Fate/Stay Night

Sono passati dieci anni dall'incendio che devastò il quartiere in cui viveva Emiya Shirou, uccidendo i suoi genitori e lasciandolo in fin di vita. Dieci anni fa, Shirou fu salvato da Emiya Kiritsugu, un mago “indipendente” che in seguitò lo adottò e gli insegnò i primi rudimenti di magia. Adesso, Kiritsugu è morto e Shirou è deciso a seguire le sue orme, diventando un grande mago e sopratutto un supereroe.

Fate/Stay Night è una Visual Novel scritta da Kinoko Nasu e disegnata dall'artista Takashi Takeuchi, già autori della visual novel Tsukuhime, e prodotta dalla Type-Moon, l'impresa da loro due fondata. E' considerata dai fan il gioiellino della Type-Moon e, ve lo dico subito, non a torto. Andiamo a vedere perché.

Trama e Mondo di Gioco

Come dicevo, Shirou, il protagonista di Fate/Stay Night, vuole diventare un grande mago e un supereroe. E l'occasione per diventare entrambe le cose pare gli venga fornita su un piatto d'argento quando viene scelto con altri sei maghi per combattere la Guerra del Santo Graal: ogni “Master” dovrà evocare un “Servant” appartenente a una di sette classi specifiche (che fanno molto RPG) - Saber, Archer, Rider, Castar, Assassin e Lancer – e sconfiggere tutti gli altri per ottenere il Santo Graal, un magico artefatto che si dice essere onnipotente, in grado di esaudire qualsiasi desiderio.

Detta così, la trama sembra banalotta, giusta per un gioco d'azione. Ma la Guerra del Graal è un affare serio e, come tutte le guerre, non viene combattuta e vinta solo agitando le armi o pestando il nemico. I contendenti devono giocare sporco, e giocheranno sporchissimo. Senza fare spoilers, nelle tre routes in cui è divisa la VN assisterete non solo a scontri spettacolari, ma anche e sopratutto a sotterfugi, alleanze, inganni, tradimenti e un sacco di colpi di scena. In più il cast dei personaggi – su cui tornerò più avanti con più attenzione – è abbastanza grande e le loro storie personali spesso si intrecceranno o influenzeranno la plotline principale. In conclusione, la trama è immensa, complessa e assolutamente ricca, anche se non esente da difetti che vedremo tra poco.

Le tre routes da cui è composto il gioco devono essere completate una dopo l'altra, obbligatoriamente. Non si può scegliere di fare la terza prima della seconda, per esempio. E ogni route lascia aperte delle domande – spesso *grandi* domande – a cui verrà data risposta nelle routes successive. Alla fine di tutto, comunque, niente resterà in sospeso, quindi non temete di restare con qualche dubbio amletico su un aspetto della vicenda: non accadrà.

Vediamo le tre routes più nel dettaglio.

La prima route che vi troverete di fronte è Fate. Ha un solo True Ending, ed è la route più “tranquilla” delle tre, quella che vi introdurrà all'universo della storia – di una complessità rara – e che si concentrerà sulla storia personale di Saber, il Servant di Shirou, e sulla loro storia d'amore. Quando dico che è la route più “tranquilla” intendo dire che è quella in cui, nonostante quel che accada sia coinvolgente, emozionate e in certa misura epico, l'atmosfera è più pacifica rispetto alle altre due routes, dove sembrerà che l'inferno si rovesci nel mondo di gioco. Anche la storia d'amore è quella più melanconica delle tre, e forse anche quella più dolce.

La seconda route è Unlimited Blade Works, e ha un True Ending e un Good Ending, e si concentra maggiormente sulla storia di Rin Tohsaka, una compagna di classe di Shirou, sul suo Servant Archer, su Shirou stesso e sulla storia d'amore fra Shirou e Rin. Questa è la route in cui le cose cominciano a farsi più cupe. In particolare Shirou, che nella prima route risulta abbastanza scipito come personaggio, qui viene analizzato molto meglio e deve affrontare il peggio di se stesso. In più, la Guerra del Graal in questa route risulterà più dura, più difficile; gli assassinii si moltiplicheranno così come le pugnalate alle spalle.

