La mitologia Greca è sempre stata fonte di ispirazione per tantissime forme d’arte. Dalla letteratura al cinema, dalla pittura ai videogames (espressione artistica di questo nuovo millennio), in molti hanno attinto dai poemi epici provenienti dalla penisola ellenica.
God of War, esclusiva PS2 sviluppato dai Santa Monica Studios, è da qualche mese approdato su PS3. Visto il positivissimo feedback che la rete offre ho acquistato, importandola, la God of War collection, contenente i 2 episodi PS2 del gioco SCEA.

La storia
La trama è molto semplice. Nei panni di Kratos, generale Spartano, abbiamo trascorso la nostra vita, passando da una guerra a quella successiva. Durante uno scontro con i barbari, in procinto di essere sconfitto, Kratos promise la sua anima ad Ares in cambio del suo aiuto in battaglia. A suggellare quel patto furono le Blades of Chaos, due spade che si legarono al corpo di Kratos attraverso delle catene. Ares, il dio della guerra, sfruttò il suo nuovo alleato per dare alle fiamme la Grecia, cercando di trasformare Kratos nella perfetta macchina da guerra, fino a quando lo spartano, maledetto da un oracolo, capisce di essere stato usato da Ares che anela ad impadronirsi dell’Olimpo, sconfiggendo Zeus e sua sorella Atena. Da quel momento, ogni notte è un susseguirsi di incubi che condurranno il nostro eroe, a chiedere aiuto agli Dei. Costoro promettono a Kratos che gli verranno rimossi i ricordi, in cambio deve rimanere al loro servizio per dieci anni.

Durante l’inizio di questo action, una sorta di tutorial ci guiderà in una missione nel mar Egeo. Scopo di questa impresa è sconfiggere Hydra per conto degli dei. Superata questa fase di apprendimento, scopriremo che i dieci anni sono trascorsi ma gli Dei ed Atena in particolare, hanno in serbo un’ultima impresa: sconfiggere Ares per riportare la pace in Grecia. Se Kratos dovesse riuscire nella missione, sarà finalmente libero dagli incubi che lo perseguitano.

Il gioco
God of war è un action frenetico, con una sequenza di combo invidiabile, diversi quick time events attivabili in quasi tutti i combattimenti e una serie di enigmi, semplici ma ben congegnati. Durante la nostra missione percorreremo le strade di Atene, visiteremo alcuni edifici tra cui il tempio di una sacerdotessa di Atena che ci consiglierà di recuperare il vaso di Pandora per poter sconfiggere il nostro nemico. Affronteremo il deserto delle anime perdute e il tempio maledetto al cui interno è custodito l'artefatto. Per arrivare al vaso, Kratos dovrà risolvere gli enigmi del tempio e sconfiggerne il custode. Le sorprese non saranno finite. Prima della battaglia finale, dovremo fuggire dall’Ade in cui siamo finiti perché colpiti a morte da Ares.

Un sapiente uso di flashback e sequenze di intermezzo ottimamente realizzate, ci mostreranno le nuove sfide da affrontare e la storia del nostro personaggio. La trama è molto buona, senza troppi colpi di scena ma scorre fluida e in modo convincente.
I nemici sono tanti: all’esercito di arcieri e soldati non morti che ci perseguiteranno dall’inizio della nostra avventura, si affiancheranno i classici mostri mitologici quali: le arpie, i fauni, i centauri, cerberi, medusa e i gorgoni che ci potranno pietrificare, le sirene (che invece di vagare per mare, girano per il deserto…). Affronteremo satiri e minotauri, dozzine di ciclopi e mostri enormi come Hydra e il custode del vaso.
Ad aiutarci nella nostra battaglia saranno gli Dei stessi che, nel corso dell’avventura, ci forniranno potenti magie in grado di sconfiggere diversi nemici. Oltre a loro potremo potenziare le nostre armi e le nostre magie, grazie alle anime dei mostri uccisi. Acquisendo potenziamenti, oltre ad avere attacchi più forti, ne guadagneremo di nuovi, ampliando il set di mosse a nostra disposizione. Altra feature carina è la possibilità di finire tutti i nostri nemici con dei quick time event che ci daranno un bonus di anime oppure permetteranno di recuperare energia e potenza magica (ad esempio, staccando la testa ai gorgoni si potrà ottenere il ripristino di buona parte del nostro mana).

