Full Spectrum Warrior

Una delle maggiori critiche che viene rivolta al mercato videoludico odierno è la scarsa originalità dei prodotti, l'obsolescenza del gameplay e la capacità da parte dei programmatori di sviluppare titoli interessanti solo dal punto di vista "estetico". Il caso è complesso e certamente non è questa la sede per sviscerare la problematica in tutta la sua vastità ma volendo soffermarsi un istante appare chiaro un punto: la creatività non si compra. Giochi tutti uguali o poco vari spesso sono il risultato più che di un budget limitato o di scarse conoscenze, di un'ispirazione assente e di un'incapacità di domare le leggi del mercato affinché esse possano abdicare in favore di una maggiore qualità del prodotto. Quello videoludico è un mercato e come tale spesso ci sono delle date, delle scadenze da rispettare. Un po' come uno scrittore che, pur di vendere, inizia a rifilare tomi di scarsa qualità. Del resto se manca l'idea c'è poco da fare. A volte però accade che l'ispirazione arrivi proprio dalla realtà di tutti i giorni. Non è un caso che il cinema nostrano ad esempio, abbia raccolto i migliori frutti proprio in un periodo di crisi, il quale però offriva ai registi dell'epoca (più che agli attuali) argomento di cui trattare. Non avremmo mai avuto film ispirati al periodo post-bellico se non ci fosse stata una Guerra.

E' grottesco pensare che un mercato abbia bisogno di eventi drammatici per andare avanti. Grottesco ma non assurdo se pensiamo che il capitalismo stesso basa parte delle proprie risorse proprio sulla guerra ed il mercato videoludico (in quanto tale) indirettamente ne risente. Ma le cose spesso vanno così e l'unico aspetto in grado di consolarci è la qualità del prodotto finale.


Politicamente corretto.
Ciò che è lecito chiedersi dopo i primi minuti di gioco è se in effetti questo titolo avrebbe mai visto la luce se il mondo intero non fosse stato sconvolto da certi avvenimenti. Non lo sapremo mai, quello che è certo è che gli sviluppatori di Full Spectrum Warrior hanno in parte resistito alla golosa tentazione di un gioco su "licenza". Full Spectrum Warrior infatti vi vedrà catapultati nelle desolate lande dello Zekistan con l'obiettivo principe di riportare la pace nel sopraccitato paese eliminando una volta per tutte il dittatore di turno. La storia si ripete ma almeno il buon senso ha avuto il sopravvento, del resto è davvero così deplorevole creare un "war game" ispirato a fatti mai accaduti in un paese che non è mai esistito e i cui protagonisti non sono che il frutto di uno scherzo anagrafico? Non ci vuole un genio per capire quale sia stata la fonte di ispirazione per questo gioco, ma a conti fatti nessuno piangerà mai la morte di un civile inesistente. O no?

I "nostri" all'opera...

