Soul Gambler

Faust è un ragazzo dalla vita piatta e monotona: ragioniere, senza molti amici, senza una ragazza, senza aspirazioni e sogni, passa le sue giornate una dopo l'altra nel tedio. Le cose cambiano quando una vecchina gli dà l'opportunità di vendere pezzetti della sua anima per far avverare desideri. Sembra un bell'affare, ma cosa ha spinto la vecchina a fargli questo bel dono? A chi sta vendendo la sua anima? E cosa succede se ne vende troppa?

Soul Gambler si presenta come una visual novel ispirata al Faust di Goethe, ma le uniche cose che le due storie hanno in comune sono il nome del protagonista e la faccenda dell'anima venduta. Intreccio, ambientazione e tema centrale sono completamente diversi. Il che non è un male di per sé, ma andrebbe specificato meglio perché chi acquista Soul Gambler sperando di trovarsi davanti qualcosa che abbia minimamente a che fare con Goethe resterà molto deluso.

Purtroppo, anche partendo del presupposto che la storia sia diversa, si rischia di restare delusi lo stesso. Benché sia abbastanza complessa e con vari “colpi di scena” (non so quanto siano tali quando uno non aveva alcun elemento per prevederli...), la storia non brilla né per originalità né per coerenza. Ho apprezzato la logica dietro la vendita dell'anima e il background della vecchina, ma il modo in cui tutti gli elementi sono cuciti assieme lascia parecchio a desiderare.

Intanto, vorrei che si imparasse una buona volta che quando si dà a un personaggio un potere mega-figo che può essere usato in tanti modi diversi, si deve poi dare la libertà al giocatore di usarlo almeno nei modi più logici e intelligenti. Altrimenti, si genera solo frustrazione e fastidio nel giocatore cerebralmente normodotato. Se io sono Faust e posso vendere pezzi della mia anima per avere tutto quello che voglio, perché non posso lasciare il mio lavoro orrendo per farmi assumere in quello dei miei sogni? Questa possibilità, la prima che mi era venuta in mente, non viene neanche contemplata.

In verità, e qui arriviamo al secondo problema, Faust neanche si ferma a riflettere su cosa vuole fare col suo grande potere, non finché non arriva una ragazza a fargli presente che, toh, potrebbe pensarci. Infatti, io mi chiedevo come mai si fosse instradato su una carriera e una vita così schifose senza neanche coltivare un hobby che gli desse modo di vivere qualcosa di più autentico. Paura? Debolezza di carattere? Male di vivere? Non viene mai specificato. In generale tutti i personaggi di Soul Gambler non brillano per profondità psicologica e sviluppo interiore, purtroppo.

Chiudono la sfilata di difetti un po' di buchi di trama, che portano a un finale (uno qualsiasi dei 5 disponibili) traballante e che fa storcere il naso.

Il gameplay è abbastanza classico, ma ha un piccolo twist. A inizio gioco ci verrà chiesto di assegnare dei punti a 4 caratteristiche, che verranno poi testate qua e là nel gioco per verificare che certe azioni ci riescano. Dobbiamo vincere una partita di basket? La caratteristica Salute dovrà essere abbastanza alta, altrimenti ciccia. Dobbiamo convincere un tizio a farci entrare in un bar? Serve Manipolazione. E così via.
E' una feature che m'è piaciuta e viene usata abbastanza intelligentemente nel corso del gioco.

Poi ci sono le scelte, ovviamente, pane quotidiano di tutte le visual novel. Non tutte le scelte servono a qualcosa, però, e in alcuni punti in particolare si vede che si è scelto di inserirle solo come “diversivo” e niente più.

Pollice giù per il writing, troppo scarno e privo di personalità. I personaggi spesso dicono frasi da libro stampato, non hanno una voce personale, le loro battute sono lì per fare il loro lavoro e niente più.

Dal punto di vista tecnico, potete vedere la grafica, dallo stile fumettoso che non m'è dispiaciuto. Faust ha tante espressioni e anche gli altri personaggi possono vantare diversi “sprite”. Anche i fondali mi sono piaciuti, in particolare alcuni verso la fin del gioco, più fantasiosi rispetto a quelli iniziali.

La colonna sonora fa da sfondo senza dare disturbo e senza restare impressa, e non c'è doppiaggio.

Purtroppo, ho constatato con orrore che non è possibile, dopo aver ricominciato il gioco, saltare i pezzi già letti. Anche se Soul Gambler non è lunga, è noiosissimo arrivare a tutti i finali rileggendo ogni volta tutto o cliccando come pazzi. Non c'è proprio un menu delle opzioni, è possibile cambire solo la lingua (da inglese a portoghese) nel menu iniziale.

Quindi, che dire? Soul Gambler non è un gioco che posso consigliare. La trama regala un intreccio che può essere interessante, ma è priva di spessore e presenta invece diverse incoerenze. Può forse piacere a chi non ha di meglio da fare per un'oretta, ma ci sono alternative migliori sulla piazza.

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