La terza route è Heaven's Feel, che presenta un True Ending e un Normal Ending. Già il fatto che non ci sia nessun “Good Ending” dovrebbe darvi da pensare. In questa route il sangue scorrerà a fiumi, e dove non c'è sangue, ci sarà comunque sofferenza. Verranno introdotti temi che possono risultare pesanti (abusi sessuali, torture psicologiche, esperimenti su viventi, e simili amenità), e Shirou avrà la vita molto difficile, trovandosi spesso da solo contro tutti. Delle tre, questa è anche la route che allarga più il campo di azione: non solo saremo occupati con le storie personali dei protagonisti (specialmente di Sakura, una compagna di scuola di Shirou, che è ovviamente la terza storia d'amore della VN) e con la guerra del Graal, ma avremo a che fare con antiche entità e scopriremmo molto di più sull'origine della Guerra.

Dopo le tre routes c'è un Last Episode, molto breve, che ci fa dare un'ultima occhiata ad uno dei personaggi. Non dico nient'altro su questo pezzetto se non: non saltatelo.

Breve parentesi sul mondo creato da Nasu. Breve perché per essere esauriente dovrei scrivere un'enciclopedia. Il mondo creato da Nasu è molto complesso, pieno di meraviglie ad ogni angolo, e molto coerente. Nel corso della storia sono sparsi mille dettagli che aiutano a creare l'impressione che i personaggi, il mondo stesso e le sue regole, siano reali e abbiano un passato. Gran parte di questo passato ci verrà pian piano spiegato, e scopriremo a volte a nostre spese gran parte delle regole della Guerra, della magia, dei Servants.

I Servants, in particolare, sono stati pensati con attenzione. Un Servant è un eroe, realmente esistito o meno, la cui potenza e le cui abilità derivano dal mito che la gente gli ha costruito attorno. Se un eroe è ben conosciuto, sarà molto potente. Se si dice che possa camminare sulle acque, probabilmente camminerà sulle acque (no, tra i Servants evocati non c'è Gesù). Man a mano che scoprirete le vere identità che si nascondono dietro le classi dei Servants, nel menù verranno aggiornate le loro schede – e potrete farvi un'idea della cura riposta da Nasu nel bilanciamento dei suoi eroi. Cura che, specifico, traspare benissimo nella storia.

Appunto sulla coerenza: nonostante qua e là ci sia qualche strafalcione, per la maggior parte del tempo Nasu fa comportare i suoi eroi in maniera logica. Sono per la maggior parte uomini e donne fortissimi, capaci di camminare sui muri, di correre alla velocità della luce, di sopravvivere nonostante gravi ferite; lo stesso, Nasu non si accontenta del “perché sì, perché è fantasy”, ma tutto il suo mondo è costruito in modo che queste azioni super-umane da parte dei Servants risultino coerenti e credibili.

Dicevo che nonostante tutte le meraviglie, la storia presenta dei difetti: è così. Prima di tutto, i finali di due delle tre routes (le prime due), pur non essendo deludenti, presentano almeno due Deus Ex-Machina. In più, a volte Shirou o i suoi alleati riescono a sopraffare gli avversari perché tali avversari sono dementi. Questo difetto è mitigato dal fatto che il tale avversario demente è caratterizzato così per motivi logici, ma è comunque brutto vedere i propri eroi trionfare non per proprio merito, ma per deficienza (in tutti i sensi) dell'avversario.

In secondo luogo, a volte la trama si dilunga troppo su cose inutili. Tipo Shirou che fa la spesa. Prima delle tre routes c'è un Prologo, in cui seguiamo Rin Tohsaka nelle fasi subito precedenti l'inizio della guerra. Beh, metà di quel prologo fa venire il latte alle ginocchia: seguiamo Rin a scuola, al campo di tiro con l'arco, a casa sua mentre litiga con Archer... troppo, troppo dilungarsi su cose inutili!

