Stonekeep

Mentre a Stonekeep le giornate radiose scorrevano nel conforto di voci e risa familiari, nella sua camera nel castello, un giovane ragazzo sognava di salvare la bella e dolce Elisabeth dalle grinfia di un temibile drago. Theo, il suo cagnolone, lo osservava dimenare la spada e rispondeva con un caloroso scodinzolio. Era solo questione di tempo. Presto la marcia devastatrice della malvagia divinità Khull-Khuum avrebbe segnato per sempre la vita del giovane Drake. L'oscurità coprì il cielo e calò fino ad invadere la città di Stonekeep. Era la fine: gli abitanti cominciarono ad essere inghiottiti dalle tenebre e presto a Drake sarebbe toccata la stessa sorte. Una misteriosa figura apparì dal nulla e portò in salvo il giovane, giusto in tempo, prima che l'intera città sprofondasse nei più profondi recessi della terra.

Ten years later... Drake returns.
"I am Thera, Goddes of Earth. Prepare yourself, your journey awaits. You must descend to the lost city of Stonekeep and retrive the nine recepticles. To protect you from the magic of the darker realm, I must free your spirit from the confines of your body. Achieve your goal and Stonekeep and I will be set free. Fail and you shall be entombed by the forces of the darkness... Forever."

Subito dopo il filmato introduttivo ci si ritrova in un enorme dungeon a livelli: Stonekeep si presenta come un RPG in soggettiva alla Dungeon Master. E' doveroso avvisare che, nonostante i fondali ogni tanto varino a seconda dell'ambientazione, non vedremo altro che cunicoli e piccole stanze per tutta la durata del gioco: niente ambientazioni all'aperto ne grandi sale dunque, il che si traduce in scarsa libertà e longevità rispetto ad altri titoli del genere (nonostante il dungeon sia liberamente esplorabile). Il primo aspetto che salta all'occhio è la staticità che trasmettono le schermate prerenderizzate: i movimenti consentiti sono limitati ai quattro punti cardinali con cambi di direzione a 90°. Il cursore del mouse varia d'aspetto a seconda di dove lo si posa: tramite esso potremmo sia interagire con gli oggetti che troveremo nelle sezioni del dungeon sia difenderci dagli attacchi delle varie creature che tenteranno di porsi tra noi e la nostra meta. Un inventario è pronto ad accogliere tutto ciò che decidiamo di portarci appresso e presto potremo contare anche su di un diario dove potremo annotare i nostri promemoria e consultare le mappe. Thera, sottoforma di globo fluttuante etereo-luminoso, ci fa' strada attraverso il dungeon.

La musica è l'elemento che più di tutti, assieme ai curatissimi suoni, garantisce una perfetta atmosfera: il suono cristallino emesso da Thera mentre fluttua, la sua voce e la cupa melodia ci accompagnano mentre compiamo i primi passi. Presto ci troviamo faccia a faccia con il maligno Khull-Khuum che, come tutti i personaggi di Stonekeep, è realizzato con estrema cura. Il nostro avversario ci sbeffeggia ricordandoci la nostra miserabile umanità e le nostre scarsissime probabilità di uscire vivi dalla nostra impresa e tramuta Thera in un globo di pietra per poi svanire nel nulla. Thera è il primo dei nove globi magici che rappresentano le varie divinità che ci permetteranno di liberare Stonekeep per terminare la quest. Addentrandosi nel dungeon, come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, Drake acquisirà dimestichezza con le armi e con le magie, crescerà nelle caratteristiche personali e potrà accogliere nel party alcuni personaggi trai quali i nani Farli, Karzak e Dombur ed il misterioso Wahooka. Benchè la quest sia una ed una sola il gioco nasconde qualche zona segreta accessibile grazie scomparti segreti o attraverso muri invisibili.

 


Più una grande avventura interattiva con molti elementi rpg che un rpg puro, Stonekeep, è un gioco che ha pagato ingiustamente un'uscita posticipata nei tempi considerate le tecnologie utilizzate. Risulta comunque un gioco estremamente profondo e gradevolissimo grazie ad una trama solida e ben articolata, agli enigmi da risolvere, ai dialoghi, ai suoni e alle musiche di grande effetto, al feeling che si crea con i personaggi ed al loro carisma. Grafica e gameplay possono risultare rigidi ma sono elementi solidi e funzionali che contribuiscono ad enfatizzare il fattore narrativo. In definitiva uno dei miei best games ever che non esito a consigliare a tutti gli irriducibili del genere che cercano un’esperienza incredibilmente intima ed immersiva.
Il filmato introduttivo, dopo più di dieci anni passati dalla prima volta che lo vidi, mi fa ancora scuotere dai brividi!

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