C'era una volta uno zar di nome Berendey, che aveva tre figli. Il palazzo dello zar era circondato da un orto bellissimo e tra i tanti alberi c'era un melo meraviglioso che produceva mele d'oro. Il giorno in cui lo zar scoprì che qualcuno era entrato nell'orto e aveva rubato le sue mele andò su tutte le furie e comandò alle guardie di acchiappare il ladro..."

Questo è l'inizio della classica fiaba russa “L'Uccello di Fuoco”, che potete leggere nella sua interezza qui. La visual novel che vi presentiamo oggi, Prince Ivan, è una rielaborazione della famosa fiaba: ne mantiene tutti gli elementi essenziali, dai personaggi all'intreccio, ma aggiunge un tocco moderno e una buona dose di umorismo. La sua autrice, OokamiKasumi, è la stessa di un'altra visual novel che rielaborava le fiabe classiche: Faery Tale. Vediamo se anche questa il risultato finale vale il tempo speso!

Dunque, quando lo zar scopre che qualcuno gli sta fregando le mele, va su tutte le furie e ordina ai suoi soldati di scovare il ladro. Ma il ladro non è umano: è un bellissimo uccello dal piumaggio di fuoco, che ogni notte becca una mela e se la svigna. Lo zar, a questo punto, chiama i due figli maggiori e promette di nominare come suo successore colui che gli porterà l'uccello, vivo. In più, apre le porte del suo giardino a chiunque voglia provare a prendere questo benedetto uccello.
Nessuno si preoccupa di avvisare anche Ivan, il figlio minore: Ivan è troppo incapace per completare una qualsivoglia missione, ed è pure mezzo deficiente, visto che passa il suo tempo nella foresta, convinto che sua nonna (morta tempo addietro) viva tra le frasche. Lo zar ormai ha perso le speranze di tirare fuori qualcosa di buono da Ivan: l'unica soluzione è che una qualche principessa se lo sposi, così almeno avrà una casa e qualcuno che si curi di lui.
Ivan, però, è di diverso avviso: lui vuole spassarsela, non gliene frega niente degli uccelli di fuoco, delle mele e del regno. Tutto quel tempo passato fra le scartoffie, con mille responsabilità, mille impegni... che palle! Lui vuole solo la sua parte di divertimento, e non vuole assolutamente essere spedito da qualche parte a fare il mantenuto. Il suo problema è che non c'è mai niente di interessante da fare, e lui si annoia.

Un bel giorno, passeggiando nella foresta, incontra la bella Elena, principessa di un altro regno che, mascherata da uomo, vuole catturare lei l'Uccello di Fuoco, in modo da raggranellare i soldi necessari a continuare la *sua* personale missione: trovarsi uno sposo che la lasci regnare.
Ivan è incantato dalla sconosciuta: finalmente qualcuno che non conosce, e con cui è interessante scambiare quattro chiacchiere! Decide quindi di aiutarla ad acciuffare l'uccello, nonostante Elena non sia molto grata della compagnia.

Come può notare chiunque conosca la fiaba, l'intreccio è simile, ma la storia è stata rimaneggiata. In particolare, OokamiKasumi ha aggiunto una vena di ironia che rende storia e personaggi molto meno scontati e banali di quel che ci si potrebbe aspettare, e ha approfondito la psicologia di alcuni di loro, in particolare Ivan, Elena, Baba Yaga e il Lupo Grigio.
Ivan ed Elena sono i due con cui passeremo la maggior parte del tempo, e sono davvero un piacere da leggere. I loro dialoghi sono sempre divertenti e credibili. E' chiaro fin da subito che i due potrebbero finire assieme (benché Prince Ivan *non* sia una VN romantica, ci tengo a sottolinearlo), ma OokamiKasumi non tira fuori il solito arsenale di cliché con il Vero Amore che ricompensa Generosità e Virtù e simili scemenze da romance da quattro soldi. Non ci sono neanche quegli orrendi momenti di imbarazzo stile anime, in cui i due si toccano e arrossiscono come ormai neanche i dodicenni.
Ivan ed Elena sono due adulti che hanno per la testa *altre* faccende oltre al lovvo, e si comportano di conseguenza. Ivan corteggia Elena fin da subito, ma lo fa con lo stesso piglio con cui fa tutto il resto: con giovanile e superficiale entusiasmo. E' un bambino troppo cresciuto, ogni cosa per lui è un nuovo giocattolo, e non maturerà magicamente alla fine della storia. Elena è più seria e matura di lui, e non ha tempo da perdere con i suoi giochi da ragazzino. Nessuno dei due avrà una di quelle tristissime illuminazioni finali in cui capirà che nella vita bisogna maturare/scendere a compromessi o che il lovvo è la cosa fondamentale/si fanno sacrifici per amore e altre scemenze simili. I personaggi umani sono, e umani resteranno, con tutte le loro rogne.