Inserisco qua le scene di sesso... ebbene sì, ci sono delle scene di sesso. Non sono tantissime: Fate ne ha due, UBW una, e HF tre. Sono scene molto esplicite, sia graficamente che nelle descrizioni. Alcune le ho trovate belle, altre le ho trovate palesemente piazzate lì per attirare pubblico (cosa che poi ho scoperto essere vera...). C'è anche una scena un po' osè, ma non troppo, che ho trovato più fuori posto di tutte le scene di sesso. Quindi se siete sensibili a queste cose, potreste voler mandare avanti veloce queste scene.

Stile di scrittura

Restiamo nel campo dei difetti passando allo stile di scrittura. Premessa: ho letto la VN grazie alla traduzione del gruppo Mirror Moon. Non conosco abbastanza giapponese da giudicare la versione originale, e quindi non posso dire se le brutture che elencherò in seguito sono “colpa” di Nasu o della traduzione. Personalmente, e sottolineo che è una mia *ipotesi*, tendo a pensare che il gruppo abbia tradotto più che bene e che la “colpa” sia di Nasu. Metto le virgolette perché il giapponese è una lingua così diversa dalla nostra che non so se effettivamente queste brutture sono tali anche in giapponese o se emergano solo dalla traduzione (beh, alcune, come vedremo, sarebbero tali anche in lingua). Aggiungo che il gruppo Gekkou sta lavorando ad una traduzione italiana della VN, che al momento in cui scrivo risulta quasi terminata.

Comunque, se non conoscete il giapponese e volete leggere la versione inglese che al momento è l'unica completa, quello che vi toccherà sarà uno stile... non eccelso. Spesso è quasi amatoriale, e credo di essere buona nel giudizio.

Innanzitutto, le ripetizioni, che sono problematiche in qualsiasi lingua. Spesso capiterà di leggere intere schermate di cose tipo: “Morirò. So di star per morire. Sono certo di star morendo.”. A volte pensieri simili cozzano anche con quel che sta accadendo: Shirou sta per essere colpito a morte da una lama scagliata a velocità supersonica... e ha il tempo di mettersi a riflettere per tre ore sullo stesso concetto (“Morirò”). Come no.

Altro problema: la storia principale è tutta scritta dal POV (punto di vista) di Shirou, in prima persona. Ma ogni tanto viene presentato qualche interludio in cui, nove volte su dieci, lo stile è pessimo. O il narratore diventa un brutto onnisciente che ci tiene a farci sapere i pensieri intimi di ogni personaggio sulla scena – molto poco elegante, specialmente unito al difetto di prima, delle ripetizioni continue dello stesso concetto – oppure, peggio, il narratore è interno ad uno dei personaggi... di cui non ci viene svelato il nome (e ovviamente a schermo non appare lo sprite del personaggio, inutile dirlo)!

Il peggio del peggio è quando il narratore dell'interludio è un onnisciente... e neanche lui ci dice chi sta parlando! Magari va avanti due schermate a descriverci il movimento dei vermi nella stanza, e non una parola su *chi* sta osservando i vermi e compiendo le azioni. Quindi *non* capiremo chi sta parlando/pensando, e siccome quasi sempre tali interludi misteriosi mostrano l'avvenimento di qualcosa che dovrebbe destare curiosità, quindi qualcosa che non sappiamo spiegarci, il risultato è solo confusione. Nella terza route, specialmente, ci sono molti momenti così. Arrivata alla fine della VN, ancora ho un paio di dubbi su qualche interludio. Ridicolo.

Terzo, lo stile è pieno di difettucci minori, come lo spiegarci quel che un personaggio fa dopo che il personaggio l'ha fatto. Esempio (cambiato da me per evitare ogni spoiler, ma la “tecnica” è quella): Rin grida: “Brutto scemo di uno Shirou!”. Shirou commenta: “Rin mi insulta gridando”. Ma dai, mai l'avrei capito.

Nonostante tutto questo, la scrittura ha anche dei pregi. Quasi tutti i dialoghi sono eccellenti, e spesso da quelli si può identificare il personaggio anche senza leggere nient'altro (tranne che negli interludi. Perché in molti interludi il personaggio X mostrerà un lato di sé diverso, quindi il suo stile di dialogo sarà diverso.). E' moltissimo mostrato, combattimenti compresi; in sostanza, l'azione non viene quasi mai riassunta: se due personaggi combattono, leggiamo dei singoli colpi – se Shirou riesce a vederli – non di un generico agitarsi di lame.

