Our Personal Space

Il sogno di Jake è vivere nello spazio, in una delle nuove colonie che il governo sta costruendo su questo o quel pianeta della nostra galassia. Jake è un contadino, ed è eccitato all'idea di far crescere piante aliene, di affrontare nuove sfide e di arrivare a fine giornata col pensiero di aver lottato per sopravvivere un altro giorno. Così, con la sua nuova sposina, Kelly, fa domanda per essere trasferito su una delle colonie, e viene accettato.

Questo è l'incipit di Our Personal Space, una visual novel dal sapore sci-fi, a metà fra un leggero gestionale e un simulatore di relazione. Il prologo ci metterà alla guida di Kelly, che viene corteggiata da Jack e che decide di trasferirsi nella colonia assieme a lui. Le scelte compiute durante questo prologo, che spaziano dal modo in cui risponderemo ai corteggiamenti di Jack al tipo di lavoro che Kelly è in grado di svolgere, determineranno le condizioni iniziali della nostra coppia nella colonia.
Per esempio, se Kelly sulla Terra lavorava come falegname, nella colonia il suo compito sarà quello di costruire oggetti per il fabbisogno degli abitanti. Se avrete accettato di buon grado i corteggiamenti di Jack, il vostro livello iniziale di relazione sarà più alto, e così via.

Il gioco vero e proprio è diviso in mesi. All'inizio di ogni mese, sempre nei panni di Kelly, dovremo decidere come gestire il nostro tempo, un po' come nei Princess Makers. Potremo lavorare sodo (aumentando il nostro fattore Stress) o prendercela comoda; passare del tempo a rilassarci da sole o con nostro marito; e sopratutto potremo scegliere una fra sette abilità da sviluppare (Abilità Domestiche, Creative, Fisiche, di Conoscenza, Tecniche, Spirituali o Sociali).

Alla fine di ogni mese avverrà un Evento, che si svolgerà in modo diverso a seconda delle nostre scelte e delle abilità che abbiamo sviluppato. Questo perché, man a mano che svilupperemo una data abilità, ci si apriranno nuove opzioni con cui risolvere i vari problemi della colonia. Per esempio, se siamo a corto di shampoo, e la nostra abilità tecnica è abbastanza alta, forse possiamo creare un nuovo tipo di shampoo dalle piante locali.

Il gioco tiene conto di queste nostre scelte e ci assegnerà due punteggi (Punteggio Comunità e Punteggio Relazione) che determineranno quale dei quattro finali sbloccheremo alla fine del gioco. Il Punteggio Comunità dipende ovviamente da quanto siamo stati in grado di aiutare la colonia durante i 25 mesi in cui avremo il controllo di Kelly.
Il Punteggio relazione dipende da quanto avremo sviluppato la nostra relazione con Jack. Avere punteggi bassi non porta a un “fallimento” in senso stretto (non sempre), ma a un diverso tipo di finale.

Potremo sviluppare la relazione con Jack sia assegnando a lui il nostro tempo libero (cosa che ci mostrerà un sipario in cui lui e Kelly svolgeranno qualche attività assieme), sia scegliendo determinate opzioni di dialogo durante gli Eventi.
In generale, è negli Eventi che Our Personal Space lascia il segno. Sia Jack che tutti gli altri coloni sono ben caratterizzati, con pochi ma ben scelti dettagli, da cui possiamo intuire quello che i personaggi credono e come intendono portare avanti le loro idee.

I dialoghi suonano veri, le reazioni dei personaggi sono plausibili e prevedibili, e la gestione dei loro rapporti lo è altrettanto. I creatori del gioco hanno cercato di evitare i cliché sia nel caratterizzare i singoli personaggi, sia nel gestirne le relazioni.
Ecco quindi che, quando ci troveremo a dover risolvere i problemi della piccola comunità di cui facciamo parte, non sarà facile accusare questo o quel colono, e non sempre le cose saranno proprio come appaiono. Kelly può anche decidere di lasciare Jack per un altro uomo, e anche questo aspetto è gestito bene, senza cadere in drammi alla Beautiful, ma restando sul pratico e credibile.
In generale, c'è poco melodramma in Our Personal Space, che è invece abbastanza ben scritto.

Un altro aspetto che mi è sembrato molto curato è quello dei problemi che la colonia si trova ad affrontare. Non si tratta di avventure a colpi di raggi laser contro specie aliene, ma alle battaglie di ogni giorno contro la mancanza di acqua corrente ed elettricità, contro il nervosismo generato dall'essere soli con altre poche persone tutto il tempo, dal mangiare sempre la stessa roba. I coloni si ingegnano per risolvere questi problemi, e i creatori del gioco hanno fatto ricerche per rendere le loro soluzioni credibili. Kelly può tirare su un piccolo generatore per casa sua, o cercare di costruire una specie di sistema idrico molto rozzo... insomma, sono dettagli che contano, perché fanno davvero calare nell'ambientazione.

L'unica pecca è che il lato “sci-fi” è poco sviluppato, direi che è quasi accessorio. Sì, i nostri sono sulla colonia, ma se fossero in un avamposto da qualche parte sulla terra non cambierebbe poi molto. Il cuore del gioco è l'aspetto relazionale, non quello fantascientifico, e questo è una delusione per tutti quelli che si aspettavano della fantascienza vera e propria. Per fortuna il resto è fatto bene.

Menù e interfaccia sono puliti e semplici, in tema con l'aspetto sci-fi del titolo. Non ho apprezzato moltissimo i disegni, ma non posso dire che siano orrendi, e dopo un po' ci si abitua. I personaggi hanno tutti vari espressioni, anche se a Kelly e Jack sono dedicati più sprite (cosa ovvia, dal momento che sono a schermo molto più spesso).
La musica del menu è anonima e alla lunga insopportabile, quelle che si sentono durante il gioco non sono niente di speciale; quelle che potrete sentire durante la selezione delle attività mensili, invece, sono molto belle. Peccato che siano relegate a quei pochi secondi.

Ero scettica quando ho cominciato Our Personal Space, in parte per via dei disegni, in parte perché il prologo è molto sottotono rispetto al resto del gioco. Ma una volta arrivata alla colonia ho dovuto cambiare idea: Our Personal Space è divertente, popolato da personaggi vivi e credibili, e crea una storia molto vera di due persone che decidono di vivere in condizione estreme (per gli standard di oggi). Benché non sia per niente cupo, anzi, benché il “messaggio” di Our Personal Space sia tutto sommato positivo e ottimista, il gioco non regala un happy ending o inverosimili scene zuccherose da film per famiglie, e gli sforzi e la fatica di questi personaggi sono ben mostrati. Un'ottima visual novel, che non farà rimpiangere il tempo speso.

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