Kansei

Qualche tempo fa ho recensito Jisei, la prima visual novel investigativa della Sakevisual. In Jisei, avevamo incontrato un ragazzo senza nome con la capacità di vivere gli ultimi momenti di chi è appena morto, e avevamo lasciato questo “Innominato” non molto furbo alle prese con un omicidio in un bar. Kansei è la seconda visual novel investigativa della Sakevisual, e riprende esattamente lì dove era finita Jisei.

E' difficile introdurre Kansei senza spoilerare nulla di Jisei, perché la storia è strettissimamente collegata, tanto che Jisei e Kansei sembrano due atti della stessa visual novel più che due visual novel separate. Il nostro protagonista, a cui viene appioppato a tradimento il nome “Kangai”, riesce a risolvere l'omicidio di Jisei e viene “preso in consegna” da tre ragazzi, Aki, Naoki e Mei Li. Tutti e tre hanno una capacità soprannaturale: Aki è capace di manipolare la mente delle persone, Naoki ha una memoria perfetta e Mei Li è capace di sentire le emozioni di tutti quelli che la circondano. I tre sembrano lavorare per la polizia, o almeno *con* la polizia, e trascinano Kangai dal loro ultimo cliente (di cui non vi dico nulla, perché è ovviamente legato all'omicidio di Jisei). Quando arrivano alla sua dimora, però, dapprima il cliente si rifiuta di vederli e urla che Kangai sia portato via dalla sua vista; poi viene trovato morto nel suo studio super-sicuro, al quale nessuno aveva accesso tranne lui.
E mentre io penso che Kangai sia come Miss Marple, cioè un porta-jella, i quattro ragazzi si danno da fare per scovare il colpevole e frugare fra i panni sporchi del loro ex-cliente prima che arrivi la polizia.

Partiamo dalle note positive: il gameplay, rispetto a Jisei, è molto migliorato. Anche questa volta bisognerà esaminare le varie locations (ben più di due!) e parlare con le persone, ma il processo è stato reso più complesso.
Tanto per cominciare, l'esame delle stanze non è più automatico. Dovremo cliccare sul tasto “esamina” (lo vedete negli screenshots qua da qualche parte) e poi su vari oggetti presenti nella stanza, come in un'avventura grafica. Non sapremo mai dove sono gli “hotspot”, però: il puntatore non cambia grafica a seconda di dove lo spostiamo, quindi dovremo cliccare in giro seguendo solo il nostro intuito. Kangai esaminerà quel che staremo cliccando e, se sarà qualcosa di importante per lui, lo segnerà nel taccuino, che potremo consultare ogni volta che vorremo. Eventualmente, Kangai potrà anche chiedere ad altri personaggi delucidazioni su oggetti che ha esaminato.

Anche i dialoghi sono stati migliorati. Adesso non basta parlare di tutto con tutti, ma dovremo fare attenzione a quel che diciamo: ogni personaggi ha una “barra della fiducia” a noi invisibile, e più riusciremo ad alzare tale barra, più tal personaggio confiderà in noi. Potrebbe quindi sembrare che la via per vincere sia facile, che basti essere sempre sinceri per alzare tale barra e aspettare che il colpevole ci venga a raccontare come sono andate le cose. Ma, ovviamente, magari svelare tutto quel che sappiamo proprio all'assassino (o assassina) non è una buona idea; quindi nessuna nostra scelta sarà certa, se non avremo già capito chi è il killer.
Oltre l'esame delle stanze e i dialoghi, avremo a che fare con delle scelte più o meno random che ci verranno poste. Lasciamo che sia Naoki a resettare il codice di accesso, o lo facciamo noi? Una scelta o l'altra ci farà scovare alcuni indizi e perderne altri.