Nasu si sforza di descrivere tutto per bene. Ogni tanto capita qualche stupidaggine contenutistica, del tipo che per i Servants, che sono super-forti e super-veloci, “la tecnica di combattimento non ha importanza”. Anche se sono maestri di tecnica, ovviamente. Ma queste incoerenze accadono raramente: di solito Nasu si sforza anche qua di dare una spiegazione logica a tutto quel che succede o che vuole far succedere. Se qualcuno si butta giù da un palazzo, non lo fa perché “siamo in un anime” e quindi può andare bene così, lo fa perché ha attivato un incantesimo, o ha un'abilità particolare. O perché lo buttano di sotto.

Personaggi

Passiamo ai personaggi!

E a Shirou, che è il nostro protagonista. Ora, tristemente, Shirou è il personaggio meno riuscito di tutta la VN. Nella prima route, come dicevo, risulta scialbo e forse anche noioso. Nella seconda route la sua psicologia, che in realtà non è per niente banale, viene mostrata molto meglio e Shirou assume più profondità. Nella terza l'ho trovato meno approfondito che nella seconda, ma la sua plotine personale lo porterà a scontrarsi con quello che nella seconda route aveva difeso con le unghie e con i denti. Non si può dire che sia una caratterizzazione superficiale, o poco interessante. Ma gli altri personaggi lo battono in quanto a particolarità e, credo, anche in quando a profondità della caratterizzazione.

Saber è il secondo personaggio principale che definirei “deboluccio” di caratterizzazione. Di nuovo, non è insufficiente, non presenta incoerenze o momenti di piattume, ma a confronto degli altri un po' sbiadisce.

“Gli altri” sono troppi, però, ed è inutile che li descriva tutti, tanto più che alcuni all'inizio appariranno in un modo... per poi togliersi la maschera e mostrare quel che sono davvero. Sakura, Kotomine e Archer, tra gli altri restano molto impressi. Alcuni personaggi hanno un modo di vedere, una filosofia di vita, completamente diversa da quella che uno si aspetterebbe e sono rari i casi in cui è possibile definire con certezza chi sia “cattivo” e chi no. Gli stessi personaggi riflettono spesso sulle proprie definizioni di tali termini – e anche qui ho trovato Shirou particolarmente seccante come protagonista. Mentre tutti gli altri, o quasi, hanno delle visioni personali, più o meno pratiche, più o meno interessanti, del bene e del male, Shirou... Shirou è un “buono” punto e basta. E' capace di venire a compromessi con i suoi ideali, ma non spesso e Nasu , specialmente nelle prime route, lo “premia” troppo. La scelta di Shirou, di solito, alla fine paga.

Gameplay

Ogni route di Fate/Stay Night è divisa in giorni, e quasi ogni giorno presenta almeno una scelta da compiere – di solito di più, raramente *molte* di più. All'inizio è difficile capire quali siano le scelte giuste, cioè, banalmente, quelle che non portano alla morte. Quando moriremo, ci si aprirà un siparietto, il Tiger Dojo, in cui due personaggi ci spiegheranno dov'è che abbiamo sbagliato e daranno consigli per non sbagliare in futuro. Sono consigli molto utili, ed è consigliabile salvare spesso e in slots diversi. Ma i Tiger Dojo non sono considerati fallimenti dal gioco: sono elencati nella sezione extra, perché siano scoperti tutti e 40.

Sì, *quaranta*.

Fate/Stay Night è molto lunga. Il gioco cronometra quanto ci mettete a finirlo – il mio indica 3 giorni e qualche minuto, e io leggo velocemente. Non è un difetto: i tre giorni di lettura se li merita tutti, anche se sarebbe stato meglio se fossero state tagliate tutte quelle inutili ripetizioni e momenti morti della giornata di Shirou.

