The Raven - Legend of a Master Thief Ep. 3

Il Corvo, il ladro più famigerato di tutta Europa, creduto morto per mano dell'Ispettore Legrand, è apparentemente tornato, e ha preso di mira gli Occhi della Sfinge, due gioielli inestimabili che dovevano essere trasportati fino in Egitto per essere esposti nel Museo del Cairo. Il primo è già stato rubato, ma il secondo è tenuto costantemente d'occhio da Legrand ed è circondato da misure di sicurezza efficacissime e super-moderne. Non c'è modo, per il Corvo, di riuscire a rubarlo.
O forse sì?

Nel primo episodio avevamo seguito il Conestabile Zellner nella sua paciosa caccia al Corvo; nel secondo episodio abbiamo seguito un ladro nel perseguimento del suo obiettivo – che non vi posso svelare – e nel terzo episodio seguiremo ancora questo ladro e un terzo personaggio, di cui non posso dirvi nulla.

Quindi anche questa volta ci sarà un cambio di personaggio nel bel mezzo dell'azione, e di nuovo rivivremo parte degli eventi del primo capitolo dal punto di vista del “cattivo”. In questo caso, però, la scelta risulta più interessante: verremo a scoprire molte più cose, e dovremo risolvere più indizi, rispetto a quando siamo passati da Zellner al ladro, nel secondo episodio. Ma è solo verso la fine che la storia andrà davvero avanti, fino a svelarci come stanno le cose e chi è il Corvo e se quel Corvo è proprio quello che si credeva morto anni fa o un impostore.

E qui vediamo uno dei problemi principali di The Raven: è incostante. Nel primo episodio, sembrava che avessimo a che fare con un giallo à la Poirot; il secondo ci ha buttati nella confusione, mettendoci nei panni del ladro e svelandoci dei risvolti di trama senza darci gli indizi per capirli; in questa terza parte il cerchio si chiude e capiamo che il gioco non voleva affatto essere un “giallo” nel senso classico del termine. Noi giocatori non dobbiamo capire come sono andate le cose, dobbiamo assistere alle rivelazioni man a mano che ci vengono mostrate. Certi colpi di scena non possiamo proprio prevederli. Il che può essere o meno una delusione, in un'AG investigativa, ma è sicuramente un problema visto che le premesse, cioè tutto il primo episodio, sembravano promettere proprio un'indagine!

A questo aggiungiamo il fatto che il finale lascia in sospeso alcuni dettagli e non sia convincente al 100%. E' una bella trovata, e uno può arrivarci per esclusione, ma non tutti i conti tornano, non tutti gli eventi si sistemano al loro posto. Non posso dire di aver identificato una o più falle logiche, ma ci sono dei buchi, nella trama, che non vengono spiegati.
In più, è abbastanza chiaro che il gioco andasse in realtà, diviso in due parti, e non in tre: la prima dedicata solo a Zellner, la seconda al ladro e ai suoi affiliati. Così com'è diviso adesso, il gioco è molto sbilanciato nel ritmo.

Nota a parte per i personaggi: quelli che nel secondo episodio erano scomparsi per ovvi motivi (il ladro agisce di nascosto, dopotutto), adesso tornano, e alcuni ci raccontano le loro storie. Sono storie abbastanza interessanti, ma purtroppo anche in questo caso il ritmo narrativo è gestito un po' alla “come capita”. A volte le storie ci verranno decentemente mostrate tramite eventi in game, a volte invece ce le spiattelleranno in un lungo dialogo, senza che poi ci sia alcun impatto sul resto della trama. Peccato, perché lo sforzo di fare psicologia del personaggio c'è, ma è tutto gestito molto male.



Anche per quel che riguarda gli enigmi, questo episodio è migliore del precedente: come dicevo sopra, sono di più, e più complessi. Non c'è comunque da gridare al miracolo. Anzi, uno in particolare, risolvibile quasi tutto tramite dialoghi, l'ho trovato abbastanza inverosimile, ma i pezzi in cui bisogna creare un improbabile costrutto magnetico con scotch, spago e colla vinilica, sono meno. E' anche presente qualche momento di pura assurdità, come quando dovremo trovare un sistema per piegare del semplice filo metallico – farlo a mano sarebbe stato troppo facile, suppongo.
Anche in questo episodio è possibile chiedere un aiuto al Magico Diario di Zellner, se si resta bloccati, e spendere punti per evidenziare tutti gli hotspot presenti a schermo.

Neanche il comparto tecnico è cambiato, il che significa animazioni pietose e qualche fastidioso bug. Anche la telecamera non è delle migliori e più di una volta ho dovuto fare i salti mortali per trovare l'uscita da una schermata. La grafica, in compenso, è molto bella, la palette di colori brillante senza risultare pacchiana e le musiche perfette per l'ambientazione.



Nel complesso, The Raven non è una brutta avventura, ma non si può neanche definire bella. La trama è interessante e anche “simpatica”, ma non è narrata molto bene e per tutto un episodio – il secondo – il ritmo è troppo lento. I personaggi passano da macchie sullo sfondo a “persone” in pochi minuti, per poi tornare nell'oblio, e anche quelli che seguiamo più spesso, come Zellner, non risultano indimenticabili. Gli enigmi si sforzano di restare sempre logici, e per la maggior parte del tempo ci riescono, ma sono anonimi e troppo semplici.

Penso ancora che The Raven possa piacere agli amanti di Agatha Christie, e delle avventure grafiche investigative, specialmente se si giocano gli episodi uno dopo l'altro, ma non aspettatevi il capolavoro del secolo.

Il Corvo vi attende sull'Ogi Forum

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