La varietà, in God of War, non manca. Oltre ai frenetici combattimenti con orde di nemici e scontri con boss immensi, David Jaffe e soci hanno pensato di mettere nel calderone alcuni enigmi, qualche prova a tempo e prove di arrampicata in perfetto stile rocciatore.
La difficoltà globale è selezionabile prima di iniziare l’avventura. Si va dal “tutti muoiono con 2 colpi” a “il solo il soffiar del vento uccide Kratos” (denominata GOD MODE e sbloccabile una volta completato il gioco in una delle altre difficoltà). Una cosa molto carina è stata l’inserimento di aiuti automatici. Se il giocatore è troppo scarso per superare determinati passaggi, la soluzione verrà indicata osservando che la telecamera va a puntare l’obiettivo mentre, se si muore spesso e volentieri nello stesso punto, il gioco ci chiederà se vogliamo diminuire la difficoltà dei nemici (meno danno e meno energia).

Una volta completato il gioco, si potranno sbloccare costumi, filmati, art work e la modalità “Challenge of the Gods” che ci metterà di fronte a 10 prove, di difficoltà crescente e spesso estenuanti (ma tutte superabili con la giusta strategia e un po’ di tentativi).

Pecca di God of war è la durata. Conoscendo ogni cosa del gioco, si può finire in meno di 5 ore (sblocca, sulla versione PS3, un trofeo d’oro).

Tecnicamente parlando

Gameplay: 7½
Come giocabilità, God of War è il più classico degli action, anche se porta qualche aggiunta piacevole come i quick time events. Non sono un appassionato di action e se non fosse stato per la trama, avrei bocciato questo titolo. Ci sono tante mosse ma la maggior parte servono a fare vedere agli amici la varietà di esse. Per finire il gioco ne bastano un paio. Spesso la collisione è imprecisa e un nemico appena bloccato, ci può colpire perché la sua animazione non è ancora terminata. I gorgoni ci trasformano in bellissime statue di pietra e basta 1 colpo per ucciderci, nulla di grave, basta stare attenti. Se si salta mentre loro cercano di pietrificarci, si rischia di morire nell’atterraggio, anche a pochi centimetri dal suolo.

Grafica: 8
Graficamente, il gioco è discreto per PS3 (anche se si nota un maggior dettaglio nelle animazioni e i 60 FPS granitici migliorano mostruosamente la fluidità rispetto ad una versione PS2). Ma va considerato che è un porting semplicissimo per appassionati e nuovi adepti. Considerando che certi giochi Next gen non hanno ste qualità, il voto è giustificato!

Audio: 9
La colonna sonora ha una impronta epica e si sposa benissimo con il gioco. Le voci dei doppiatori sono ottime soprattutto la narratrice e Kratos.

Longevità: 7
9 ore e mezza per finirlo a difficoltà media. 4 ore e mezza per finirlo a difficoltà facile (per prendere il trofeo) e la Challenge of the Gods non sono gran cosa. L’aggiunta dei trofei su PS3 non dà ulteriore longevità in quanto la maggior parte si prendono seguendo la trama principale.

Trama: 8½
Nonostante non sia originalissima come storia, fa bene il suo dovere e viene raccontata ottimamente. Gli incontri con gli dei e i nemici sono ben integrati e alla fine non rimangono punti oscuri. Inoltre le sequenze di intermezzo e i flashback sono stati realizzati con grande cura.

Globale: 8
Se siete amanti degli action, premere pulsanti a raffica e vedere Kratos sventrare nemici, usarli come armi o batterli come tappeti, vi darà immensa gioia e soddisfazione. Se questo genere di giochi, oltretutto se abbastanza imprecisi (mi ricorda la frase:” La collisione degli sprite è un po’ difettosa… Continuavo a morire"), non vi vanno a genio, potrebbe invogliarvi a giocarlo la trama o il fatto che su PS2 è un must have, altrimenti lasciatelo sullo scaffale.

Extra:

Trofei del gioco:

Bronzo: 21
Argento: 10
Oro: 5
Platino: 1