Citando dal post di introduzione della visual novel sul Lemma Soft Forum, Light of my Life (Luce della mia Vita) è “una storia d'amore, di luce, di strane allusioni, e di frasi mai scritte prima”.
Se questa descrizione, unita all'immagine che vedete qua sopra, non vi ha fatto venire l'illuminazione (o se il vostro cervello sta tentando in tutti i modi di non farvela venire), lasciate che vi “illumini” io: Light of my Life è una storia d'amore fra Sol, il nostro amato (…) sole e qualcuno degli altri pianeti del nostro sistema solare. In un liceo.
E sì, ci sono allusioni sessuali fra corpi celesti.
Fate risorgere il vostro cervello e seguitemi al prossimo paragrafo!

Light of my Life è una parodia nata da una conversazione skype fra due ragazzi, Roukanken, lo scrittore, e Sunder, la disegnatrice. Sol, il Sole, si trova alle prese con i classici problemi di tutti i corpi celesti in un liceo: professori geocentrici, pianeti stalker o affetti da brutti virus (povera Terra, infettata dal virus umano...) e compagni di stanza difficili da accontentare. Le cose si complicano quando incrocia una sua vecchia amica, Centauri. I due erano sempre stati assieme, fin da piccoli, ma poi lei si era allontanata senza dire niente... adesso sembra che le loro orbite si stiano incrociando di nuovo, ma sarà la volta buona per loro due?

Premesse e storia sono un'assurdità, e lo sono volutamente, ma, come in tutte le VN “strane” di qualità, sono anche gestite in modo abbastanza coerente. Ecco quindi che il carattere dei diversi pianeti, e le relazioni che intercorrono fra loro, sono direttamente ispirate dalle peculiarità dei veri pianeti: Mercurio, compagno di stanza di Sole, non è mai contento della temperatura, o c'è troppo caldo, o troppo freddo; Saturno sfoggia i suoi anelli nuovi di pacca, Luna e Terra hanno una relazione ambigua (è vero che Terra ha mischiato a Luna la sua brutta infezione?), e così via.

La narrazione è tutta scritta dal punto di vista di Sole, che ci racconta i fatti suoi e degli altri corpi celesti come se fossero cose normali. Questo acuisce l'effetto parodistico di alcune frasi, che sono semplicemente splendide e fatto cappottare dalle risate o facepalmare, per quanto sono assurde. Purtroppo, dal momento che la visual novel è davvero molto breve, dieci minuti per arrivare a vedere entrambi i finali, citarvele sarebbe un peccato.
Sappiate solamente che alla fine di questi dieci minuti saprete cosa va inserito dentro che cosa perché due corpi celesti facciano sesso.

La visual novel è composta in parte da fotografie di luoghi e pianeti, in parte da disegni fatti a mano. Ogni corpo celeste ha associato uno sprite “umano”, per aumentare il senso di umanizzazione, e alcuni personaggi, come il dottor Roch, sono delle fotografie ritoccate. L'effetto è quello di un simpatico patchwork, molto ben gestito. I menù e i font sono invece quelli standard di Ren'Py, e devo dire che un po' detraggono dall'aspetto generale della visual novel.

Le musiche, benché non composte appositamente per l'opera, sono molto più carine e vivaci di quanto mi sarei aspettata. Non resteranno forse impresse, ma non sono la classica musichetta da sfondo che non fa né caldo né freddo, hanno un po' di brio in più.

Non c'è purtroppo molto da dire sul gameplay: Light of my Life è quasi una kinetic novel, presenta una sola scelta verso la fine che vi indirizza verso uno dei due finali.

Come dicevo sopra, Light of my Fire è una visual novel molto breve, ma che vi farà passare ridendo quei dieci minuti necessari a completarla. Come parodia è molto ben riuscita, e se vi piacciono le storie d'amore strampalate, è assolutamente deliziosa.