Bravo, Alpha e Charlie.
Superato lo scoglio "morale" che un gioco di questo tipo pone in un periodo in cui la guerra e il terrorismo sembrano eventi naturali e comuni, FSW si rivelerà al giocatore in tutto il suo splendore, come un fiore che sboccia davanti ai vostri occhi. Una aspetto bisogna però chiarirlo: FSW non è uno sparatutto. Le immagini possono trarre in inganno. FSW è sostanzialmente un misto fra uno strategico in tempo reale e una simulazione, una sorta di ibrido che ricorda allo stesso tempo Commandos, Operation Flashpoint e in una certa misura, Ghost Recon, pur essendo di fatto un titolo con una propria forte identità. Un gioco concepito per console ma che potrebbe senza problemi apparire su PC (NDR: recentemente è stato convertito anche per PC...). FSW vi metterà alla "guida" di due squadre, comunemente chiamate "alpha" e "bravo" entrambe composte da 4 membri. I membri di ogni squadra sono specializzati nell'uso di determinate armi (M249 SAW, carabina M4...) e dispongono di una personalità ben definità in grado di emergere anche nelle fasi più concitate, grazie agli interventi che vi capiterà di ascoltare di tanto in tanto. Le due squadre saranno comandate entrambe dal giocatore che dovrà in un modo o nell'altro portarle avanti facendole lavorare come un corpo unico. L'aspetto interessante del gioco è che non avrete mai modo di dirigre l'azione direttamente. Lo schema si basa sulla possibilità da parte del giocatore di dare ordini ai propri soldati; sarà così possibile farli spostare (sempre in gruppo comunque), decidere la posizione attraverso comodi puntatori, dare loro ordine di sparare o di evitare il contatto con il nemico. Ciò che rende il gioco incredibilmente interessante è la possibilità di pianificare una strategia vera e propria, al punto che ben presto, presi dal desiderio di riuscire da una situazione difficile, dimenticherete che in fondo, è pur sempre un gioco di guerra. Il tatticismo di FSW vi costringerà a far uso della materia grigia per proseguire; non dimenticate che siete in guerra, questo non è un film, non ci sono eroi alla rambo, un passo falso e siete morti, carne per gli avvoltoi. Per evitare che ai vostri cari possa tornare di voi solo la vostra dogtag posta su una bandiera a stelle e strisce, dovrete applicarvi ed evitare in qualsiasi modo il confronto diretto con i nemici. Questa non è guerra in campo aperto, niente scontri epici alla "Kingdom under Fire" per intenderci. Sarete così costretti a nascondervi dietro ogni angolo, magari allo scopo di distrarre un soldato per attaccarlo da un'altra direzione. Potreste anche esser costretti ad usare una delle due squadre per coprire l'altra. Sono queste essenzialmente le due tattiche più usate durante il gioco. Granate e altre armi pesanti saranno solo di contorno, da usare solo in casi disperati. Abituatevi sin da subito all'idea di passare diversi minuti dietro un muro, incapaci di proseguire per la presenza di un cecchino. Un solo cecchino in grado di tenere in scacco 8 soldati. Può accadere anche questo in FSW, del resto è sufficiente un RPG-7 e una costruzione diroccata dietro la quale difendersi e qualsiasi passo falso da parte dei vostri soldati potrebbe essere fatale. A dare un tocco di tatticismo in più (mai esasperato comunque) ci pensa un sistema ad "icone" in grado di darvi immediatamente il controllo della situazione. Ad esempio un soldato che in una determinata posizione non può essere colpito sarà segnalato con un'icona a forma di scudo sulla testa. E' un aspetto che se da una parte torna utile per una corretta gestione dei team, dall'altra rende il gioco un po' troppo "scientifico". Nella realtà non sempre delle barriere sono "matematicamente" sicure. A migliorare la situazione ci pensano però i diversi "materiali" dietro i quali ripararsi. Infatti se un muro potrà donarvi protezione "eterna", un'automobile o un cassonetto non dureranno per sempre. Non dimenticate inoltre che dietro certi oggetti è impossibile nascondersi in quattro... 

La tattica di gruppo è fondamentale

 
Goodmorning Zekistan!
Nonostante il tatticismo di cui è carico il gioco, gli sviluppatori hanno pensato bene di offrire al titolo in questione un'atmosfera cinematografica che in una certa misura stempera l'idea di trovarsi in una guerra vera. FSW riprende diversi cliché tipici dei film di guerra riuscendo in questo modo a fare la felicità dei fan di capolavori di kubrickiana memoria. L'atmosfera del gioco è a livelli che rasentano la perfezione e non sarebbe stato così senza l'ottima grafica, la realizzazione validissima degli edifici e la presenza di una colonna sonora che non è proprio "epica" ma riuscirà a coinvolgervi al punto da rendere FSW un'esperienza unica. Ricordate la scena del cecchino donna in Full Metal Jacket? Se solo assistere a tale scena vi ha mandato in estasi, immaginate di poterla rivere in prima persona. Certo, non sarete voi a premere il grilletto ma se le vostre squadre giungeranno sane e salve al prossimo check-point lo dovranno solo alla vostra innata capacità di dirigere le manovre belliche. Durante il gioco avrete diversi aiuti da parte di squadre di ricognizione che segnaleranno sul vostro GPS la posizione dei nemici. Non dimenticate però che un apparecchio GPS non è perfetto e non sempre mostrerà tutto ciò che vorreste vedere. Il vostro istinto potrebbe tornarvi molto utile in battaglia. Dimenticate inoltre power-up e bonus vari: se escludete la possibilità di ricaricare le vostre armi in determinati check-point non resta nulla che possa realmente aiutarvi. Il gioco gode di una buona varietà; in realtà ciò che da una spinta in più al titolo sono proprio i luoghi in cui si svolgono le missioni. Le diverse costruzioni permettono al nemico diverse strategie e di conseguenza garantiscono anche al giocatore una discretà libertà e varietà d'azione. Si passa dai citati cecchini ai soldati nascosti dietro gli angoli fino ad arrivare a mezzi corazzati di diversa natura. Il mezzo corazzato risulta essere una felice introduzione in quanto per essere eliminato necessiterà di un discreto impegno da parte del giocatore. Non disponendo infatti in prima persona di armi in grado di distruggere un un carroarmato sarete costretti di volta in volta a trovare un modo sicuro per farvi strada. A volte è possibile richiedere l'aiuto di un "air strike" altre volte dovrete ingegnarvi a capire come poter proseguire. In alcune missioni avrete a disposizione anche un terzo team da gestire; tale aggiunta è assai gradita in quanto aggiunge un tocco di varietà in più all'azione. Questa squadre spesso hanno delle particolarità e vanno utilizzate in maniera diversa...

