La saga di Might & Magic è una serie storica, importantissima per qualsiasi amante degli rpg su computer che si rispetti. Trovo che il terzo capitolo sia fantastico e i capitoli 4-5 (World of Xeen) siano due gemme. Quando uscì il capitolo 6 comprai immediatamente la Collector Edition, spendendoci un occhio della testa. Il 7 e l’8 li giocai con piacere, ricalcavano il 6 parzialmente, ed evitai il nono capitolo come la peste.
Quando uscì nel 2013 Might & Magic X mi fiondai anche in questo caso a comprarlo in versione deluxe fisica.

La storia di questo gioco è molto particolare, la Ubisoft dei vecchi titoli è ormai morta da tempo ed è stata sostituita da quell’abiezione di Uplay. Purtroppo al giorno d’oggi chiunque produca più di tre giochi si sente intimamente prudere nelle gonadi, in maniera quasi lussuriosa, dalla foia di partorire una propria piattaforma di drm e di gestione giochi sullo stesso stile di Steam.

Però Steam è una piattaforma consolidata e funzionante, nonché molto ricca e aggiornata costantemente, perché non affidarsi semplicemente a loro? Mmmh…. Dev’essere quel desiderio inarrestabile di queste major di veder sudare, come una peripatetica in chiesa a un battesimo, il povero utente che acquista legalmente il gioco. E qui quindi vediamo nascere mostri a 7 teste come Origin, Uplay, Rockstar.

Poi, la cosa più bella è quando si compra un gioco come Assassin’s Creed o appunto Might & Magic X da Steam e praticamente lo si gioca avviando Steam, che avvia a sua volta Uplay, dando vita a un gioco diabolico di specchi che si riflettono uno dentro l’altro.

“A cosa vuole arrivare con questo sproloquio”?, vi chiederete voi. Semplice, grazie a Uplay questo gioco è diventato ingiocabile. Invece che una recensione classica, vi proporrò la mia esperienza di questi giorni; faremo una cosa un pelo diversa questa volta.

Il gioco è uscito in Early Access tanto tempo fa, cioè veniva venduto su Steam completo solo del primo atto, con lo scopo di finanziare gli atti successivi con i proventi delle vendite. Vorrei che qualcuno mi desse qualcosa per il mal di testa o che mi spiegasse perché, se il gioco è già finanziato da Ubisoft, dovrebbe cercare altri finanziamenti con l’Early Access, come se fosse un gioco indie creato nel cesso di casa di un programmatore amatoriale. Vabbé, soprassediamo e andiamo avanti.

Finita la fase dell’Early Access, venne rilasciata una grossa patch per chi lo aveva installato in quel momento e una nuova build pulita per chi lo stava installando da zero. In questo modo, il gioco diventava completo. Peccato che questa pratica non abbia funzionato.

Chiunque ci stesse giocando, o quasi, arrivato in fondo all’Atto 1 si vedeva impossibilitato a iniziare l’Atto 2.
Per passare da un Atto all’altro si deve parlare con un custode di Grifoni e chiedergli di portarci alla Forgia, la seconda location di gioco. Peccato che qui Might & Magic X (da ora lo chiamerò MMX), dovrebbe fare un check sul codice di gioco utilizzato, comunicando con Uplay, ma ovviamente non lo faceva e non lo fa. Quindi l’opzione di dialogo non è cliccabile, resta grigia.

Fantastico! E come risolsero? Non si è capito. C’è chi ha dovuto disinstallare il gioco e ha avuto successo e chi nemmeno così è riuscito a proseguire; c’è chi ha utilizzato il nuovo codice fornitogli col gioco una seconda volta (da un pannello interno) e chi non ce l’ha fatta.
Al secondo giorno dalla release, Ubisoft fece qualcosa ai suoi server (forse una patch o un workaround?) e improvvisamente molti utenti riuscirono a proseguire. Peccato che ora questa “patch temporanea” non funzioni più e il baco sia ancora presente.
Nessuna patch ha mai fixato questo game-breaking bug.

Ammetto che alle volte mi sveglio tardi, ma si sa: ci sono tanti pesci nel mare e mi è venuta voglia di giocare a MMX solo di recente. Quindi mi sono armato di pazienza, ho installato il gioco tramite Steam e mi sono segnato i due codici come suggerito. I due codici appartengono uno al gioco base e l’altro all’espansione “The Falcon & The Unicorn”. Questo DLC si attiva a fine gioco, cioè bisogna riscattare il codice e poi portare a termine MMX. Una volta terminati i credits si può proseguire l’avventura col DLC.

Perfetto, inserisco il primo codice in Steam e mi si attiva il gioco base, faccio per inserire quello del DLC e… non lo riconosce come un codice valido.

Dopo un’attenta indagine mi rendo conto di un’altra assurdità: il DLC non è in vendita su Uplay ma solo su Steam, quindi il motore Uplay non lo riconosce da pannello Uplay come un codice esistente.
Però lo si può attivare da dentro il gioco, “Perfetto!”, penso io, e avvio MMX.

