Consortium

Siamo in un 21° secolo alternativo, in cui la pace nel mondo sembra essere stata raggiunta e i vari paesi si affidano, per la loro difesa armata, al Consortium, un'organizzazione militare che cerca di mantenere suddetta pace. Noi vestiremo i panni di Bishop (Alfiere) 6, un membro del Consortium in viaggio sulla Zenlil per Dublino.
O meglio, noi vestiremo i panni di noi stessi e dovremo guidare Bishop 6 in un mondo di cui sappiamo poco o nulla, districandoci fra congiure, omicidi e misteri.

Consortium è un'avventura della Interdimensional Games, finanziata tramite kickstarter nel 2013.
Le sue premesse sono un po' inusuali nel senso che fin dall'inizio ci verrà spiegato che Consortium è un gioco rilasciato per testare l'effetto delle scelte di Bishop 6 sugli eventi futuri. Noi giocatori accediamo tramite un satellite alla dimensione di Consortium e ogni partita rappresenta una timeline diversa che verrà poi studiata per trovare il miglior futuro possibile.

Vengono quindi giustificati tanti usi comuni negli RPG, come il protagonista a cui bisogna spiegare persino chi sono i suoi vicini di casa da 20 anni. Dal momento che noi non siamo Bishop 6, infatti, è probabile nella prima partita faremo mille domande sull'ambientazione e sugli NPC: gli altri personaggi, però, giudicheranno strano questo comportamento e non sempre saranno disposti a spiegarci cose che dovrebbero esserci ovvie.

Avrete capito che uno dei punti forza di Consortium è la reattività. A seconda di quel che diremo, delle azioni che compiremo e addirittura, in alcuni casi, di dove stiamo guardando con il nostro avatar, gli altri personaggi si faranno un opinione su di noi e cambieranno il loro atteggiamento. Magico il momento in cui un pg, intento a limonare con un'altra pg, ha notato che lo stavo guardando e mi ha chiesto di levarmi dai piedi!

Naturalmente, la parte del leone la fanno i dialoghi, ben costruiti e molto vari. Mi è sembrato che tutti i pg avessero un loro background, anche se questo non viene mai completamente svelato (d'altronde, sarebbe stato inverosimile che tutto l'equipaggio venisse a raccontarmi i fatti suoi). Vale la pena di fare più di una partita per vedere cosa cambia a seconda del nostro comportamento.
Ogni tanto, va detto, un dialogo va troppo per le lunghe e suona un po' forzato, ma accade raramente.

La reattività è molto minore per quel che riguarda l'interazione con l'ambiente. Molti degli oggetti presenti nel gioco sono inutilizzabili. Per esempio, c'è una scacchiera, ma non possiamo giocare a scacchi; molti dei computer di bordo non sono attivabili e così via. Certo, è tutto narrativamente giustificato dal fatto che ci troviamo in una simulazione controllata dal Re (avrete capito che tutti i membri del Consortium hanno un rango legato a un pezzo degli scacchi), che può impedirci di fare questo o quello a piacimento. Avrei comunque gradito un po' più di libertà sotto questo aspetto, ma pazienza.

Ma cosa, esattamente, dovremo fare sulla Zenlil? A parte cercare indizi su cose misteriose di cui non vi dirò nulla (gli indizi sono nascosti ovunque, persino nell'interfaccia), la nostra principale preoccupazione sarà scovare un criminale a bordo. Qui è dove il gioco mi ha fatta felice, donandomi la possibilità, per una volta, di avere per le mani una vera avventura investigativa! Niente imbeccate, niente pg che vengono a dirti: “oh, questo è un indizio importante!”, niente sequenza che conduca anche l'ultimo degli scemi alla Verità: dovrete osservare quello che riuscite a notare con i vostri occhi, parlare con i personaggi che credete siano sospetti, capire da soli quali sono gli indizi e alla fine indicare un colpevole senza ulteriori aiuti.
Spero vivamente che chiunque voglia cimentarsi con la nuova avventura di Sherlock o di Poirot o di un investigatore a caso prenda nota.

