
È una fredda mattina di novembre come tante, al confine dell'Arstotzka, nazione pseudo-sovietica caratterizzata da un regime non certo amichevole e da rigide regole burocratiche. In uno dei punti di controllo siede il neo-assunto protagonista della nostra storia, un valoroso figlio del Popolo che ha avuto la fortuna di vincere il suo impiego a una lotteria organizzata dal regime. La vincita gli garantisce un posto fisso, un tetto sulla testa e la possibilità di mantenere la sua famiglia, una fortuna che non tutti i suoi compatrioti possono dire di avere (ma probabilmente si tratta di falsità messe in giro dai ribelli e dalle nazioni ostili).
Il compito del nostro "fortunello"? Controllare i documenti e le motivazioni di chi desidera entrare nella gloriosa nazione di Arstotzka. Un compito semplice e banale? Eh, no, perché i nemici del Popolo si nascondono ovunque, magari dietro al sorriso di quell'anziana signora che dice di volter superare la frontiera per incontrare il figlio che non vede da anni. Ogni documento va quindi analizzato con cura certosina, in cerca di dati fasulli, date sballate, timbri falsi e incongruenze varie.
Papers, please è l'ultimo gioco/esperimento di Lucas Pope, che fino a un paio di anni fa faceva parte del team dei Naughty Dogs (con i quali aveva lavorato a Uncharted 1 e 2) e che oggi si è lanciato sulla scena indie con giochi assolutamente fuori dagli schemi (e realizzati in tempi brevissimi). Al momento è disponibile una versione alpha che mostra i meccanismi base del gioco, ma nella discussione dedicata allo sviluppo non mancano succose anticipazioni su quello che ci attenderà a sviluppo completo: attacchi terroristici, interrogazioni, perquisizioni, esecuzioni sommarie, gestione delle finanze familiari e della salute dei propri cari, sottotrame e complotti... Ho già l'acquolina.
Il sito di Lucas Pope
La discussione dello sviluppo del gioco
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