Entro nel pannellino denominato “Extra”, illumino il DLC da riscattare, digito il codice e… niente da fare. Esce un chiaro messaggio che spiega che il gioco non comunica con il server Uplay e che devo rivedere firewall e antivirus.
Provo varie volte, nulla da fare.

Chiamo telefonicamente l’assistenza italiana Uplay, dove trovo un signore molto gentile che segue passo passo le mie indicazioni e anche lui si rende conto di non poter far niente. Allora mi dice di staccarmi da Steam, di utilizzare il mio codice base soltanto con Uplay, disintallare l’antivirus e togliere il firewall di Windows.

Siccome sono una persona molto precisa, prendo il pc di mio padre, disinstallo l’antivirus, disattivo il firewall, installo Uplay, cerco su internet quali porte del router utilizzi il loro servizio e le apro, attivo il codice del gioco base una seconda volta (il supporto me lo aveva rimosso dalla libreria), provo a riscattare il DLC e… ovviamente il gioco non comunica col server e quindi non posso riscattarlo.

Richiamo il supporto e lì mi dicono che per attivare il DLC devo prima finire il gioco. Un pelo incavolato (è un eufemismo educato), faccio presente che quello è il metodo per “giocare” al DLC, non il metodo per riscattarlo. Riscattare il DLC non è possibile proprio perché gioco e server Uplay non comunicano.

Al supporto ormai sono disperati e quindi mi sbolognano dicendo che più di così non possono fare, che comunicheranno il problema a chi di dovere e al massimo di chiedere il rimborso a Steam per il DLC.

Ovviamente, chiedo il rimborso che mi viene fornito; so già come ovviare alla situazione, nella mia testa c’è già il piano di finire il gioco base e poi scaricare una crack pirata per attivare il DLC. Questo ovviamente risolverebbe ogni problema, perché nelle copie pirata il DLC è già attivo e non c’è bisogno di riscattare le mutande di mia nonna col server Uplay.

Vabbé, mi metto a giocare e arrivo in fondo all’Atto 1. Cosa penso del gioco? Il gioco sarebbe anche un degno capitolo della saga. Ma non voglio parlarvi delle differenze con MM6, o del suo comparto grafico, o dei suoi segreti, o della sua longevità: sarebbe come cercare di mungere latte dalle palle di un toro.

Non so se si è capito, ma mentre scrivo queste righe, sono molto incazzato con Uplay, Ubisoft, Origin, Steam e chiunque abbia creato questo sistema di DRM, che dovrebbe teoricamente contrastare la pirateria, mentre invece serve solo a inchiappettare gli utenti che acquistano legalmente i giochi. Signori, smettiamola di credere alla favola del “Steam è nato per proteggere i giochi dalla pirateria”, chiunque può verificare che i giochi in uscita su Steam e altre piattaforme DRM vengono piratati nel giro di una settimana. Le piattaforme DRM sono nate esclusivamente per contrastare il mercato delle copie usate. Pensateci bene, perché su Steam non c’è la possibilità di cedere un proprio codice a un altro utente?

Sulle console quando si è parlato (si trattava della Play4) della possibilità di adottare un meccanismo simile è scoppiata la terza guerra mondiale, e tutti sono dovuti tornare sulle proprie orme. Così ora se Micartu ha finito di giocare a MMX e lo volesse vendere a metà prezzo a Gwen, che è interessata, non lo può più fare. Gwen dovrà acquistarlo ex-novo da Steam. Questo è il DRM, non fatevi raccontare favole. Soldi in più per le case produttrici di VG e volatili in più nei deretani dei consumatori.

Torniamo a MMX, sono lì-lì per completare l’Atto 1 e ovviamente becco il baco del Grifone.
Sarà che tifo Samp, sarà destino. Ad ogni modo, il server non comunica col gioco e io non posso volare alla Forgia.

Cercando su internet ho trovato un trick funzionante per ovviare alla questione. Editando il file .xml di dialogo del guardiano del Grifone (Levi) si può riattivare la linea di dialogo per viaggiare verso la Forgia. Ma questo ovvia solo al 50% del problema. La strada via terra per la Forgia è sbarrata e si dovrebbe aprire una volta che il server Uplay e il gioco hanno appurato che si possiede una copia originale e che si è arrivati all’Atto 2. Visto che all’Atto 2 ci si arriva, ma il server non comunica, la strada resta bloccata. Per ritornare nell’area dell’Atto 1 si può ovviare servendosi del servizio di trasporto a cavallo, classico della serie MM, ma poi più avanti nel gioco insorgono altri fastidi più pesanti: zone inaccessibili, bachi e altre amenità. Quindi questo trick posticipa solo l’inevitabile, cioè l’abbandono del gioco.

Le copie piratate del gioco base presentano più o meno le stesse problematiche, non sono ciambelle uscite col buco. Quindi allo stato attuale, per chi non abbia già attivato tutto ai tempi del 2013, 2014 o forse 2015 (non so per quanto siano rimaste attive le comunicazioni) il gioco è da ritenersi off-limits.

Grazie Uplay, grazie Ubisoft.

Se in futuro questa situazione dovesse sbloccarsi grazie a delle patch, rivedrò questo mio scritto, proponendo una vera recensione del gioco.