Questa parte di Consortium mi ha ricordato un po' The Last Express. Come in TLE, infatti, l'equipaggio della Zelil segue la sua routine e svolge le sue mansioni, a prescindere dalla nostra presenza. Se dobbiamo beccare un pg fare una cosa sospetta, sarà bene che andiamo a osservalo al momento giusto, altrimenti possiamo salutare l'indizio per sempre. In alcuni momenti specifici il gioco ci aspetterà, nel senso che attenderà che questa o quella specifica azione venga compiuta prima di far succedere un determinato evento. Ma il risultato è abbastanza naturale e verosimile.

Parliamo infine di combattimento e quindi di note negative. E' possibile completare il gioco senza quasi sparare (è obbligatoria, mi pare, una missione di “tutorial” al combattimento), ma è anche possibile scegliere la via della violenza selvaggia – il che si traduce in alcune sequenze FPS. Io sono una schiappa, quindi ho avuto grande difficoltà, ma in generale non mi sono sembrate particolarmente ben fatte. Non posso dire che andassero tolte, perché in alcune delle situazioni del gioco una sparatoria potrebbe essere una risposta legittima (narrativamente parlando, intendo), ma diciamo che non sono esaltanti e non presentano nulla di nuovo: la parte investigativa surclassa queste sequenze senza pietà.

Altra nota negativa: la gestione dell'inventario, inutilmente complicata. Cambiare arma o prendere delle granate dopo aver già preso le munizioni è un inferno. Un normalissimo inventario a caselle sarebbe stato il benvenuto.

Ultimo appunto al gioco: il finale, che finale non è. Consortium termina con un bel cliffhanger che lascia tutto in sospeso fino al prossimo titolo (The Tower, già in fase di sviluppo, fortunatamente per tutti i fan!).

Plauso invece per la gestione del background e del lore. Lì dove molti RPG (la maggior parte) ci inonda di inutili informazioni scritte in quattro secondi su guerre epiche successe diverse centinaia di anni prima e simili amenità (sì, sto parlando della Bioware), Consortium ci regala una serie di articoli, a cui accedere attraverso uno dei computer di bordo, scelti con cura e tutti attinenti alla Zelil e al caso che dovremo risolvere. Non è obbligatorio leggerli, ma chi volesse farlo troverebbe anche lì dei preziosi indizi.

Dal punto di vista tecnico, il gioco presenta alti e bassi. Graficamente non è eccezionale, come potete vedere dalle immagini. Anche le animazioni dei personaggi risultano un po' strane. Quello che mi ha stupido di più sono i colori, veramente molto accesi. Nel complesso, mi è sembrato di avere davanti un po' un The Sims, con la sua grafica che vira sul cartoonesco.

Il sonoro, invece, è davvero ben fatto: stupende le musiche, belli gli effetti sonori e buono il doppiaggio (qualche voce mi è sembrata strana, ma è possibile che fosse dovuto all'accento straniero: l'equipaggio della Zenlil proviene un po' da tutto il mondo).

Che dire, quindi, di Consortium? Già per il fatto di essere una vera avventura investigativa sarebbe da consigliare. La grande reattività dei personaggi al nostro comportamento e alle nostre scelte lo rendono un bell'RPG. Nonostante questo, ha dei difetti, fra cui il sistema di combattimento bruttarello e l'inventario atroce. Peggio, forse, è il fatto che il gioco ci lasci in sospeso: è vero che dura 3 orette, ma un giocatore che ha investito nella storia e nei personaggi molto probabilmente non sarà contento di dover aspettare mesi per avere il seguito. In ogni caso, lo consiglio a tutti gli amanti degli RPG: giocatelo 2-3 volte, cambiate comportamento, provate di tutto e non resterete delusi.

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