Chi pensa che Magicka potrà risvegliare i sentimenti nostalgici sopiti con Diablo si sbaglia di grosso. Questo simpatico titolo in visione isometrica prodotto da un team di sviluppo svedese indipendente (Arrowhead Game Studios) vuole infatti fortemente un gioco di ruolo con veri e propri enigmi originali e parodistici riuscendo perfettamente nel suo intento.

Il gameplay ricorda in parte titoli altisonanti come lo stesso Diablo (rievocato poco sopra) ma mischia bene l'ilarità delle battute e delle situazioni sembrando quasi essere un seguito di Gobliiins, con dei piccoli richiami (e qui i più severi troveranno da ridire) alle avventure grafiche di un tempo. Sfrutta involontariamente il clamore e l’attesa del nuovo capitolo della saga del famoso Action Rpg della Blizzard Entertainment.

Nel miglior punta e clicca degli anni novanta serviva una chiave per aprire la porta, qui occorre invece usare una magia, se la porta è di legno meglio spararci sopra una bella palla di fuoco, se è una roccia, meglio prima congelarla e dopo fargli arrivare una bel fulmine!

La storia è un po’ banale ma per questo divertente: il cattivo di turno è stato imprigionato, ma la vecchiaia ha preso il sopravvento sui maghi che lo hanno dimenticato, e per lui è giunto il momento di tornare! Intelligente ma allo stesso tempo cervellotico, già dall'inizio un ottimo tutorial prepara anche il giocatore più esperto a situazioni "realisticamente surreali".

Splendido esempio ne è il maghetto che per attivare il generatore elettrico (anacronistico come l'immaginaria epoca in cui il gioco sembra essere ambientato) deve prima asciugarsi lanciando la magia del fuoco su se stesso, dato che per arrivare al suddetto marchingegno, il generatore, è appena uscito dall'acqua (mai provato a farvi la doccia con il phon sottobraccio?). Durante il gioco vi capiterà di trovare oggetti sinistramente fuoriluogo, caratteristica che se da un lato aggiunge il fascino quasi sarcastico dell'assurdo, dall'altro potrebbe far storcere il naso ai puristi del genere.

E' abbastanza insolito trovare un frigo nel bel mezzo di un villaggio sperduto nella foresta, non pensate? Elemento caratterizzante di tutto il gioco sono proprio gli elementi della natura. Il giocatore potrà da subito familiarizzare con acqua, terra, fuoco, luce etc. etc. combinandoli tra loro per creare nuovi elementi tali da poter essere utilizzati nelle magie di attacco e difesa.

Tornando al gameplay, prima accennato, dobbiamo dire che si tratta di roba vista e rivista. E' indispensabile l'uso del mouse e della tastiera, non configurabili (su questo punto ci torneremo dopo). Con il topo da scrivania potremmo spostarci per l'ambiente circostante, esplorare, osservare ed interagire con i personaggi. Le magie invece vanno "create" con la tastiera: insomma occorre utilizzare mani, cervello e molta creatività!

Tra le modalità di gioco, salta agli occhi anche il multiplayer: come spesso capita nei giochi di questo tipo, il divertimento è direttamente proporzionale al numero dei giocatori che si uniscono nel party. Occorre dire che molte magie possono essere combinate tra i partecipanti e questo aumenta il divertimento e la complessità del gioco! E’ presente anche una modalità sfida che prescinde dal completamento della storia.

Capitolo Characters: i nostri interlocutori, amici o indifferenti che siano si assomigliano tutti un po’, sarcastici, spiritosi e spesso dissacranti nelle loro disamine, possiamo interagire con loro in tanti modi, tra cui ustionandoli o ricaricandogli l'energia a suon di magie.

Per quanto concerne gli avversari il discorso è piuttosto simile. Basterà scoprire le loro debolezze per massacrarli senza pietà nei modi più divertenti. Trolls ed elfi, amanti delle magie del ghiaccio, sarà facile sconfiggerli a colpi di palle di fuoco o fulminandogli le chiappe piuttosto che facendogli una doccia con l'acqua o con altre tecniche. Un aspetto a mio parere non trascurabile del videogioco è la colonna sonora, un po’ deludente a dir la verità.

La musica che ci accompagna è infatti quasi soporifera, stenta perfino a decollare la tensione durante il classico scontro con il boss di turno a fine livello: la tensione che a suo tempo creava l'incontro di Super Mario con il malvagio Bowser scompare in una tiepida melodia che non soddisfa il giocatore più pignolo.

Discorso opposto invece potremmo farlo per gli effetti sonori, perfettamente collimanti con l'azione che il giocatore si aspetta dalla magia o dal movimento che sta eseguendo. Dei comandi ne abbiamo già parlato, il dualismo mouse-tastiera da utilizzare assolutamente insieme può creare qualche disagio inizialmente ma alla lunga ci si abitua.

La scarsa configurabilità potrebbe infastidire chi vuole impostare comandi più consoni alla posizione della tastiera e del dispositivo di puntamento, io che sono mancino (e pignolo) ho trovato la rigidità delle impostazioni un pò fastidiosa. Altra caratteristica lacunosa del gioco è la totale assenza di un inventario delle armi. Mano a mano che si prosegue con il gioco si cambierà spesso, forse anche troppo, l'arma o il bastone da druido.

Il tasto TAB ci permetterà di vedere le caratteristiche dell'articolo equipaggiato, ma se volessimo tenere un elemento con particolari poteri, questa possibilità ci è del tutto preclusa. Ho fatto i primi 3 capitoli con il bastone che rigenera i punti vita, abbandonando armi con potenzialità appetitose (doppio danno da fuoco, resistenza agli attacchi, ecc..) per paura di perdere il prodigioso ornamento da mago. Nonostante sia doveroso dover segnalare queste pecche, il titolo resta un valido compagno, capace di poter spezzare pomeriggi noiosi. La grafica infine pur non spiccando per originalità è puntualmente curata con una precisione inusuale per i titoli del genere.

Insomma: pur non avendo né le pretese né le aspettative di diventare un classico dei videogiochi, un titolo nato da una software house indipendente in cui elfi, druidi, maghetti e vampiri si incrociano in un dedalo di surreali atmosfere e anacronistiche apparizioni di oggetti e personaggi improbabili vale la pena di essere giocato, no?