Samantha Browne è una ragazza che vive in un alloggio universitario, uno di quelli con lunghi corridoi su cui si affacciano le stanze degli studenti e, sopratutto, con la cucina in comune.
Il che vuol dire che, se Samatha vuole riuscire a prepararsi una tazza di porridge, deve armarsi di coraggio, superare il corridoio e sperare che la cucina sia vuota. Dopotutto, è notte, la gente sarà a studiare in camera, no?
No.

The Average Everyday Adventures of Samantha Browne è una visual novel creata dai Lemonsuker Games, un piccolo gruppo di sviluppatori composto da Andrea Ayress Deets, suo marito Charles e il loro gatto. Si intuisce che la storia di Samantha è, almeno in parte autobiografica, e mostra quanto può essere difficile compiere anche la più semplice delle azioni (prepararsi una tazza di porridge) per chi sia affetto da ansia sociale. E, ve lo anticipo, ci mostra questo disagio abbastanza bene.

L'“avventura” di Samantha è tutta qui: riuscire a prepararsi quel porridge. Si tratta di arrivare in cucina, usare il microonde e tornare in camera, ma l'impresa sembra titanica. E lo strazio, per lei, comincia ancor prima di uscire dalla stanza: ci sarà qualcuno in corridoio? Vale la pena di affrontare tutto questo per una tazza di porridge? Forse può restare a digiuno...

L'ansia è resa molto bene dallo stream della ragazza, molto realistico, e da alcuni effetti grafici (distorsioni, blur, e simili), accompagnati, ogni tanto, dal battito del cuore di Samantha. Memorabile la scena del microonde, quando siamo costretti ad aspettare interminabili secondi che il porridge sia pronto, mentre l'urgenza di andarsene si fa sempre più forte.

Ci sono piccoli elementi di “gameplay”, nel senso che avremo una barra che si riempirà man a mano che Smantha affronterà situazioni spaventose. Se questa barra si riempe del tutto, è game over: Samantha fuggirà nella sua stanza (se possibile) e resterà a digiuno. Ma, in verità, c'è poco che possiamo fare per *non* farla riempire, anche quando ci troviamo davanti a due possibili scelte. Nascondersi dietro il muro della cucina o far finta di pulire il ripiano: tutto creerà ansia a Samantha – ed è proprio questo il punto della storia, dopotutto. Lo stesso, ci sono un paio di scelte che ci possono portare a un game over improvviso: provate a prendere la tazza bollente a mani nude, e a farla cadere a terra davanti a tutti. Panico assicurato per la povera Samantha!

The Average Everyday Adventures of Samantha Browne dura poco più di dieci minuti per gameplay. Ci sono diversi finali, quasi tutti negativi, e un finale positivo. Riuscirete a raggiungerli tutti in una mezz'oretta o poco più. L'inglese utilizzato è abbastanza semplice, anche perché la maggior parte del testo è composto dai pensieri di Samantha, senza descrizioni complicate o lunghi monologhi.

Ho apprezzato molto lo stile grafico, nonostante di solito non sia il mio genere, e le poche animazioni presenti sono tutte molto carine e adatte al contesto (specialmente gli effetti distorcenti del corridoio!). Le musiche sono poche, ma d'altronde è meglio così: gli effetti sonori, secchi, bruschi, rendono meglio la sensazione di oppressione e paura che prova Samantha.

Un bel lavoro, realizzato con cura e attenzione per i dettagli, che per dieci minuti riesce a metterci nei panni di una ragazza per la quale anche la più semplice delle azioni può essere molto difficile.