Una delle troupe televisive presenti in Zekistan


The patriot ?
Lo zekistan non esiste così come non esistono i soldati zekistani. "Peccato" però che le vostre squadre siano yankee dalla testa ai piedi. Peccato perché fondamentalmente se l'idea di un Bin Laden o di un Hussein della situazione può essere facilmente dissipata dall'assenza di riferimenti "reali", è impossibile non vedere nel titolo una seppur velata volontà di metter in mostra la "bontà" dell'esercito statunitense. E' solo un gioco, è vero, ma considerando che le ambientazioni e i soldati nemici sono frutto dll'umana fantasia non sarebbe forse stato giusto non dare una nazionalità neanche ai "buoni" ? E' un interrogativo che in parte è destinato a restare irrisolto. Insomma che siano arabi estremisti o alieni verdi alla fine a salvare le sorti del popolino indifeso ci sono sempre i nipoti dello Zio Sam. FSW fallisce parzialmente nel tentativo di dare al gioco un'atmosfera "neutrale". L'assenza di "eroi", la vulnerabilità dei propri soldati e la solidarietà concreta nelle situazioni più difficili (quando un soldato viene ferito ad esempio) riescono in una certa misura a dare l'idea di una guerra senza né vinti né vincitori e questo non può che renderci felici perché evita di enfatizzare la "bellezza" della guerra medesima. Voler trovare in FSW aspetti negativi risulta difficile. Il tema può non piacere a tutti, longevità discutibile, modalità "on line" (tamite XBOX-Live) non particolarmente eccitante e alcuni tratti frustranti a causa della "mira" non proprio perfetta dei nostri soldati, sono forse gli unici microscopici difetti di questo titolo. Un gioco in grado di emergere dalla massa di mediocri sparatutto bellici o pseudo-strategici in tempo reale. FSW non è per tutti. Ha bisogno di un po' di tempo per essere assimilato e necessita della calma e concentrazione che spesso non è necessaria per titoli in cui l'azione e la carneficina la fanno da padroni. Un titolo tanto interessante quanto impegnativo nel quale la difficoltà non risiede già nell'energia infinita del nemico di turno, ma nell'intrinseca incapacità da parte dei nostri personaggi di elevarsi ad eroi invulnerabili in grado di eseguire assurdi virtuosismi. Soldati "umani" e non macchine da guerra, addestrati ad uccidere ma con una spada di damocle pronta a cadere ad ogni pallottola nemica...

Lo ricorderemo per...
... aver conciliato e sintetizzato con cotanta maestria tutte le caratteristiche di un gioco di strategia bellica solitamente destinato per sua stessa natura a ben altri lidi. Una dimostrazione che i titoli bellici su console non devono essere per forza fps affetti da scarso carisma come se ne sono visti tanti in questa generazione...

In breve...
Non è importante avere la foto del texano due volte presidente sul comodino o dormire in un lenzuolo arcobaleno per apprezzare questo gioco. Tatticismo e azione in un mix perfetto esaltati da un'atmosfera sublime. Certo, giocare online in cooperativa può non essere il massimo e in fondo le missioni non sono molte, ma non sono questi i difetti che possono minare la qualità del titolo in questione. Sconsigliato solo ai Rambo della situazione.

Full Spectrum Warrior per PC da scaricare gratuitamente ma con pubblicità.

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