The Raven - Legend of a Master Thief Ep. 1

Siamo nel 1964 e the Raven (“il Corvo” in italiano) è già stato sconfitto: qualche tempo prima l'ispettore francese Legrand, dopo anni di inseguimenti, era riuscito a raggiungerlo e gli aveva sparato, uccidendolo. Adesso, però, sembra che il Corvo sia tornato: un gioiello, l'Occhio della Sfinge, è stato fregato proprio sotto il naso di Legrand, e sul luogo del crimine è rimasta la “firma” del leggendario ladro, una piuma nera. Legrand avrà accoppato l'uomo sbagliato?

The Raven – Legend of a Master Thief è la nuova avventura grafica ad episodi prodotta dalla King Art, già conosciuta per l'avventura fantasy-comica Book Of Unwritten Tales. Questa volta, però, avremo a che fare con un fantomatico ladro in un titolo molto ispirato ai gialli di Agatha Christie. Vediamo com'è andata.



Cominciamo subito col dire che noi non impersoneremo l'ispettore Legrand, ma Zellner, un poliziotto svizzero vicino alla pensione, un po' sovrappeso, con problemi di cuore e amante dei gialli. Quando l'Occhio della Sfinge viene rubato proprio sul suo treno – lui lavora come guardia sull'Orient Express – Zellner vede la possibilità di partecipare a un caso emozionante per la prima e forse unica volta nella sua carriera, e non riesce a rinunciarci.
Zellner è un protagonista atipico, specialmente per un'avventura investigativa: è un pacioso, reagisce alle punzecchiature rabbiose di Legrand con calma ironia, non crede di essere una grande mente e gli manca l'arroganza tipica dei detectives di questo genere di storie (Poirot, Sherlock Holmes). E' facile prenderlo in simpatia, specialmente dal momento che l'ispettore Legrand si mostrerà scontroso e maleducato nei suoi confronti sin dal primo momento.

Legrand, invece è proprio il tipico grande detective, famosissimo, intelligentissimo (almeno, così si dice) ed è colui che è riuscito a fermare il Corvo! I ragazzi della King Art sono riusciti a rigirare i cliché del genere molto bene con questi due personaggi: grazie al fatto che noi impersoniamo Zellner, e grazie al fatto che ambedue gli investigatori hanno una psicologia molto umana, sebbene non tanto approfondita, la sensazione che si ha non è quella di qualcosa di già visto e già fatto mille volte.

E questo nonostante The Raven sia fortemente ispirato a un giallo di Agatha Christie, in particolare alle avventure di Poirot. Dall'epoca in cui è ambientata la storia, alle locations, che vanno dall'Orient Express a una nave da crociera un po' malandata, ai personaggi e alla trama stessa, tutto richiama i romanzi della famosa scrittrice. E' persino presente un personaggio, Lady Clarissa Westmacott, l'autrice di gialli preferita da Zellner, che è molto apertamente Agatha Christie stessa.

Si è quindi cercato di prendere gli elementi tipici del genere e di cambiarli un po', lasciandoli comunque riconoscibili, in modo che gli amanti di questo tipo di giallo si sentano subito a casa. L'operazione è abbastanza riuscita. Purtroppo i personaggi secondari non sono, almeno in questo primo episodio, granché memorabili: sono il classico mix di nazionalità e professioni diverse che si trova tanto spesso nei gialli dell'epoca. Tutti sono dei sospetti, naturalmente, e si è tentato di dar loro una personalità e un passato, ma restano piuttosto anonimi, specialmente perché non c'è il tempo per conoscerli tutti: alcuni livedremo solo un paio di volte, en passant.

E il Corvo? Il Corvo... non c'è. E' un'ombra che aleggia per tutta la durata del gioco, ma non si vede mai. C'era da aspettarselo, considerando che questo è il primo episodio e la storia, quindi, è incompleta, ma si sente la mancanza di un punto culminante, di qualche evento davvero importante: nonostante non sia tanto corta, l'avventura ha un ritmo rilassato, lento, e non fa in tempo a entrare nel vivo che... finisce. E a questo proposito, il finale è una nota assolutamente negativa: il gioco termina con un cliffhanger e senza grazia, come se qualcuno avesse troncato la storia con l'accetta.



