Tutte le recensioni e tutti gli articoli che ho letto su Undertale, il gioco che vi presenta oggi INDIEtro Tutta, vi avvisano che questo non è un gioco che volete spoilerarvi, che vale la pena giocarlo senza averne letto in anticipo, perché altrimenti rischiate di rovinarvi l'esperienza. Ebbene, secondo me non è possibile “spoilerare” Undertale, perché è un gioco così pieno di sorprese e dall'atmosfera così peculiare, che è difficile da rendere a parole.
 

Undertale è un JRPG, sulla scia di tanti altri creati con RPGMaker e programmi simili, in cui interpretate una bambina umana (o un bambino, il protagonista è di sesso indefinito) che cade nel mondo sotterraneo, abitato da mostri, e deve tornare a casa. Questa è tutta la storia, ma a seconda di come giocherete tutti gli eventi seguenti la vostra caduta nel sottosuolo cambieranno anche in modo radicale.

La peculiarità di Undertale è che può essere completato senza uccidere nessuno. Questa è una feature che oggigiorno si legge spesso per i nuovi RPG in sviluppo, ma Undertale costruisce tutto il gameplay e tutta la storia stessa attorno ad essa e ne fa il suo elemento principale.

Ogni volta che incontreremo un mostro, entreremo nella schermata di combattimento, a turni, come nei classici JRPG. Il nostro personaggio sarà rappresentato da un cuoricino in un rettangolo dove avverrà la battaglia.
A quel punto, potremo scegliere se combattere il mostro (e quindi ucciderlo) o se risparmiarlo. Ogni mostro ha la sua personalità ed è suscettibile a diverse azioni che potremo compiere. Per esempio, c'è il mostro che vuole fare a gara di muscoli, e accontentarlo lo porterà ad abbandonare lo scontro. C'è quello che vuole essere lasciato in pace, quello che vuole essere rassicurato, quello che ha bisogno di un aiuto per esprimere i suoi sentimenti, ecc ecc.

Ogni combattimento è dunque una specie di puzzle: bisogna analizzare il mostro, trovare il suo problema e porgergli la soluzione – a quel punto lo si può risparmiare.

Mentre faremo tutto questo, però, *loro* attaccheranno noi – e qui arriva una parte che non mi ha convinta al 100%. I loro attacchi sono piccoli giochi di riflessi e velocità, una specie di bullet-hell. Frustantissimi per chi, come me, non è molto capace in questo genere di giochi. Sono rimasta bloccata per giorni su alcuni boss, specialmente perché se si decide di adottare lo stile pacifista per completare il gioco, non si avanza minimamente di livello! Avete capito bene: solo uccidere mostri regala punti esperienza, risparmiarli fa guadagnare solo soldi. Quindi si arriva agli scontri contro i boss ancora al lvl 1 e con una miseria di punti ferita! Ogni minimo errore può portare alla sconfitta – e a dover ricominciare il combattimento d'accapo.

C'è da dire che i mini giochi sono sempre ben pensati: ogni mostro ha un tipo di attacco diverso (a volte più di uno) in linea con il suo design e il suo carattere. E, come è stato già notato in diversi articoli, è probabile che l'estrema difficoltà della route pacifica sia voluta: uccidere tutti è la scelta più “facile”. Comprendere i mostri e decidere di risparmiarli costa tantissima fatica e determinazione.

E non a caso la determinazione è uno dei temi portanti del gioco. Non entrerò nei dettagli per non fare spoiler, ma Undertale riesce a catturare molto bene lo spirito di determinazione della protagonista e di alcuni dei suoi avversari, tutti decisi a raggiungere i loro scopi, anche se non “ad ogni costo”. Per i mostri noi siamo non solo invasori e membri di una razza nemica, ma anche l'unica speranza di uscire finalmente dal buio e dalla prigionia. E nonostante questo, se non sceglieremo la route violenta, molti di loro ci aiuteranno a tornare a casa, di fatto mandando alle ortiche le loro chance di salvezza. E' qui che il gameplay di Undertale si intreccia maggiormente con la storia: i personaggi ricordano le nostre azioni (non solo quelle che noi pensiamo essere importanti, ma anche alcune che avremo compiuto senza pensarci su molto) e agiscono di conseguenza. Possiamo passare dall'essere un assassino che incute terrore al suo passaggio, all'essere accolti come amici dalle comunità di mostri sparse per il mondo sotterraneo.

I mostri sono uno più kawaii dell'altro. Ok, chi non ama le stramberie giappe probabilmente storcerà il naso, ma la perdita è tutta sua, perché Undertale è pieno zeppo di personaggi simpatici, assurdi, commoventi, testardi e semplicemente carini. Non farò alcun esempio, perché questo sì, è peccato scoprirlo in anticipo. Sappiate solo che l'autore, Toby Fox, è riuscito a “dare vita” a due font di windows. Quasi tutti i mostri, specialmente i boss, hanno una Storia Tragica alle spalle e con loro l'autore è riuscito a camminare su quella sottile linea fra “comico” e “melodramma” che rende i mostri divertenti, molto umani e mai stupide macchiette.

Undertale ha una forte vena umoristica, che a tratti diventa un po' troppo “cheesy”, ma cambia così spesso che i momenti bruttini durano veramente poco. Spesso vi troverete davanti pezzi che prendono bonariamente in giro gli stereotipi dei JRPG (come i mercanti che si rifiuteranno di comprare roba da voi, perché... beh, che se ne fanno della vostra paccottiglia usata?) e altrettanto spesso ci saranno rotture della quarta parete che in qualche modo restano dentro “la storia”. Provate a fallire lo scontro finale più di una volta e a parlare con il boss, per esempio... O, ancora, provate a fare una prima route violenta e poi a ricominciare con una route pacifica... Undertale non dimentica, e neanche i suoi personaggi.

Resta da parlare dei puzzle. Il gioco è disseminato di puzzle, la maggior parte semplici e “stupidi”. Ma anche questo è voluto: i mostri spesso vi aiuteranno a risolverli perché hanno paura che vi facciate male, oppure bareranno e vi metteranno davanti a puzzle impossibili da completare. Quei pochi puzzle che effettivamente fanno il loro mestiere (farsi risolvere da voi) sono piccole seccature lungo il percorso: gli unici pezzi che mi hanno annoiata.

Lo stile grafico e le musiche rispecchiano in toto il resto di Undertale: sono vari, coloratissimi, pazzoidi e pieni di personalità. Ho adorato tutte le tracce sonore e ho fatto una marea di screenshots.
I vari stili grafici, specialmente, mi sono sembrati piccole metafore di questo o quel tema/personaggio del gioco e tantissime scene sono state orchestrate in modo abbastanza “cinematografico” (relativamente a un titolo simile, va da sé).

Ormai avrete capito che il giudizio su Undertale è più che positivo. Non è perfetto, e richiede almeno 2 giocate per scoprire la maggior parte degli eventi e dei retroscena della storia, ma è qualcosa di nuovo, che sceglie una meccanica e cerca di farne il suo perno e condisce il tutto con una caterva di personaggi, situazioni, scenari bellissimi e indimenticabili.