Sepia Tears è una storia d'amore. Sì, l'ennesima, ma non lo faccio apposta: le becco a caso una dopo l'altra. Giuro che la prossima visual novel recensita sarà di genere diverso.
Ma dicevamo: Sepia Tears è una storia d'amore, e questa volta senza alcuna stramberia: i nostri protagonisti sono entrambi umani al 100%.
Beh, forse.

Mark è un liceale molto incline a distrarsi e a dimenticare le cose. In particolare, non riesce a ricordare che cosa significhi il sogno che fa spesso: una ragazza con i capelli lunghi legati da un nastro, nastro su cui è scritto qualcosa... che non riesce a leggere. Un bel giorno, però, la ragazza del sogno gli appare davanti – o, almeno: quella che gli appare sul tetto della scuola sembra proprio la ragazza del sogno, fiocco compreso. E la fanciulla si getta dal tetto scomparendo sotto il suo naso. E' una visione, un fantasma, o che cosa? Myra, questo il nome della ragazza, lo segue ovunque vada e sembra sapere moltissime cose su di lui, oltre a dargli una fortissima sensazione di deja vu.
Queste sono le premesse della trama di Sepia Tears, sulla quale non posso dirvi altro perché, sotto sotto, è davvero molto semplice. Il che non significa che sia anche banale: Mark e Myra sono abbastanza ben caratterizzati e hanno delle evoluzioni personali e un passato originali, specialmente Myra. Anche i personaggi secondari, chi più, chi meno, non restano anonimi bambolotti sullo sfondo, anzi: fino a un certo punto sembra quasi che Sepia Tears sia un date sim, o un otome, e che noi, nei panni di Mark, possiamo scegliere quella che sarà la nostra ragazza alla fine della visual novel, perché a tutte è dato lo stesso spazio.

La particolarità è in come è narrata la storia di Sepia Tears, e qui si alternano gioie e dolori. In generale, la narrazione in prima persona da parte di Mark è buona; le sue battute sono credibili, i suoi dialoghi con la sorella Rin e gli amici sono quasi sempre divertenti e pungenti.
Ogni tanto passiamo al POV (Punto di Vista) in prima persona di Myra: il cambiamento si nota subito, sia per il tono delle battute che per i cambiamenti nell'interfaccia. Quello che non si capisce è a che serva questo cambiamento di POV, se non ad allungare il brodo. La ragazza ci dice qualche frase di cui non possiamo capire il senso e non scopriamo granché di nuovo. Non è l'unico punto in cui la narrazione è poco uniforme e precisa: spesso l'autore si diverte a rompere il “quarto muro” e se a volte la cosa gli riesce e lo stacchetto che ne segue è spassoso, altre volte è solo una lungaggine noiosa.

Il tono passa da quotidiano e semplice a nostalgico a drammatico; le scene nostalgiche sono spesso coerenti e ben inserite, le scene drammatiche sono spesso *troppo* drammatiche: più di una volta mi è sembrato che uno dei personaggi dovesse morire il giorno dopo in guerra o di una qualche malattia mortale, tanto era il pathos sullo schermo. Il ricordo che Mark deve risvegliare sembra assumere l'importanza e l'epicità del Santo Graal, quando è una cosa molto più banale, che può capitare a tutti nella vita. Insomma, troppo spesso si passa da dramma a melodramma, un po' eccessivo anche per gli standard giapponesi.
Infine, in certi punti la storia diventa troppo oscura. I personaggi fanno allusioni con tono carico di tensione e rimpianto a... qualcosa... che Mark ha capito, ma noi lettori no. Quindi noi ci sorbiamo 3-4 schermate di questo eterno dramma pensando: “ma wtf... ho perso un pezzo?”. E no, nessun pezzo è stato perso, sono i personaggi che se la stanno dicendo e piangendo da soli. Nel complesso, l'atmosfera della storia è molto bella e toccante, ma un po' troppo spesso si finisce nell'ultra-tragico senza motivo.
Numerosissime sono le citazioni ad anime e altre Visual Novels; ho beccato una citazione da Clannad e una almeno da Fate/Stay Night. Chi non conosce le opere, però, non si perde niente, semplicemente non noterà le citazioni.



Il gameplay è classico per una visual novel di questo genere. Come dicevo sopra, inizialmente sembrerà di poter scegliere una routes invece di un'altra, una ragazza invece che l'altra. Ma pur cambiando scelte, io sono arrivata sempre allo stesso finale; sul sito e sul topic nel Lemma Forum non si fa cenno di eventuali finali alternativi, quindi non sono riuscita a capire se non ce ne sono o se sono davvero ben nascosti da qualche parte. Di per sé, la cosa non è un problema: cambiando le scelte si arriva a scene e immagini nuove e le varie “routes” sono tutte coerenti (anche se non sempre ho capito a che servissero le scelte che potevo compiere). Grazie al cielo non ci sono statistiche da alzare con ore e ore e ORE di click selvaggio.

L'aspetto grafico è quello che mi ha colpito per primo, insolitamente curato per le visual novel che mi sono capitate ultimamente sotto gli occhi. Il tratto, “animoso” e non preciso, è subito molto kawaii; menù e interfaccia sono in tema e, anche se non al livello di altre VN amatoriali che ho visto (quelle di Christine Love o anche quelle della Cyanide Tea), sono molto buone. I personaggi hanno un sacco di sprites, cosa che consente loro di fare tantissime espressioni, e sono presenti molte scene bonus, disegnate appositamente, come quella che vedete subito sopra questo paragrafo.
Musiche ed effetti sonori sono superiori alla media, anche se non fanno strappare i capelli. Le musiche, che credo siano state pensate e composte appositamente per la VN, vanno dal grazioso al noiosetto, ma siamo comunque diversi gradini sopra quello che si trova nelle VN amatoriali, di solito. Lo stesso dicasi per gli effetti sonori, alcuni dei quali molto azzeccati.

Nel complesso, Sepia Tears è una VN non eccelsa, ma che può piacere a chi preferisce farsi prendere dall'atmosfera più che dalla storia. L'aspetto e la cura dal punto di vista grafico e sonoro sono semi-professionali, e considerato che questa è la prima VN dell'autore, Eternal, direi che è stato fatto un lavoro più che buono.