Avevamo lasciato il piccolo villaggio di Stalwart, incapace di gestire la sua crisi economica, con una nuova forgia nanica rispolverata per l'occasione. Passa qualche mese e- indovinate? Stalwart ha ancora bisogno di noi! Comincio a pensare che aiutare la gente sia controproducente...

White March Part 2 completa la prima (e unica?) espansione di Pillars of Eternity. Se ricordate la mia recensione, non ero rimasta entusiasta da questo add-on, che inanellava una sequela di inutili combattimenti fra pezzi di trama poco interessanti. Non ho approcciato questa Part 2 in modo molto ottimistico, ma devo dire che in parte sono rimasta sorpresa.
Disclaimer: questa recensione conterrà piccoli spoiler della Parte 1. Se non volete leggerli, saltate direttamente all'ultimo paragrafo.

Una volta completata la prima parte di White March, ossia, una volta consegnata la forgia nanica a quei babbei di Stalwart, basterà riposare in qualche zona del gioco per far scattare la seconda parte dell'espansione. Il gioco farà finta che siano passati alcuni mesi, fra la consegna della miniera e il vostro ritorno a Stalwart, cosa che può lasciare un attimino spiazzati se, come me, giocate i due contenuti uno dietro l'altro. Ma chiudiamo un occhio.

Arriviamo al villaggio, dopo aver sognato di minacciosi esseri che invadono tutto il Dyrwood, e scopriamo che adesso gli abitanti sono minacciati da un esercito di Readcerans, che a quanto pare mirano alla forgia. Ovviamente, nessuno è capace di fare nulla a riguardo e in più parrebbe che quest'esercito sia quello dei nostri sogni, quindi tocca a noi sbrogliare la cosa.

A questo punto del gioco, ero convinta che ci sarebbe stata la stessa sfilza di combattimenti filler della Part 1; invece, Obsidian inserisce diverse scelte sull'approccio da utilizzare e sopratutto butta dentro una trama interessante. In sostanza, tutta la parte 1 non era altro che un prologo a quella che è la vera trama di White March, che verrà raccontata in questa parte 2. Sono ancora presenti vari, inutili, combattimenti filler, ma molti sono evitabili oppure facoltativi, e l'attenzione è spostata verso le nostre scelte riguardanti la storia.
Senza fare spoiler, posso dire che esploreremo un tempio, verremo a conoscenza del suo culto e avremo a che fare con pg ben caratterizzati e molto umani. Alla fine scopriremo in cosa consiste la minaccia e sapremo qualcosina in più sugli dei di Eora.

Il lato negativo, anzi, i lati negativi di tutto ciò sono due: intanto, neanche questa storia, per quanto affascinante, ha nulla a che fare con noi. Noi semplicemente ci trovavamo passando di lì e non c'era nessun altro disposto a fare qualcosa. Se la storia del gioco base ha almeno a che fare con personaggi ai quali noi eravamo legati (nelle vite passate), in questo caso non c'è neanche questo legame.

Il secondo lato negativo è che, considerato tutto l'insieme, non credo che la storia sia stata narrata nel migliore dei modi. Intanto, bisogna per forza di cose sorbirsi la prima noiosissima parte di White March per arrivare a quella interessante. In secondo luogo, sono perplessa dall'impatto che alcune nostre scelte hanno sul mondo di gioco, nel senso che sono scelte importantissime ma sembra che il gioco non ne recepisca gli effetti a lungo termine. Cercando su steam e su forum vari, pare che questa mia sensazione sia confermata, dal momento che non c'è menzione delle nostre scelte nelle schermate finali del gioco.

White March Part 2 include anche la conclusione di una quest secondaria introdotta dalla Part 1, che secondo me avrebbe meritato maggior sviluppo, e ci presenta in nuovo companion, la barbara Maneha. Reclutabile nel bel mezzo di Stalwart, ha una quest personale curiosa, direi che è al pari dei companions del gioco base.

Infine, giova ricordare che questa Part 2 viene accompagnata dalla patch 3.0, disponibile gratuitamente anche per tutti coloro che non hanno acquistato l'espansione. Questa patch presenta numerose migliorie, molte delle quali riguardanti la nostra fortezza, Caed Nua. Le missioni in cui potremo inviare i nostri companions adesso sono meno generiche: hanno tutte una storia e un oggetto speciale come ricompensa. E' stata aggiunta anche una piccola quest in cui il nostro diritto di possesso sulla fortezza viene messo in dubbio. Anche in questo caso avrei preferito più sfumature, sia per quel che riguarda le scelte a disposizione, sia per quel che riguarda la caratterizzazione dei personaggi coinvolti, che sono quasi tutti stereotipi.

Fa il suo ingresso anche la Story Mode, attivando la quale si passa a una modalità super-easy del gioco, in modo da piallare i mostri senza problema e godersi solo la storia. Dubito che renda meno noiose la prima parte dell'espansione, ma almeno evita le morti consecutive in certi punti del gioco.

La difficoltà delle nuove aree è molto elevata, cosa che è un bene, ma in certi momenti mi sembrava un po' troppo sbilanciata. Uno dei motivi per cui non amo il combattimento in real time con pausa è che, se il combattimento è decente, bisogna comunque mettere in pausa spesso. In Pillars è d'obbligo mettere in pausa *molto spesso* per fare micro-managing del party, altrimenti da certi scontri non se ne esce. Nonostante l'IA (che ho tentato invano di disattivare, visto che ad ogni scontro la ritrovavo attivata), è vitale andare a beccare le giuste abilità e i giusti incantesimi, specialmente nelle battaglie con più avversari, che diventano preso un caos ingestibile.

Dal punto di vista tecnico, devo ripetere quanto già detto per il gioco base e per la prima parte di White March. E' tutto molto bello, dalla grafica, alla palette utilizzata, alle musiche. Non ho apprezzato il doppiaggio di Maneha, che tutto sembra tranne una barbara, ma gli altri personaggi si difendono dignitosamente, con menzione particolare per l'abate del monastero.

In conclusione, questa Parte 2 dà un senso alla Parte 1, anche se non ne elimina i difetti. Non è perfetta: bisognava, secondo me, eliminare alcune parti inutili e approfondire quelle utili, dare più spessore ad alcuni personaggi e più rilevanza alle nostre azioni (o mostrare tale rilevanza). Insomma, c'è ancora qualcosa da calibrare per una promozione con lode, ma direi che con questa seconda parte ci troviamo non siamo andati troppo sotto rispetto alla qualità del gioco base, anche se va ricordato che bisogna necessariamente sopportare la parte 1 per arrivare alla parte 2.

Leggi la recensione di Pillars of Eternity

Leggi la recensione di The White March Part 1