Martin Mystére: Operazione Dorian Gray

Per gli appassionati di avventure grafiche tutto quello che è venuto dopo gli anni '90, la mitica arcadia dove lucas e sierra tessevano manti d'oro, non ha quello smalto dell'indimenticabile, capace di coinvolgere e diventare argomento di discussione con gli amici per mesi e mesi. Quella battuta, quella situazione, quell'enigma diventavano punto focale di ogni giornata e tutto il resto era praticamente solo tempo perso. Probabilmente queste sensazioni sono il frutto di una particolare congiuntura fra l'alchimia di quei giochi e l'età in cui ho avuto il piacere di scoprirli, ma penso che sia innegabile che alcune delle vette più alte siano state raggiunte proprio in quegli anni.

 Il genere nel frattempo non è comunque morto, ma, seppur arrancando e soccombendo all'avvento di fps e mmorpg, è stato capace di costruirsi una propria nicchia vitale, dove poter sopravvivere con una certa dignità; da syberia in poi, nuova divinità del genere, sembra che ci sia stato un revival di questo filone, il 2d è stato soppiantato in favore del 2.5 (ovvero ambienti bidimensionali con personaggi in 3d) ed è tornata in auge la possibilità di poter raccontare storie.

 
Tutto questo excursus storico per poter arrivare a parlare di Martin Mystere, fiero esponente della produzione italiana, prodotto dall'Artematica, software house ligure che proprio nelle avventure grafiche ha trovato pane per i suoi denti; l'idea iniziale non è "innovativa": utilizzare un personaggio con un forte background, tipicamente di matrice fumettistica (qualcuno ha detto Bonelli?) e ricavarne sopra una storia, se possibile attingendo alla marea di narrato presente. Se qualcuno in platea ha pensato a Simulmondo mentre leggeva queste righe, beh, sicuramente ci è andato vicino; non a caso Cangini (patrono di Artematica) ha lavorato tempo addietro con la SH bolognese.
Se l'idea non è rivoluzionaria, il risultato finale è però sicuramente di tutto rispetto; come detto nell'introduzione infatti, una delle caratteristiche peculiari delle avventure grafiche è l'abilità nel saper narrare e coinvolgere il giocatore in un nuovo mondo con riferimenti e regole coerenti nel contesto. Da questo punto di vista Martin Mystere: Operazione Dorian Grey ha sicuramente colto nel segno.
La storia ci vedrà immersi in una caccia alla verità, per cercare di capire cosa si cela dietro all'omicidio del professore Eulemberg, affrontando nemici, colpi di scena, enigmi e tutto quello che fa parte del bagaglio del buon avventuriero; non mancheranno le situazioni dove si penserà di essere ormai giunti alla fine, ma la buona longevità del titolo più di una volta scongiurerà questa evenienza; nel corso delle nostre indagini avremo poi modo di incontrare diversi personaggi, tutti caratterizzati in maniera egregia, a cominciare proprio dal trio delle meraviglie partorito dall'instancabile mente di Alfredo Castelli: Martin, Diana e Java. A questi si aggiungeranno numerosi comprimari, ognuno doppiato in maniera convincente in italiano (cosa abbastanza scontata, visto il luogo di nascita del titolo) e capaci di rendere la sospensione dell'incredulità più facile. Interessante il numero davvero considerevole di oggetti analizzabili: questi infatti, pur non essendo parte integrante dell'avventura, contribuiscono a rendere più vivo il quadro d'insieme; peccato forse per la scelta di commentarne solo alcuni a voce.
 
 
La lezione impartita da Monkey Island e ripresa in seguito da numerose altre avventure anche qui è portata avanti con zelo e abilità: non rimarrete mai bloccati durante la vostra avventura, niente pixel hunting (salvo forse un caso particolare), non potrete morire (più o meno, e in generale non troverete mai punti morti, sapendo cosa c'è da fare in ogni momento (aiutati in questo da un comodo bloc notes presente in inventario che vi riporterà gli "obiettivi" per completare ognuna delle diverse sezioni di cui si compone il gioco): un vero toccasana rispetto alla declinazioni più machiavelliche del genere. Piccola perla all'interno del gioco è la possibilità di cambiare in un certo punto del gioco il personaggio, con la variazione del punto di vista che ne consegue: dispiace sia possibile solo per una porzione limitata dell'avventura, ma ottima trovata!
Dal punto di vista tecnico, pur non toccando vette di eccellenza, Martin Mystere fa il suo sporco lavoro: le ambientazioni sono ricche di particolari, così come i modelli 3d dei personaggi che, seppur non ai livelli delle produzioni attuali, risultano godibili; permane una certa spigolosità, ma non va assolutamente a minare quello che è il valore intrinseco del gioco; chi scrive infatti, forse per retaggio, forse per indole propria, pensa infatti che la grafica senza un valido supporto non conta, ma al contrario un gameplay solido è capace di sostenere un comparto tecnico non eccelso. E questo è sicuramente il caso.
Chiaramente ci sono anche dei nei, altrimenti saremmo qui a parlare di una delle avventure destinate ad entrare nel gotha: l'inventario si riempirà presto di una marea di oggetti che, seppur connotati ognuno dalla propria descrizione, renderanno non semplicissima la gestione dello stesso; la storia, pur nella sua bellezza, scorre in maniera molto lineare, presentadosi quindi a volte come una vera e propria check list: niente di male chiaramente, ma in un paio di punti ho sentito un po la mancanza di libertà; le ambientazioni non sono numerosissime e penso sia davvero un limitazione forte, vedendo le possibilità fornite da un personaggio come Martin; infine, seppur questa sia un'impressione puramente personale, a fronte di un elaborazione iniziale della trama davvero coinvolgente, si ha un finale molto "repentino", che quasi lascia l'amaro in bocca per quanto il climax è rapido.
Qual'è il giudizio finale quindi? Sicuramente ci troviamo di fronte ad un'opera interessante che riesce a coniugare in maniera originale il "canone" delle avventure grafiche con alcune soluzioni originali, dando la possibilità di poter essere giocato anche a chi non è cresciuto a pane e Leisure Suite Larry. Mi sento quindi di consigliare senza indugio questo gioco agli amanti del genere e in generale a chi vuole seguire una bella storia: la curva di difficoltà non è troppo impervia e in generale la logica la farà da padrona; volutamente ho cercato di accennare il meno possibile alla trama del gioco per non andare a ledere uno dei punti di forza del gioco, ma sappiate che si può tranquillamente paragonare questo titolo a un buon fumetto, con l'aggiunta che sarete voi a produrre la storia.
 

A margine ci tengo a sottolineare il sistema antipirateria che, seppur bypassabile abbastanza facilmente, è senza dubbio un inno all'ingegnosità, rivalutando anche le confezioni tanto spesso bistrattate in quest'epoca dove il digital delivery sta piano piano prendendo piede.

Il valore storico come è facilmente intuibile è CLONE in quanto pur essendo, come già detto, un buon titolo non apporta nessuna innovazione di rilievo nel genere.

Dal punto di vista del giocatore invece, il gioco risulta GODIBILE, avendo numerose frecce al proprio arco, con la premessa magari di chiudere gli occhi sui peccati veniali che si porta appresso.

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