Qual è il nesso tra il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, il “quartier generale” dell’Interpol a Lione, un quartiere di Lisbona, una tenuta in Scozia e un monastero sperduto nei boschi finlandesi? A parte il fatto che le cinque località in questione si trovano in diversi punti dello stesso continente, altre associazioni non sorgono poi così spontanee; l’unico modo per scoprire cosa tiene uniti i vertici di questo insolito pentagono è lasciarsi letteralmente catturare dalla complessa e decisamente oscura trama dell’avventura che sto per recensire…

L’interfaccia di gioco è decisamente intuitiva: in linea con l’ormai consolidata logica del punta-e-clicca, la maggior parte delle azioni si svolgerà con un semplice clic sul tasto sinistro del mouse. Attenzione, però, alla possibilità di compiere due azioni sullo stesso oggetto: in tal caso, un clic sul tasto destro consentirà di esaminarlo; se, invece, interagite su di esso con il tasto sinistro, potrete compiere l’altra azione – generalmente “usa” o “raccogli”. L’inventario è visualizzabile in qualsiasi momento avvicinando il puntatore alla parte superiore dello schermo; nell’angolo superiore destro è posizionato il collegamento via mouse al menu principale (alternativamente accessibile premendo il tasto “Esc”). Nel gioco è possibile combinare più oggetti, oltre che usarli nei punti e nei momenti appositamente previsti; in entrambi i casi, se la soluzione è corretta, l’oggetto in questione, normalmente circondato da un “alone” rosso, si “illuminerà” in verde. Questa caratteristica, purtroppo, è in linea con la diffusa tendenza a semplificare gli enigmi proposti, che di certo non incontra il favore degli avventurieri “vecchia maniera”, più che mai amanti del “rompicapo” da risolvere senza il minimo indizio o “aiutino” che dir si voglia…i tempi cambiano, come si suol dire! Momento amarcord a parte, non dimenticatevi di osservare attentamente, in modalità “lente d’ingrandimento” (clic con il destro del mouse), ogni oggetto che raccogliete, alla ricerca di particolari indispensabili per andare avanti nel gioco…siete avvisati!

Per concludere, un dettaglio interessante in merito ai dialoghi è che, in corrispondenza di determinati “punti caldi”, starà a voi decidere se rispondere in maniera pacata, aggressiva o volutamente vaga. Ad ogni modo, non ci sono punti di non ritorno, nel senso che una sola opzione è corretta e, se non ci azzeccate subito, basta far ripartire la conversazione.

Larisa (Lara) Svetlova, Maxime (Max, per gli amici) Durand: queste sono le generalità dei due alter ego che vi condurranno (in separata sede, purtroppo) dall’inizio alla fine di questa intricata avventura. Lei si occupa di indagini sui falsi d’arte per conto dell’Interpol, lui è – guarda caso – un ex falsario ora al servizio della legge. Non fosse stato per l’intervento dell’agente Svetlova, Max sarebbe di sicuro finito in gattabuia. Il dossier di questo controverso personaggio, comunque, non è ancora stato definitivamente archiviato; detto in altre parole, Durand è facilmente ricattabile, e questo lo sa bene un certo Sergej Vasily Ostankovic, comandante del Dipartimento di Polizia di San Pietroburgo nonché ex “datore di lavoro” della stessa Lara. Il colonnello Ostankovic, da uomo integerrimo quale è, non intende rendere di dominio pubblico la notizia della scomparsa di alcune tele originali dal Museo dell’Ermitage; se ciò si venisse a sapere, il “pezzo grosso” in questione perderebbe la faccia e, peggio ancora, la possibilità di ricevere un’onorificenza presidenziale come premio per aver garantito la sicurezza delle opere d’arte custodite nel museo.

Di fronte a un rischio del genere, il fine giustifica i mezzi: l’irreprensibile colonnello, facendo leva sul favore accordato a Lara riguardo all’esito del caso di Max nonché sulla fedina penale ancora sporca di quest’ultimo, costringe entrambi a lavorare “in sordina” per lui…e siamo solo all’inizio di un’indagine decisamente sui generis, in cui colpi di scena si susseguono a non finire, tra ricatti morali e “colpi bassi” di ogni tipo, realtà e allucinazione, razionalità e religione – quando non addirittura superstizione –, amore e morte…morte reiterata e violenta, morte dei sensi e dell’anima che, quando è ormai prossima e inevitabile, consente alle vittime di percepire la presenza fisica del loro carnefice, l’Angelo della Morte…non dico altro: giocatelo, ne vale davvero la pena!