Ma passiamo alle note tecniche, e ai dolori. Il lato peggiore del gioco sono sicuramente le animazioni: sono goffe, legnose, e più volte mi è capitato che Zellner restasse incastrato da qualche parte, camminando contro un ostacolo. Per fortuna è sempre possibile cliccare per far terminare l'animazione in atto e teletrasportare magicamente i personaggi al momento subito successivo. C'è anche qualche bug, che farà misteriosamente scomparire Zellner dallo schermo, anche se potremo continuare a cliccare in giro senza problemi, aspettando che ricompaia.

La telecamera è fastidiosa: capita che, per passare da una schermata all'altra, bisogni cliccare sulla parte bassa dello schermo... facendo comparire l'inventario. Oppure capita che per spostare Zellner, in modo da vedere l'hotspot che si trova dietro di lui, si cambi schermata, perché la location è "stretta". Anche durante i dialoghi ho notato che a volte i personaggi spariscono aldilà della telecamera, e noi vediamo solo mezzo volto.

I dialoghi sono sempre verosimili, molto leggeri, a volte ironici, specialmente quando Zellner ha a che fare con Legrand. In genere caratterizzano bene i personaggi, ma spesso sono composti da chiacchiere amichevoli fra Zellner e i vari sospetti, e raramente sono brillanti. Sicuramente sono in linea con l'atmosfera del titolo, ma non aiutano ad aumentare il ritmo dell'avventura. Il doppiaggio, inglese, non mi è sembrato eccezionale, ma altre fonti dissentono ed essendo le altre fonti inglesi, probabilmente sono troppo severa. Diciamo che a volte il tono mi è sembrato troppo meccanico, e gli accenti troppo pronunciati. Perfetti invece i sottotitoli: ho trovato solo un errore in tutto l'episodio.



E veniamo agli enigmi, vero cuore del gioco. Il lato positivo è che sono tutti logici, anche se sono presenti alcuni cliché del genere (il classico fil di ferro per aprire i lucchetti), e ci sono anche un paio di mini-giochi, per variare. Inizialmente sono troppo facili, ma proseguendo nel gioco la difficoltà aumenta, anche se nessuno mi è sembrato particolarmente ispirato, o geniale, o originale.

Di solito, se trovate un oggetto, dovrete usarlo esattamente nel modo in cui vi aspettate di usarlo. Il problema principale, però, è che a volte capita di non avere abbastanza indizi per risolverli, perché alcuni hotspot si attivano solo dopo che son accaduti alcuni eventi, ma senza una ragione logica. Per esempio, dopo aver esplorato tutta la nave da crociera, e aver risolto un pezzo di gioco, improvvisamente si potrà interagire con una pianta (solo con quella specifica pianta). Ma, visto che la nave era già stata esplorata tutta, e quella pianta non ha rivestito fino ad adesso nessunissima importanza, non viene in mente che è possibile accedervi per risolvere un enigma. Bisogna quindi esplorare ogni volta tutto quanto per poter proseguire.

A questo si aggiungono dei controlli un po' imprecisi. Quando bisogna scassinare la serratura, per esempio, spostare il fil di ferro non è impresa semplice, e molto spesso per esaminare un hotspot bisogna cliccare qualche centimetro sopra l'oggetto, invece che sull'oggetto stesso. Quando due hotspot sono vicini la cosa è fastidiosissima.
E' presente un sistema di hint in game: per ogni enigma risolto, e per ogni passo avanti nella storia, si guadagnano dei punti che è possibile “spendere” sbloccando un hint, nel caso si restasse bloccati. Hint che però raramente servono a molto. Sempre spendendo punti è possibile attivare tutti gli hotspot sullo schermo. Ora, unite quest'aspetto al fatto che dovrete rigirarvi tutte le locations per cercare degli oggetti misteriosamente “attivati”... perderete punti solo per non perdere tempo.



The Raven è un'avventura grafica che, per chi non è stra-appassionato dell'ambientazione, può essere insipida all'inizio. Proseguendo i personaggi prendono vita, la storia si fa più affascinante ed è divertente tenere conto di tutti i piccoli indizi raccolti – che Zellner segna su un taccuino, con tanto di ritratti dei sospetti – e cercare di capire come sono andati i fatti. Però questo episodio, da solo, non dà grandissime soddisfazioni. Se gli altri due episodi (uno è già uscito, e lo troverete recensito a breve) saranno almeno a questo livello, si potrà parlare di un'avventura almeno carina. Al momento, però, questo primo episodio raggiunge giusto la sufficienza.

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