I personaggi secondari, tra cui lo zar e i due fratelli di Ivan, sono molto più piatti e si limitano a fare il loro mestiere di “quest giver” e di “cattivi”. Il problema non si nota molto perché quasi tutto il tempo è speso dietro Ivan, Elena e il lupo grigio e, quando appare qualche altro personaggio, i dialoghi sono resi abbastanza interessanti da non far rimpiangere una miglior caratterizzazione. Peraltro, questa differenza è voluta – o quantomeno è stata notata – e OokamiKasumi la rende fonte di risate. Quando Ivan parla a uno zar, per esempio, passa improvvisamente a un tono “aulico”, salvo pensare in tono normale, e come lui fanno gli altri personaggi. Questo stacco fra pensieri e dialoghi fa sospettare che tutti stiano recitando una parte, e che magari lo zar, nel suo privato, sia un personaggio meno piatto di quanto appaia.

Nel corso della storia avrete occasione di compiere molte scelte, e tutte influenzeranno gli eventi, fino a condurre a uno di quattro finali, un paio dei quali, ovviamente, son da ridere. L'autrice consiglia di non compiere le scelte che paiono le più sagge, in modo da scoprire scene spassose, e in effetti più di una volta questo sistema ricompensa con qualche risata.

Giacché stiamo parlando del gameplay, non posso non citare l'unico pezzo della visual novel che avrei preferito non ci fosse: il labirinto della strega! Sì, entrerete nella casa della Baba Yaga e dovrete farvi strada in un labirinto. Non è molto lungo, e avrete una mappa, ma è noioso, ripetitivo, e dura almeno un 5-10 minuti (dipende da quanto è buono il vostro senso dell'orientamento, il mio fa schifo). Non aggiunge niente di significativo né alla storia, né al divertimento, che durante quella sezione cala ai minimi termini.
Per fortuna, se farete salvataggi oculati (ossia uno all'inizio della storia, e uno subito dopo il labirinto), potrete vedere tutti i finali senza rifarvelo, ma avrei gradito tantissimo che ci fosse un tasto per saltarlo.

Graficamente, Prince Ivan è stupenda! I disegni dello sfondo e delle vignette che compaiono ogni tanto sono di Ivan Bilibin, Boris Zvorykin (di cui non riesco a trovare una pagina wiki), Ivan Šiškin, Viktor Vasnecov e Yefim Volkov. Come potete vedere dalle immagini e dai link, sono immagini bellissime, in stile russo, ovviamente, e che quindi si adattano alla perfezione alla visual novel.
I personaggi e le loro animazioni sono stati realizzati da OokamiKasumi stessa, che è riuscita a integrarli abbastanza bene con gli sfondi e le vignette. Menu e interfaccia sono nello stesso stile, e l'impressione complessiva è quella di un prodotto professionale e molto curato.
Le musiche sono tutte di Igor Stravinsky, e sono quelle che per prime vi caleranno nell'ambientazione e nelle atmosfere di Prince Ivan.

Erano mesi che incappavo solo in visual novel bruttine, banali, e noiosette. Prince Ivan è stata la classica ventata di aria fresca: una storia affascinante e intricata, dei personaggi vivi e interessanti, dialoghi divertenti, delle scelte che valgono la pena di esser fatte, e un comparto estetico e tecnico che fa piacere guardare e ascoltare. E tutto questo gratuito: Prince Ivan è un prodotto amatoriale, distribuito gratuitamente, che merita tutti i vostri click.