The Raven - Legend of a Master Thief Ep. 2

Qualche tempo fa abbiamo visto l'uscita del primo capitolo di The Raven – Legacy of a Master Thief, della King Art, in cui ci trovavamo alle prese con il furto e il misterioso ritorno (forse) del fantomatico ladro The Raven (Il Corvo). Vediamo cosa ci aspetta nel secondo capitolo di questa avventura.

Il primo capitolo si era interrotto molto bruscamente e il secondo riprende proprio da dove il primo era finito. Siamo sempre nei panni del bonario Zellner che cerca, fra una botta in testa e le prese in giro dell'Ispettore Legrand, di fermare il Corvo prima che questi riesca a rubare il secondo Occhio della Sfinge, che dev'essere esposto nel Musero del Cairo. Purtroppo adesso il Corvo non è tanto raffinato e non violento come prima e si diverte invece ad ammazzare gente e piazzare bombe in giro. Zellner è infatti convinto che questo sia un impostore, e che il vero Corvo sia quello ucciso da Legrand anni prima. Ma allora, chi è il ladro che adesso sta seminando caos da Venezia al Cairo?

Questi saranno i nostri quesiti per la prima metà di questo episodio, perché nella seconda passeremo nei panni del ladro – beh, di un ladro. Non vi dirò, naturalmente, se questo ladro (che potrebbe anche essere una lei...) è o meno il Corvo, e/o se quello che si pensa essere il Corvo sia proprio *quel* Corvo. Il punto è che passeremo nei panni del ladro e rivivremo gli eventi del primo episodio dalla sua prospettiva.

Questo è, in parte, un problema. Infatti, benché la storia resti abbastanza interessante, e sia piacevole vedere i retroscena di tanti piccoli dettagli misteriosi presenti nel primo episodio, in questo modo ci viene impedito di capire assieme a Zellner cosa è successo e chi è il colpevole. Sì, qualche indizio viene sparso in giro, ma non sono sufficienti a capire come sono andate le cose, che ci vengono invece svelate (in parte) in maniera diretta. In secondo luogo, il cambio di personaggio avviene proprio durante quello che sembra il climax della storia, quando sembra che tutti i nodi stiano per venire al pettine. E invece, pam!, torniamo indietro a vedere eventi che bene o male già conosciamo.

Aggiungiamo che, dalla prospettiva del ladro, è tutto più corto e più semplice, con meno personaggi, e che l'episodio si chiude bruscamente come si era chiuso il primo senza dirci granché di interessante... e uno si domanda il perché di questa manovra. Forse avrà un senso nell'episodio successivo, ma, in questo, mi ha solo lasciata confusa.

Dal punto di vista degli enigmi non siamo messi meglio. L'unico passo avanti che ho notato, rispetto al primo episodio, è che questa volta non serve girare gli ambienti ottanta volte, perché non ci sono hotspot che compaiono all'improvviso su quelli che prima erano meri oggetti di sfondo. D'altro lato, però, gli enigmi sono più semplici e, nel pezzo in cui impersoniamo il ladro, sono anche più inverosimili. Non “impossibili”, solo... molto à la MacGyver. In un solo caso ho notato una vera e propria assurdità: bisognerà andare in giro a cercare un cacciavite (misteriosamente chiamato “wrench”) quando ne avremo già uno in inventario, che infatti useremo subito dopo.
Sono ancora presenti i sistemi di aiuto e di punteggio del primo episodio: ogni enigma risolto ci regalerà dei punti che potremo utilizzare per ricevere hints se restiamo bloccati, o per mostrare tutti gli hotspot.

Le animazioni, come nel primo episodio, sono decisamente bruttine, e ho notato qualche bel bug che in un caso mi ha costretta a ricaricare un salvataggio precedente. In alcuni casi è anche difficile beccare il giusto hotspot perché la zona in cui cliccare è situata di lato rispetto all'oggetto effettivo. Insomma, per esaminare un vaso, magari, bisogna cliccare in alto a destra rispetto al vaso stesso. Niente di insormontabile, ma dà fastidio.

Il resto del comparto tecnico è rimasto identico a quello del precedente episodio, cosa che non sorprende. La grafica, al massimo dei dettagli, è molto buona, specialmente gli sfondi sono deliziosi e i modelli dei personaggi, benché abbiano visi un po' strani, sono decenti. Le musiche, sempre in stile Poirot, si accompagnano benissimo all'atmosfera del gioco. Ho notato ohni tanto degli effetti sonori randomici, come dei suoni di passi lì dove nessuno stava camminando, ma si tratta di piccole sbavature.

Nel complesso, non posso dire che questo episodio sia brutto. E' un po' lento, ma se la storia cominciata nel primo episodio è risultata interessante, probabilmente anche questa parte piacerà. Però qualcosa che non va c'è: non si capisce il perché del passaggio al ladro, gli enigmi sono più deboli, e il tutto mi è sembrato anche più corto. Il sospetto che mi è venuto è che l'intera storia andasse divisa in due, non in tre episodi: questo è un po' debole rispetto al primo. Speriamo in un bel finale.

Continua la caccia al ladro sull'Ogi Forum

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