Oh, I'm Getting Taller

Oggi, INDIEtro Tutta vi presenta il gioco di un gruppo di sviluppatori italiani che abbiamo già incontrato. Oh, I'm Getting Taller è un puzzle-platformer sviluppato dalla Elf Games Works, gli stessi che ci hanno portato Little Briar Rose. E' stato sviluppato in un mese, per partecipare all'Indie Game Maker Contest 2015.

Come potete vedere dalle immagini, Oh, I'm Getting Taller riprende i colori sgargianti di Little Briar Rose, anche se non il bellissimo stile a vetrata. In questo puzzle-platformer noi impersoniamo un bambino durante i suoi primi anni di vita e lo guidiamo nella sua esplorazione prima della sua casa, poi del giardino e della città in cui vive.

I comandi sono molto semplici e i salti che ci troveremo a dover compiere non sono mai complicati: il gioco punta più sull'esplorazione che sulla sfida da platform vera e propria. In ogni “livello” è nascosto un oggetto segreto che il bambino potrà collezionare, e di solito per trovarlo bisognerà risolvere un piccolo puzzle, neanche questo troppo complicato.
Alcune sezioni possono essere risolte in modi diversi e scegliere un metodo invece di un altro cambierà la vita futura del bambino e il piccolo mondo che lo circonda.

L'unica parte del gameplay che non ho gradito è una “scazzottata” finale: il bambino sarà attaccato da un bullo e noi dovremo evitare di essere colpiti, facendo in modo che lui sbatta contro le pareti, per tre volte di fila, pena la sconfitta. A causa dei comandi non troppo precisi e del fatto che non possiamo, più semplicemente, pestarlo noi, questo pezzo è risultato difficile e frustrante, anche perché se si perde bisogna obbligatoriamente ricominciare daccapo... Il gioco in sé dura pochissimo, un'oretta al massimo, però è noioso doverlo rifare tutto.

Più che una storia, Oh, I'm Getting Taller cerca di portare avanti due “temi” paralleli. Uno è la crescita del bambino: più lui diventa alto, più cose riesce a raggiungere e più sfide deve affrontare. Dal punto di vista del gameplay, questo significa che col passare dei livelli saremo in grado di raggiungere posti che prima risultavano inaccessibili: dal pavimento al tavolo della cucina, ai tetti, alle nuvole e oltre. Dal punto di vista “narrativo”, questo significa che il bambino avrà a che fare con obiettivi diversi: dal riuscire a sfuggire alla sua culla, alle prime cotte, ai bulli della scuola. Il fatto che ogni obiettivo abbia più di un risultato, andando a modificare l'ending, dona un po' di profondità a questo aspetto, che resta però alquanto superficiale, perché ogni sfida, ogni step della crescita del bambino è giusto accennato.

Il secondo tema di Oh, I'm Getting Taller è quello del “grigio vs colore”. Il bambino vede il mondo in maniera diversa e fantasiosa rispetto a com'è realmente: il frigo è un pinguino, le fogne sono dungeon popolati da fantasmi, il parco giochi è formato da dinosauri. Il mondo in cui cammineremo sarà grigio, con le silhouette degli oggetti tracciate sopra. Solo dove passerà il bambino si riempirà di colore e assumerà forme diverse, con cui noi potremo interagire. Anche questo tema non mi ha soddisfatta del tutto, più che altro perché non ho trovato alcun collegamento con il finale: nel mio playthrough, tutto sembrava andare bene per il bimbo, ma alla fine è diventato un adulto grigio in un mondo grigio. Non ho capito come mai, né ho trovato il modo di cambiare questo finale.

Non voglio essere troppo severa, perché il gioco è stato creato in un mese, come dicevo sopra, però secondo me sarebbe stato più saggio scegliere giusto un tema e approfondire quello un po' di più. Così, mi è sembrato di giocare un gioco “per bambini” più che “fanciullesco”.

La grafica è molto bella e colorata, come potete vedere dalle immagini. L'unica cosa che non mi è piaciuta è il personaggio del bambino, che a un certo punto semplicemente diventa più *grande*, non più alto, con effetto ridicolo una volta che viene messo di fronte ad altri personaggi, come la madre: si vede questo omino a forma di bambino alto quanto la mamma, adulta! Si vede che seguono due proporzioni diverse e l'effetto è bruttino.

Gli sfondi, invece, sono bellissimi, nello stile “bambinesco” usato, e ho trovato stupendo l'effetto “grigio/colore”, che viene ripreso anche nel menu iniziale (che, come potete vedere, ho colorato per la copertina). La grafica di questo gioco fa metà del lavoro nel creare l'atmosfera, ed è stata ben scelta e realizzata.
L'altra metà del lavoro la fa la musica, dolce anche se alla lunga un po' noiosa per i miei gusti. Accompagna senza disturbare e, specialmente all'inizio, è azzeccata al mood del gioco.

Nel complesso, Oh, I'm Getting taller è un gioco grazioso, che però pecca un po' di troppa semplificazione sia nelle meccaniche, che difficilmente soddisferanno molto un giocatore adulto, sia nella storia, un po' troppo generica e “superficiale” perché possa essere molto apprezzata, di nuovo, da un giocatore adulto. Consigliato a chi vuole passare un'oretta perso nella fanciullezza.

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