Il Papa, le vicende della Curia e gli scandali "alla corte del Re" sono particolarmente attuali in questi giorni e la cosa non può che risultare funzionale alla promozione di Ira, secondo episodio di Shadows On The Vatican e nuovo titolo di 10th Art Studio del cui esordio avevamo parlato in prima battuta quasi un anno fa.

Dopo un'attesa fin troppo prolungata eccoci così ad analizzare il nuovo capitolo, con la speranza neanche troppo celata di poter tessere le italiche lodi ad una produzione che nel primo atto si era rivelata  sì onesta, ma senza particolari punte di eccellenza  e che ora cerca di mostrare al pubblico dei punta e clicca i progressi fatti in questi mesi di lavorazione.

La trama si riallaccia fin da subito con il cliffhanger che aveva chiuso Avarizia: Silvia, incaricata di uccidere il nostro James, veniva salvata da questi e portata nel suo appartamento; da lì le vicende cominciano però a complicarsi, con i nostri impegnati nello scoprire il perché del mandato di omicidio con la beata ignoranza di chi può solamente intuire i confini del problema che si appresta ad affrontare.

Per quanto riguarda la trama mi fermo qui, visto che uno dei punti di pregio di SOTV è riscontrabile proprio nell'intreccio narrativo, forte di diversi aspetti che si allontanano con decisione del filone "alla Brown" e che presentano invece motivi di interesse per tutti coloro che amano il mondo dei gialli e delle trame ben congegnate.

Guardando però Ira con l'occhio dell'avventuriero navigato il proseguo delle vicende pecca in più frangenti per  una linearità a volte troppo evidente, soprattutto nella prima metà dell'episodio, per poi sfociare in una struttura più aperta una volta preso pieno possesso di James e Silvia; tuttavia anche in questo caso, struttura più aperta non significa possibilità di avere una trama ramificata o particolari decisioni morali, ma unicamente il poter seguire più compiti in un ordine non prefissato.

Arrivati a questo punto credo sia quindi doveroso aprire una piccola parentesi sul concetto di linearità per darne il giusto peso in SOTV: all'interno della produzione episodica gli spazi per proporre deviazioni sul tracciato narrativo sono gioco forza ridotti, dovendo il tutto rientrare all'interno di un canovaccio portante che corre lungo l'intera durata del gioco. Certo, alcuni esponenti recenti come The Walking Dead mostrano la possibilità di approcciare il problema in modo diverso, però paragonando i budget a disposizione e soprattutto la volontà di creare un gioco più "giocato" che narrativamente sperimentale, credo che la scelta di Ira possa ritenersi nel complesso condivisibile seppur migliorabile. 

Diciamo che ad esempio una maggior varietà di situazioni e ambienti avrebbe contribuito a sopperire in parte alla sensazione di "corridoio" che talvolta coglie il giocatore, ma con la visione sull'intera produzione la valutazione è comunque positiva.

Tornando alla sceneggiatura sono poi da lodare i piacevoli dialoghi, capaci di rendere realistico l'avvicendarsi dei vari personaggi e delle vicende a loro collegate,  grazie anche alla possibilità di poter ad esempio interrompere il flusso delle parole per intervenire qualora ne vedessimo la necessità.

Arrivando alla ciccia di Ira possiamo inoltre solo lodare l'inventiva degli sviluppatori, propositori di enigmi tutti molto logici e aderenti alle esigenze della trama, senza però mai scadere nel banale; la struttura stessa dei puzzle costringe poi il giocatore a riflettere sul cosa fare senza lasciare il fianco a tentativi a casaccio per risolvere determinate sezioni, aspetto che in un punta e clicca realistico ritengo sia fondamentale.

Anche qui forse l'unica mancanza imputabile è relativa ad una poca varietà della tipologia dei rompicapi unita ad una difficoltà generalmente tarata verso il basso, ma per chi si approccia con timore al genere questa potrebbe essere comunque una buona notizia.

Dal punto di vista grafico luci e ombre si alternano nella valutazione: tutto quello che concerne paesaggi, sfondi o elementi di contesto mostra una decisa progressione, sia a livello tecnico che a livello qualitativo, rispetto ad Avarizia; purtroppo però i personaggi soffrono ancora della sindrome "bassa definizione", sebbene le animazioni risultino ora meno legnose e più fluide rispetto al passato.

Si poteva forse scegliere di puntare ad una grafica old-school per sopperire ai limiti di budget, ma credo che gli sviluppatori non abbiano voluto puntare ad un facile riscontro "amarcord", quanto ad una più veritiera valutazione della bontà del loro prodotto.

In soldoni il bilancio della parte tecnica si indirizza verso un riscontro positivo, ma è innegabile che i limiti grafico/tecnici sono ormai raggiunti, lasciando ben poco spazio a 10th Art per poter ottenere risultati migliori.

Il sonoro di contro, oltre a presentare un doppiaggio in italiano che di per sé rappresenta una valore aggiunto, è ben strutturato, con anche inflessioni dialettali e una recitazione convincente, eccezion fatta per degli sparuti scambi dove si riscontra una qualità minore, forse dovuta ad incertezze di recitazione.

Ira nel complesso presenta quindi alcuni decisi passi avanti all'interno delle vicende all'ombra del Vaticano, sebbene una linearità in alcuni momenti fin troppo marcata e un motore grafico che, nonostante i visibili sforzi, sembra proprio aver raggiunto i suoi limiti, ne appesantiscano in parte la valutazione finale.

Se siete alla ricerca di una buona avventura sorretta da dialoghi accattivanti e da una trama non scontata, questo secondo atto potrebbe essere un buon viatico per il mondo dei punta e clicca; per tutti gli altri il consiglio è di dare comunque una chance ad una produzione che vuole (e in parte riesce) a confrontarsi a testa alta con i più blasonati esponenti del genere.

Gli scandali del Vaticano sull'Ogi Forum