Il primo grande problema di tutto questo è la gestione dell'imprevedibilità. Capire chi è il killer non è immediato come in Jisei, ma probabilmente non ci vuole moltissimo, e questo toglie parte dell'angoscia nei dialoghi. Se anche non capiamo subito chi sia, c'è il problema che districarsi fra le varie scelte non è semplice, e troppo spesso il risultato delle nostre azioni sembra arbitrario. In sostanza, non abbiamo abbastanza elementi per capire che percorso stiamo prendendo nella visual novel, anche una volta che ne vediamo le conseguenze. Le prime due, tre volte che ho giocato la VN, sono andata in giro più o meno a caso e sono incappata in un bel game over. Non un “bad ending” - c'è anche quello – ma proprio un ending in cui non arrivavo da nessuna parte. E' scocciante, perché non capisco dove sto sbagliando. A posteriori, o con una soluzione in mano, si vede il filo logico che bisogna seguire, ma non è una bella cosa dover giocare con la soluzione davanti.
Ora, un distinguo: anche in altre visual novel (Fate, per esempio) c'è questo elemento arbitrario, per cui prima bisogna sbagliare e *poi* si capisce perché si è sbagliato, e cosa bisogna fare per “vincere”. Ma, di solito, c'è una ricompensa anche per lo sbaglio. In Fate, per esempio, se io sbaglio e muoio, vedo una scenetta divertente, colleziono una morte. Trovare tutte le possibili morti è quasi come trovare tutte le routes, e questo toglie un po' di frustrazione per l'essere incapaci di capire le regole del gioco. In questo caso, invece, non c'è nessun incentivo, o premio consolatorio, per gli sbagli. Hai sbagliato, game over. Quindi, sbagliare senza capire perché diventa frustrante.

Il secondo problema di Kansei è che sembra di star giocando a un (altro) prologo, invece che alla storia vera e propria. Già Jisei sembrava un prologo; Kansei è quasi identico da questo punto di vista. Sì, questa volta qua e là sono sparsi indizi che suggeriscono che tutta la vicenda sia legata personalmente a Kangai, e Kangai stesso ha un paio di conversazioni con il poliziotto di Jisei che fanno un filo luce sul suo passato. Ma ancora si resta “appesi”: che me ne frega dell'omicidio di questo tizio che non ho mai visto, circondato da altri tizi che non ho mai visto (e dalla caratterizzazione alquanto piatta); la curiosità più forte è quella di sapere la storia di Kangai, Aki, Naoki e Li Mei. E di nuovo, la loro storia è relegata a poche scene verso la fine, in cui scopriremo un altro minuscolo indizio che ci lascerà con più dubbi di prima. L'impressione è che Jisei e Kansei avrebbero potuto essere un'unica visual novel introduttiva a quella vera e propria... che per adesso non si è vista.
Per la cronaca, Kansei ha tre finali: una volta svelati i primi due, è possibile sbloccare il true ending, che sarà quello che verrà tenuto in considerazione per il terzo “episodio”, Yousei.

Passando al comparto grafico, non molto è cambiato da Jisei. Gli sprite dei personaggi sono migliorati in quanto a tratto e definizione, ma gli sfondi, che prima mi sembravano disegnati e adesso mi sembrano fatti in CG, risultano un po' freddini, specialmente gli esterni. Siamo comunque a un buon livello per una VN amatoriale, niente di cui lamentarsi. Menù e interfaccia sono pulite, professionali e curate.
Il doppiaggio va dal “meh” al buono e già il fatto che ci sia è indice di attenzione e cura. Le musiche fanno il loro mestiere e così gli effetti sonori, non moltissimi ma azzeccati.

Per chi ha giocato e apprezzato Jisei, probabilmente Kansei sarà una valida VN e un bel passo avanti. E in ogni caso qui c'è più carne al fuoco e più divertimento. Ma ancora... non ci siamo. Ancora non siamo a un livello sufficiente per dire “buono”. E, sopratutto, si tratta di spendere 13 dollari per Kansei... un po' troppo per quello che la visual novel offre, anche se il potenziale c'è.

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