Concrete Jungle

Le bellezze naturali e urbane della tranquilla regione di Caribou City sono minacciate dall'incompetenza di un sindaco senza cervello e dai biechi progetti di una multinazionale senza scrupoli. La salvezza di questo paradiso è nelle nostre mani, un blocco dopo l'altro.

Concrete Jungle è il nuovo gioco di Cole Jefferies, che riprende un suo precedente progetto, Megacity, dando vita a una sorta di remake spirtuale (si dice così?). La struttura è quella di un puzzle game, non troppo distante dalle meccaniche di base viste in Tetris: in una griglia isometrica bisogna piazzare dei blocchi e far sì che la riga più a sinistra rispetti alcuni requisiti in modo tale da farla sparire e far sì che un'altra riga "pulita" compaia all'estrema destra. Il livello termina quando viene eliminato il numero richiesto di righe... o quando il giocatore perde tutte le vite a disposizione.

La caratteristica peculiare di CJ è l'amibientazione: non un semplice pozzo, come nel capolavoro di Pajitnov, ma terreni edificabili ai margini di centri cittadini, con edifici di vario genere a sostituire i classici pezzi multiforma e multicolore entrati ormai nell'immaginario comune. Per liberare una riga non sarà sufficiente riempirla (cosa alquanto facile, dato che qui i blocchi sono tutti quadrati), ma bisognerà aumentare il valore delle singole caselle (o terreni) e poi piazzarci sopra una casa (o costruzione equivalente) per raccogliere i punti e raggiungere la quota richiesta. Al giocatore è fornito un mazzo di carte (personalizzabile scegliendo tra oltre 200 carte sbloccabili) grazie al quale potrà modificare i valori dei terreni. Ma attenzione! Non tutti gli edifici portano bonus; alcuni, come le fabbriche, rappresentano una seria minaccia alla salute pubblica e quindi svalutano i terreni che li circondano. A rendere più profondo il tutto alcune meccaniche avanzate, come la possibilità di creare dei "quartieri" (a cui applicare potenziamenti ad hoc), un sistema di punti esperienza (per sbloccare nuovi edifici), la presenza di un negozio dove acquistare nuove carte e abilità speciali (specifiche per ognuno degli 8 personaggi giocabili). Da segnalare anche una modalità "sfida" a turni, contro il computer o contro un avversario umano in locale.

La presentazione è ottima. La grafica, con prospettiva isometrica, è estremamente dettagliata e piena di colori. Tutti i mini-edifici sono rappresentati con dovizia di particolari, con tanto di mini-auto che corrono per le strade cittadine. Non mancano nemmeno alcuni effetti atmosferici, come la pioggia, che aumentano la qualità percepità senza risultare troppo invadenti. Gli effetti sonori sono nella norma e le musiche piacevoli, ma il comparto audio brilla soprattutto nel doppiaggio che è davvero realizzato con i fiocchi da una squadra di professionisti freelance.

Concrete Jungle, dunque, si presenta bene e ha meccaniche interessanti basate sul concetto di bonus/malus. Le prime partite introduttive scorrono via tranquille, anche se presto ci si rende conto che la curva di difficoltà aumenta esponenzialmente, in particolar modo nelle sfide contro la CPU che fin da subito si rivela un avversario davvero tosto da debellare, soprattutto se si tiene conto che anche la fortuna (nel pescare le carte giuste) ha un peso non indifferente nello svolgimento di ogni partita. Il livello di sfida sarà sicuramente apprezzato dagli irriducibili dei puzzle game, ma il resto dei giocatori si ritroverà quasi sicuramente ad affrontare una frustrante sequenza di "restart" che in molti casi porterà al prematuro abbandono del gioco.

Tirando le somme, Cole Jefferies e il suo team hanno creato sì un piccolo gioiello, ma alcune parti grezze lo renderanno poco apprezzabile dai più, mentre i fanatici del genere troveranno pane per i loro denti, abbellito da un comparto audio/grafico di primo livello.

Per avere un'idea delle meccaniche, il "prequel" Megacity è disponibile gratuitamente qui.

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