

Il Time-Shared BASIC, rispetto agli altri ambienti tipici del periodo, era più accogliente sia per lavorare, che per programmare. Questo, unito a un costo relativamente basso e a una certa facilità di manutenzione tipica della linea HP-2100, permise una grande diffusione di queste macchine nelle università e nelle scuole superiori. La sensazione è che la HP avesse fatto sforzi considerevoli per concepire e publiccizzare l'HP-2100 come una macchina user-friendly e accessibile.
Questo manuale ne è un buon esempio, essendo un'introduzione alla programmazione su BASIC rivolta a principianti. È davvero ben fatto, riuscendo a essere amichevole e accessibile senza però scadere nel ridicolo.
Alla luce di tutto questo, non c'è da stupirsi se un HP-2100 fosse riuscito ad arrivare fin dentro al Carleton College.

C'erano un sacco di giochi e di programmi didattici scritti in Time-Shared BASIC, e alcuni di questi sono finiti su internet sotto forma di un dump (non organizzato, né indicizzato) di un gigantesco nastro perforato. Ho così deciso di emulare sul mio computer il Time-Shared BASIC, per poter frugare in questo caos e vedere se da qualche parte ci fosse una copia della versione originale di The Oregon Trail.
In quel momento mi era sembrata una buona idea...

Pur esistendo un emulatore di HP-2100 (grazie agli incredibili sforzi del The Computer History Simulation Project), il Time-Shared BASIC era comunque decisamente complicato da configurare. Si trattava infatti di DUE HP-2100: uno veniva utilizzato come una specie di gateway per l'accesso degli utenti da remoto, mentre l'altro ospitata il SO vero e proprio.
Per questa ragione, per ricreare il sistema originale, servono due emulatori di HP-2100, ognuno con i software necessari e entrambi collegati insieme tramite socket. A quel punto si deve aprire una TERZA finestra sul proprio PC, dalla quale accedere al sistema tramite telnet utilizzando l'indirizzo di loopback. Non mi sarei mai nemmeno avvicinato ad avere una configurazione funzionante, se non fosse stato per un gruppo Yahoo dedicato a questa piattaforma, che hosta fra i propri file una configurazione dell'emulatore che funziona quasi così com'è, senza bisogno di modifiche. Non vi annoierò con i dettagli delle mie lotte per passare da una configurazione che "funziona quasi" a una che funziona davvero; vi basti sapere che alla fine di tutto sono riuscito ad avere il mio Time-Shared BASIC.

Ho così iniziato a esaminare il dump dei nastri perforati. Erano quasi 6 MB di dati, una quantità davvero enorme per una raccolta di programmi in BASIC non più grandi di qualche kilobyte.
Purtroppo di The Oregon Trail non c'era nessuna traccia.

Ma ciò che ho trovato è comunque dannatamente interessante e ha giustificato più che abbondantemente il tempo che vi ho investito. C'erano letteralmente centinaia di programmi in BASIC: giochi, software didattici per ogni materia, strumenti scientifici e matematici, ecc. Ho perfino trovato quella che ha tutta l'aria di essere la prima versione del vecchio gioco di Star Trek.
È chiaro che, dalla fine degli anni '60 fino alla fine dei '70, intorno a questo sistema esisteva una prospera cultura di sviluppo e scambio di programmi. Il che di per sé non è poi così stupefacente. Ciò che invece deve stupire è che questi programmi non erano scritti e utilizzati da un gruppo di eletti professionisti (come avveniva nel mondo dei mainframe IBM), né da un gruppo di hacker e ricercatori dediti alla causa (come avveniva nel mondo dei DEC PDP), ma bensì da studenti e docenti normalissimi. Questo dà alle loro opere un carattere del tutto diverso. E se questa raccolta del loro lavoro è indicativa dei loro interessi, possiamo affermare con certezza che queste persone fossero molto, molto interessate ai giochi.

Tutto questo bendidìo si merita più attenzione e io cercherò di dargliene almeno un po', scrivendo altri post sull'argomento. In particolare, voglio vedere se riesco a trovare questo Hamurabi, di cui Jason Dyer ci ha parlato in un suo commento al primo articolo di questa serie.
Ma, prima di farlo, tornerò a parlare di The Oregon Trail.

The Digital Antiquarian è un blog, scritto da Jimmy Maher, che si occupa di storia e di cultura del videogioco partendo generalmente dall'analisi di singoli videogiochi. OldGamesItalia è lieta di presentarvi la traduzione italiana, autorizzata dall'autore!
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Vi lasciamo quindi alla lettura del primo ciclo di cinque articoli, che pubblicheremo a scadenza settimanale, dedicato alla rivalutazione storica di The Oregon Trail.

Sulle tracce di The Oregon Trail:
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Parte 1
- Parte 2
- Parte 3
- Parte 4
- Parte 5

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