***

Disegni e Suoni

Come al solito, non sono capacissima di giudicare il disegno. Mi rendo conto che è più che buono, sia come colorazione che come tratto. Avendo visto anche l'anime Fate/Zero, mi rendo conto anche che potrebbero essere migliori. Ma non credo ci si possa lamentare in questo caso...

Fate/Stay Night è una VN piena di sprites; ogni personaggio ne ha diversi, a volte con piccolissimi cambiamenti fra l'uno e l'altro (stessa posa, ma occhi aperti o chiusi, per esempio). Di conseguenza le schermate sono molto animate: i personaggi si spostano da destra a sinistra, si avvicinano o allontanano, compiono azioni come girarsi di lato (e a volte due o più sprites sono mostrati per la singola azione)... anche durante i combattimenti vedremo flash, dissolvenze, zoom, e altri artifici tecnici che creano l'impressione dello “scontro” sul nostro schermo. Davvero un bel lavoro.

Menzione negativa per il character design di alcuni personaggi. Se la maggior parte sono ben fatti, alcuni sono ridicoli: Rider sembra appena uscita dalla discoteca e la tutina di Lancer mi ha ricordato un po' i costumi dei Power Rangers.

Le musiche sono parecchie, molto diverse fra loro, alcune persino cantate. Nessuna mi ha mai dato fastidio, al contrario sono tutte il perfetto sottofondo per le scene che accompagnano.

Il doppiaggio, solo giapponese, è favoloso. Ogni voce è azzeccatissima e il tono delle battute è sempre quello giusto. Nota negativa solo quando i personaggi si mettono a parlare inglese: non c'è nulla da fare, fanno ridere. Specialmente Archer, il cui incantesimo è tutto in inglese, mi ha causato scoppi di risa.

Trasposizioni

So che in questo sito non si recensiscono anime, ma già che ci siamo... molte visual novels vengono adattate in anime, e anche Fate/Stay Night ha avuto le sue trasposizione: un anime di 24 episodi e un OAV. Nessuno dei due vale quanto la visual novels. L'anime riprende la prima route – cioè quella meno appassionante – mischia un po' qualcosina delle altre routes stravolgendo il senso degli avvenimenti e mette in scena brutte animazioni e costumi orrendi. L'OAV, Unlimited Blade Works, riprende la seconda route, ma tagliandola pesantemente, e di fatto risulta mezza incomprensibile per chi non conosca già la VN.

Nel dubbio, consiglio di leggervi la VN o lasciate proprio perdere.

Conclusione: una delle VN – no, delle storie – più belle che abbia mai letto. E originale, fantasiosa, coinvolgente, con personaggi interessanti e trama e ambientazione molto complesse. Bisogna purtroppo sopportare un writing bruttarello, e a volte è pesante, ma ne vale la pena.

Volete scegliere la route dell'Ogi Forum?

MuvLuver scrive:23/08/2013 - 19:31

Ho letto tutti i suoi articoli! Trovo molto interessanti alcuni di quelle vn, dato che sono relativamente nuovo nel genere e cerco di raccogliere consigli, recensioni, etc.

Gwenelan scrive:24/08/2013 - 01:49

Grazie infinite dei complimenti - e sapere che leggi i miei articoli mi ha anche molto piacere :)! E' vero, siamo in pochi a leggere VN al momento, ma magari le cose cambieranno: nel mercato inglese ne ho viste fiorire parecchie nella scena indie.
Thanks again :)!

Ragfox scrive:23/08/2013 - 00:56

Noi gestori del sito siamo contenti che ti sia piaciuta la recensione e ci fa piacere vedere che qualche appassionato di Visual Novel esiste anche in Italia :D
Spero tu abbia notato le varie mini-rece di VN "indie" che Gwenelan sta pubblicando qui su OGI. Si tratta di titoli minori, ma qualche chicca ci scappa sempre.

MuvLuver scrive:21/08/2013 - 11:28

Mi è piaciuta la recensione, concordo su molti aspetti.
Del resto è bello vedere delle recensioni di VN in italiano... Ahimè la comunità di lettori nostrani è molto ridotta.

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